Pensioni. Incapace di riformare lo Stato, Renzi depreda i pensionati

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 19 Maggio 2015 9:24 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2015 9:24
Pensioni. Incapace di riformare lo Stato, Renzi depreda i pensionati

Pensioni. Incapace di riformare lo Stato, Renzi depreda i pensionati

ROMA – Giuseppe Turani ha scritto per Uomini & Business questo articolo, che Blitz Quotidiano vi propone integrale. La teoria di Turani è che la mossa di Monti di colpire i pensionati deve far riflettere, non tanto per l’azione in sé per sé, quanto perché anche i cittadini non colpiti (ora) devono temere che prima o poi lo Stato vada a toccare i loro soldi:

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

Questa è una frase talmente famosa che ormai ci sono controversie su chi l’abbia pronunciata per primo. Era molto in voga, ovviamente, in Germania negli anni del nazismo. Ma va abbastanza bene anche oggi per l’Italia. Il perché è presto detto.

Come si sa lo Stato italiano non riesce a raccogliere abbastanza fondi. E allora i vari governi cominciano a tagliare i finanziamenti ai comuni e alle regioni. Ma non basta. Allora tagliano anche le agevolazioni nella sanità e arrivano i primi ticket a pagamento.

Poi si prosegue mettendo limiti agli stipendi dei dirigenti più alti delle aziende pubbliche (così in futuro arriveranno solo degli incapaci).

E, infine, non sapendo più che cosa fare, si va all’assalto delle pensioni “elevate”, cioè sopra i 1400 euro lordi al mese. E’ il governo Monti che, disperato per la mancanza di soldi e per il rischio di un default, blocca gli adeguamenti determinati dall’inflazione. Fino a quando, pochi giorni fa, la Corte Costituzionale dichiara il provvedimento illegittimo. E invita lo Stato a restituire i soldi.

Si tratta di cifre molto grandi. Lo Stato non ha quesii soldi. E allora dice che da un certo livello in su (5 mila, 4 mila euro) non rimborserà l’adeguamento perché sarebbe “ingiusto”.

In realtà, e qui si torna alla citazione iniziale, questo Stato è sbilanciato (troppe spese per il suo stesso funzionamento) e quindi continua a sfogliare il Carciofo : prima i comuni, poi i manager pubblici, poi i pensionati. A ogni stagione tagliano qualcosa. La gente, tutto sommato, lascia fare, convinta che il grosso del welfare state resterà comunque intatto.

Ma è qui che si sbagliano. Se questo Stato non riformerà prima di tutto se stesso, sarà inevitabile nel prossimi anni sferrare altri colpi pesanti al welfare. A quel punto cominceranno davvero le proteste serie, ma ormai non ci sarà più nessuno ascoltare.