Politici, basta perdere tempo: occupatevi di disoccupati e Sud, non aria fritta

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 30 luglio 2015 12:59 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2015 12:59
Politici, basta perdere tempo: occupatevi di disoccupati e Sud, non aria fritta

Politici, basta perdere tempo: occupatevi di disoccupati e Sud, non aria fritta (foto Lapresse)

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato su Uomini & Business un articolo intitolato Politica/Come perdere tempo. Quello di Turani è un j’accuse nei confronti del ceto politico, che in Italia troppo spesso si occupa di questioni marginali o di principio, mentre dovrebbe occuparsi in primis di due vere e proprie emergenze: disoccupazione e meridione. BlitzQuotidiano vi propone l’articolo integrale:

Non è semplice, nemmeno per gente scafata e cinica, capire come funziona la politica italiana. Il nostro è un paese che ha problemi immensi, di tipo economico, ma anche di funzionamento in generale. Tanto per citarne solo due, di quelli economici, ricordiamo che mancano all’appello almeno due milioni di posti di lavoro e addirittura il triplo se vogliamo metterci nella media europea della percentuale di gente che può lavorare e che lavora davvero.

Il secondo problema riguarda il Sud, che non è mai stato messo bene, ma che adesso, dopo sette anni di crisi, in cui è cresciuto addirittura meno della Grecia, sta marciando a vele spiegate verso la sua desertificazione.

Gli altri problemi riguardano la scuola, la giustizia, l’assetto istituzionale.

Ma stiamo per qualche riga concentrati sui primi due: disoccupazione e Sud. E’ già stato calcolato che, avanti di questo passo, serviranno vent’anni per riportare la disoccupazione italiana al livello del 2007 (e non era zero: era sopra il 6 per cento). Di andare a livello europeo (per cui servirebbero sei milioni di nuovi posti di lavoro) non si parla nemmeno. E questo significa che ci siamo già autocondannati a restare una presenza marginale, arretrata, in Europa.

Del secondo problema, il Sud, ormai non si sta occupando più nessuno, tranne Salvini che lì cerca voti e il movimento 5 stelle che fa la stessa cosa. La mia sensazione è che il Sud sia molto vicino a diventare una sorta di malato che ormai non reagisce più nemmeno alle medicine, per quanti forti e intense. Mi sembra quasi di capire che la decisione collettiva, inconscia, sia quella di “lasciarlo andare”: troppo difficile fare qualcosa, allora non facciamo niente e stiamo a vedere. I miracoli in fondo esistono. E forse uno arriverà anche nel Sud italiano.

Come si vede, se la politica volesse fare davvero il suo lavoro, non  mancherebbe la materia su cui esercitarsi. E invece che  cosa accade?

Il Parlamento, dove abbiamo bene o male mille persone che dovrebbero occuparsi di questo, poco o niente produce, sia di leggi che di pensieri.

L’unico soggetto attivo è il governo che, qualche volta magari sbrigativamente e confusamente, fa comunque qualcosa. Cerca di sbloccare il paese. Si inventa addirittura una riduzione delle tasse, finalmente.

Se questo è il quadro, di che cosa si occupa effettivamente la politica? Di aria fritta. Due giorni di cagnara su giornali e tv per stabilire se è stato giusto o sbagliato no  concedere l’arresto preventivo di un poveraccio che quasi certamente finirà, prima o poi, in galera (meglio, molto meglio, se dopo regolare sentenza).

La “grande battaglia” politica della settimana è stata questa. Un quadro quasi da terzo mondo. Il paese arranca, quasi metà è ormai vicino a essere irrecuperabile, un’intera generazione rischia di non vedere mai un  lavoro o uno stipendio, e in Parlamento si fanno sceneggiate epocali su una questione da quattro soldi e sulla quale comunque la magistratura è già intervenuta, senza fare sconti.

Altrove, in Europa, si prendono decisioni, anche scomode (vedi Spagna) per rilanciare l’economia. Qui, a parte il governo, si discute come al bar, se quel rigore era giusto o no, se è stato bene gridare “venduto” all’arbitro oppure no.

L’idea di questo Parlamento rimane una sola, ossessiva: mandare a casa Renzi. E quindi riaprire i giochi, sperando che arrivi qualcosa di appetitoso. Tutto il resto: la disoccupazione, il Sud, i giovani può aspettare.