“Presidi spia”, la Lega perde la partita ma non il vizio

Pubblicato il 5 maggio 2009 18:42 | Ultimo aggiornamento: 5 maggio 2009 19:47

di Gennaro Malgieri

Prima si volevano introdurre nel nostro ordinamento i medici-spia. Adesso ci provano con i presidi-spia. Il fine è sempre lo stesso: emarginare gli immigrati, additarli all’opinione pubblica come cittadini di serie inferiore, metterli in condizione di vivere una vita di stenti e precludergli  integrazione ed emancipazione.

La terribile ossessione della Lega Nord si arricchisce giorno dopo giorno di nuove inaccettabili trovate. Se il partito di Bossi, attraverso le proposte del suo ministro dell’Interno, voleva fugare ogni dubbio sulla ideologia che lo ispira, c’è riuscito pienamente. Ma ha pure trovato un muro nella stessa maggioranza la quale di fronte a bambini bisognosi di cure non si domanda se sono clandestini o meno, ma semplicemente che guariscano. Così come alla richiesta di ragazzi di accedere alla scuola pubblica non può che aprirgli le porte, a prescindere dal colore della pelle e dallo status giuridico. La criminalità legata all’immigrazione clandestina non si combatte con atti barbarici di segno contrario. Almeno in Italia. Se poi il nostro Paese dovesse precipitare nel gorgo dell’intolleranza vuol dire che sessant’anni e passa di pratica democratica non sono serviti a niente.

Non basta dire che le proposte citate sono palesemente incostituzionali. Esse non hanno niente a che vedere con la nostra civiltà. Perciò opporsi ai medici-spia o ai presidi-spia è un dovere che ciascuno deve sentire a prescindere dall’appartenenza. E se un governo liberale, per motivi di realpolitik, dovesse dare seguito alle bislacche pretese di un partito in campagna elettorale che per prendere più voti vellica gli istinti più bassi che albergano in una società complessa come la nostra, vorrebbe dire che s’è venduto l’anima al diavolo pur di tenere insieme una compagnia che non risponde ai più elementari fondamenti della convivenza civile.

L’istruzione è per tutti, ma non soltanto perché lo dice la Costituzione: essa è un dovere primario in una comunità che tende ad includere e non ad escludere. Se la Lega è di avviso diverso aspetti di avere la maggioranza assoluta degli elettori per farsi il suo Stato. Ma dal momento che niente di tutto questo accadrà, la pianti di inventarsi ogni giorno una nuova proposta che ci obbliga a ribadire ciò che dovrebbe essere ovvio in una democrazia, ma che evidentemente non lo è per qualcuno, al punto che perfino una delle più alte cariche dello Stato, il presidente della Camera, deve richiamare ministri e parlamentari all’osservanza di ciò che ritenevamo pacificamente acquisito.

Dalla geniale invenzione delle ronde al divieto per i minori immigrati irregolari di frequentare le scuole, non passa giorno, insomma, in cui non dobbiamo occuparci di Bossi. E meno male che la maggioranza è solida, come si dice. Pensate un po’ se fosse sbrindellata.

Una domanda, infine, al presidente del Consiglio: Maroni lo avverte in anticipo, prima di farlo sapere ai giornali, sulle uscite che ha in mente di fare?