Pensioni, contributo super tassa 18% di Legnini e Fassina: Alfano in angolo

di Renato Brunetta
Pubblicato il 30 Novembre 2013 7:58 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2013 8:21
Pensioni, contributo super tassa 18% di Legnini e Fassina: Alfano in angolo

Renato Brunetta contro Alfano: sulle pensini è stato beffato da Legnini e Fassina

È tornata la lotta di classe contro i pensionati! Con un colpo di mano notturno, in mezzo alla confusione generale, mentre tutti erano intenti a capire la natura di un maxi emendamento civetta, il Governo ha compiuto la sua vendetta contro i presunti ricchi.

Il contributo sulle pensioni più elevate è stato aumentato, con un emendamento scritto in modo criptico uscito dal cilindro del sottosegretario Legnini e del vice ministro Fassina, fino al 18 per cento. Gli scaglioni di reddito, rispetto alla proposta originaria sono stati quasi dimezzati. Risultato? Un vero e proprio esproprio proletario che vedrà aumentare la tassazione diretta o indiretta (perché di questo si tratta), su un ristretto numero di persone, di quasi il 30 per cento: tagli da 20.000 euro in su.

Nemmeno Romano Prodi, con la famosa extra tassa per l’Europa aveva osato tanto.

Per farne cosa? Per dare soldi ai fannulloni, ai finti poveri, agli opportunisti, a chi non vuole né lavorare né studiare, agli assistiti per professione, sotto forma di salario minimo garantito.

L a domanda che si pone è la seguente: il vice presidente Angelino Alfano ne era a conoscenza? Se la risposta fosse positiva si avrebbe una plateale violazione dei principi che, in tutti questi anni, hanno ispirato il nostro movimento. Se invece non fosse stato nemmeno consultato, allora si avrebbe la dimostrazione della sua totale irrilevanza.

Fatto grave se solo si tiene conto che per molto meno, sullo stesso argomento, la  Corte costituzionale aveva dichiarato l’incostituzionalità, solo sei mesi fa, di una norma gemella.

Il fatto è che, con questo Governo di sinistra, dominato dall’arbitrio e dal mancato rispetto dei principi dell’ordinamento giuridico, nessuno è più sicuro. Da un momento all’altro tutto può cambiare in peggio in nome delle esigenze di una “lotta di classe” che si pensava fosse morta: caduta sotto le macerie del Muro di Berlino.