Polo Populista, ecco la decrescita infelice: no euro vax immigrati, sì galera

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 20 maggio 2018 6:16 | Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2018 20:13
Polo Populista, ecco la decrescita infelice: no euro vax immigrati, sì galera

Polo Populista, ecco la decrescita infelice: no euro vax immigrati, sì galera (In foto: Matteo Salvini e Luigi Di Maio)

Polo Populista, è nato, ecco di che si tratta: un fronte no euro, no vax, no immigrati, galera [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] in quantità industriali. Ormai, registra Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business, la frattura fra Berlusconi e Salvini non è più ricomponibile. Cercheranno di fare un divorzio educato, senza piatti e padelle che volano, ma la rottura è ormai definitiva. Salvini vuole governare subito. Forse pensa che espellendo un po’ di negher, come ministro dell’Interno, triplicherà i voti. Non vuole aspettare le prossime elezioni, che magari non arrivano per un paio d’anni, se non si fa il governo Lega-grillini.

Questo percorso porterà Salvini a essere sempre più vicino e in consonanza con i 5 stelle, che lui lo voglia o no. Ma forse lo vuole. Di fatto, dietro lo schermo di questo ridicolo contratto (pieno di sciocchezze inattuabili) sta nascendo una sorta di Polo Populista. Cioè un fronte no euro, no vax, no immigrati, galera in quantità industriali, ecc.

Questa è la vera novità politica del 19 maggio: la nascita del Polo Populista.

E dall’altra parte che cosa c’è? Per ora il nulla. Un Cavaliere incazzato e preoccupato, che sta cercando di capire che cosa deve fare. E un Pd che si masturba e dice sciocchezze. Tornare fra il popolo, i circoli. E che intanto perde tempo con proposte senza senso: stipendio minimo da mille euro al mese. Evviva.

Chi paga? Ma chi lo sa? Chi se ne frega? Ormai stanno diventando tutti allievi dei grillini.

Lotta alla povertà, cioè distribuzione di denaro pubblico (che non c’è, solo debiti e tanti). Esattamente la strada di Di Maio.

Il Polo Populista, con il suo governo, se lo farà, si schianterà contro la realtà perché non ci sono le risorse per distribuire così tanto denaro alla gente. E non si troverà nessuno che ce lo presti. La storia dei mini-Bot, la mini moneta parallela, altra invenzione del mai tranquillo Borghi è identica ai patacos argentini che hanno mandato in default quel paese. E infatti è la fine che si farà anche noi, se non intervengono prima Mattarella e l’Europa.

Il popolo ha fame, forse più di croissant che di pane e comunque lo hanno convinto che ci sono solo diritti: al posto, allo stipendio, a mandare affanc…la gente impunemente (e ha votato i populisti in massa per questo), ma questa fame non può essere soddisfatta con altri debiti, cioè con i soldi degli altri. E questo semplicemente perché gli altri non ce li daranno.

Il debito italiano è a due passi dall’essere dichiarato spazzatura. Se questo avvenisse, la Bce non potrebbe più aiutarci e anche le grandi banche e i grandi fondi non potrebbero più comprare i titoli italiani: saremmo soli nel mondo, e in miseria progressiva. Avviati velocemente verso il default.

E allora che si fa? Con grande pazienza, e un po’ di lucidità, bisogna spiegare che siamo a un bivio. Da una parte abbiamo di fronte un destino venezuelano e argentino. Dall’altra parte, abbiamo un’Italia che fa le riforme e che si mette in condizioni di crescere davvero. Se si cresce, ci saranno le risorse. In caso contrario, ci toccherà dividere una torta sempre più piccola. Insomma, decrescita infelice.

Una terza via, quella di Martina e Nannicini, non esiste. O si fanno le riforme o si va in rovina, come capiterà con i populisti.

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