Presidente della Repubblica, tre emiliani in corsa per il 2022

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 6 Ottobre 2020 11:50 | Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre 2020 14:44
Presidente della Repubblica, tre emiliani in corsa per le elezioni del 2022

Presidente della Repubblica, tre emiliani in corsa per il 2022 (Nella foto Ansa, Dario Franceschini)

È partita la corsa al Colle. Ed è già bagarre. Manca ancora un anno e mezzo e troppe cose succederanno da qui all’inizio del 2022: le conseguenze del Covid, la crisi economica, la caccia ai 209 miliardi europei.

Ad agitare maggiormente le già agitate acque della Politica è l’assalto al Colle. Chi sarà il successore di Mattarella? Circolano addirittura i primi nomi. Forse per bruciarli. Forse no.

Di certo c’è un governo stabilizzato dall’ultimo voto; dunque niente elezioni generali in vista.

L’Esecutivo è blindato. Il resto può aspettare. Anche la patata bollente dei migranti. L’Europa intende superare Dublino ma bidona la morbida Italia. I toni su questo versante restano soft.L’ennesima beffa di questa Europa. Non ci saranno i ricollocamenti obbligatori fortemente richiesti dal governo.Pazienza. Ora è prioritaria la corsa al Colle. L’Everest è questo, tutto il resto è mezza collina.

FEBBRAIO 2022

Tutti i politici in agenda hanno messo in evidenza questa data: febbraio 2022. Il mandato di Sergio Mattarella scade infatti fra un anno e mezzo essendo andato in carica il 3 febbraio 2015. Dunque andrà sostituito.Articolo 85 della Costituzione (“il presidente della Repubblica è eletto per sette anni”.

E poi, articolo 87: “È il capo dello Stato, rappresenta l’unità nazionale (…) indice le elezioni delle nuove Camere (…) promulga le leggi,emana i decreti (…),  ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio superiore della magistratura, può concedere la grazia e commutare le pene. Può anche sciogliere le Camere ma “ non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato (art.88).

SEMESTRE BIANCO

Scatterà il 3 agosto 2021. È il cosiddetto “semestre bianco”. Un semestre di ansie. È probabile che sarà questo Parlamento a scegliere il successore dì Mattarella visto l’esito delle Regionali. E per sei mesi sarà battaglia.

Il primo presidente – Enrico De Nicola – è durato solo 5 mesi. Poi con il successore Luigi Einaudi il mandato dei sette anni è stato rispettato. Dopo di lui altri dieci. Gli ultimi 6 non possiamo scordarceli: Pertini, Cossiga, Scalfaro, Ciampi, Napolitano e – dal 2015 – Sergio Mattarella, il dodicesimo. Pertini, eletto nel 1978, resta il presidente più votato ( 832 voti su 1.011, pari al 82,3%. Mattarella,per capirci, ha registrato il 65,9%.

TRE EMILIANI IN POLE PER PRESIDENTE

L’Emilia non ha mai avuto un suo presidente della Repubblica. Stavolta ne ha già tre in pole. Almeno secondo un certo gossip più o meno interessato . Sono Prodi, Casini, Franceschini. Uno di Scandiano ( Reggio ), uno di Bologna e il terzo di Ferrara. Due vivono sotto le due torri pendenti (Asinelli e Garisenda ); il ministro non si stacca dalla città dell’Ariosto e del Tasso.

Prodi ha 81 anni, è in politica dal 1963 (consigliere comunale di Reggio Emilia). È stato due volte premier e presidente della Commissione europea (1999-2004 ). Ha fatto pure il ministro con Andreotti. Ha fondato l’Ulivo e Nomisma. Ha collezionato presidenze ovunque. Ad esempio l’IRI quando c’era in portafoglio l’Alfa Romeo.  

Pochi si ricordano che, lui ferrarista, è stato il presidente della Maserati. A benedire le sue nozze si è catapultato Camillo Ruini, giovane parroco. Poi tutti e due hanno fatto carriera.

Casini ha 64 anni, frequenta le Camere ininterrottamente da 37. Nessuno come lui. Ha avuto due mogli e quattro figli. Dopo aver rotto con Berlusconi ha appoggiato tutti: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni. Sciorbole.

Franceschini è il più giovane del trio. È in Politica dal 1973, DC come papà Giorgio, partigiano cattolico. Ama fare anche lo scrittore ( 5 romanzi ), ha lo studio di avvocato nel giardino dei Finzi Contini , caro al suo ex dirimpettaio Giorgio Bassani. Da ragazzo faceva lo sbandieratore al Palio di Ferrara, oggi il ministro.

Ha cominciato come ministro nei governi D’Alema e non si è più fermato. Ha una notevole smania di visibilità: se lo invitano ad un matrimonio vorrebbe fare la sposa, se va ad un funerale invidia il morto. Siete avvisati.