Perché non c’è ripresa? Perché a parte Draghi nessuno fa niente. Di Giuseppe Turani

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 3 Luglio 2014 12:24 | Ultimo aggiornamento: 3 Luglio 2014 12:26
Perché non c'è ripresa? Perché a parte Draghi, nessuno taglia le tasse o investe

Perché non c’è ripresa? Perché a parte Draghi, nessuno taglia le tasse o investe (foto Lapresse)

ROMA – Di seguito pubblichiamo un articolo di Giuseppe Turani scritto per la rivista Uomini & Business da lui diretta.

Tutti i politici, ma soprattutto quelli della maggioranza o comunque vicini al governo, fanno grandi promesse e sembrano avere in testa una cosa sola: la ripresa e quindi l’occupazione. In realtà, si comincia a capire che nel 2014 ci sarà ben poco. Il primo trimestre ha avuto un risultato (per quanto riguarda il Pil) negativo, anche solo dello 0,1 per cento. Sul secondo trimestre (che sui è chiuso alla fine di giugno) non abbiamo ancora indicazione. L’Istat, nel lodevole sforzo di non lasciarci al buio, ha detto che per ora il secondo trimestre potrebbe essersi chiuso con un altro meno 0,1 per cento o, forse, con un più 0,3 per cento. La differenza è notevole, come ciascuno piò immaginare.

Ma in realtà meno di quello che si potrebbe pensare. Comunque sia, andato il secondo trimestre, è del tutto evidente che l’economia italiana sta girando intorno alla crescita zero. Ormai abbiamo già percorso metà del 2014. Qualunque cosa succeda di positivo (soldi dall’Unione europea?) a questo punto potrà avere effetto sull’anno prossimo, non su questo. L’anno in corso rischia di chiudersi, nel suo complesso, con un aumento del Pil pari allo 0,2 o allo 0,3 per cento. Quasi niente.

E qui si impone qualche riflessione. Saranno almeno tre anni che ci viene spiegato in tutti i modi possibili che la chiave di ogni problema italiano sta nella crescita. Senza un forte aumento del Pil il debito pubblico accumulato rischia di portarci a fondo. Senza la crescita la disoccupazione non può scendere (sta addirittura aumentando) e quindi c’è il pericolo di andare incontro a problemi sociali molto seri. Ma perché questa crescita, invocata da tutti, presidenti del Consiglio in prima fila, non arriva mai? La risposta è di una semplicità sconvolgente: perché nessuno ha fatto niente (a parte Draghi) di concreto affinché la crescita si manifestasse.

In Italia abbiamo visto i famosi 80 euro, e è stata una buona cosa. Ma per il resto abbiamo avuto solo una grandinata di piccole tasse e di piccoli aumenti di servizi. Il tutto non ha certo creato un clima dio fiducia. Si era detto, ormai da qualche anno, che all’economia italiana serviva una “scossa” da 40-50 miliardi per ripartire alla grande. Ma questa scossa non è mai arrivata. I soldi non ci sono e tagliare la spesa pubblica (a parte qualche auto blu) sembra sia proprio impossibile. Qui, insomma, tutto va avanti come prima. Lo Stato non è arretrato di un passo. E quindi non si vede perché le cose dovrebbero andare meglio.

Sembra quasi di vivere in un mondo parallelo. Nelle dichiarazioni pubbliche e sui giornali tutti parlano solo di crescita. Nel mondo reale nessuno fa niente di concreto: non si tagliano le imposte e non si lanciano grandi lavori. E allora tutto rimane come prima: bassa crescita e alta disoccupazione.