Primavera araba, primavera energetica: gas non convenzionale, non solo petrolio

di Fedora Quattrocchi
Pubblicato il 2 Marzo 2011 15:40 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2020 9:56

C’è un aspetto della rivoluzione che sta avvolgendo e speriamo anche cambiando il mondo arabo che in occidente pochi hanno considerato: la consapevolezza dei giovani sui temi dell’ambiente e dell’energia, non intesa come petrolio da vendere e posizioni di rendita da garantirsi ma come l’intreccio di sviluppo razionale (per non usare sempre la parola sostenibile… che poi è equivalente) ed istruzione anche per risolvere la crisi climatico-energetica in corso.

Questa è una nuova generazione sempre più unita da Facebook, dalle mail continue, dai giornali su web dove gli articoli rimangono impressi per sempre, dallo scambio di pubblicazioni che letteralmente divorano.

Fanno domande e chiedono di passare mesi presso i nostri istituti di ricerca, mentre fra poco avranno inizio progetti comuni di geotermia, carbone a zero emissioni, “gas non convenzionale” e anche la IV generazione di un nucleare ormai necessario anche per loro.

E invece da noi cosa pensa la Lega Nord? Che dietro tutto questo vi sia la mano di Al Qaeda. Una articolazione del pensiero geopolitico strumentalizzante le paure ancestrali della Valle Padana, totalmente infondate, perché Al Qaeda non c’entra: molti dei ragazzi della Primavera araba hanno studiato in Italia, spesso sono figli di immigrati in Italia, rimangono e si confondono con noi, parlando dialetto milanese, napoletano, leccese. La Valle Padana verrà si salvata dalle acque in ingresso dal mare, ma lo sarà proprio dall’unione scientifica via internet di “orde” di giovani che vogliono cambiare il mondo…. In meglio.

Un importante segnale positivo è dato dalle chiese copte protette da musulmani e nel contempo dalle moschee protette da cristiani copti durante i disordini di Egitto dei giorni scorsi. E ancora: monache che girano come trottole negli ospedali marocchini, tunisini, libici: se fosse stata Al Qaeda a governare il tutto, le monachelle sarebbero rimaste vive ?

I nostri strateghi geopolitici governativi, forse masterizzati quando ancora c’era Breznev, non ci hanno preso molto e l’apoteosi della disinformazione geopolitica lo sapete qual è ? la bolla, anzi la balla del gas metano che non arriva più dalla Libia con il rischio di bloccare l’economia italiana. Niente affatto: la nuova generazione di giovani libici, laureati, informati, cosmopoliti, saranno gli interlocutori migliori per ENI, Unicredit, FIAT, e quante altre aziende si sono avvicinate ultimamente alla Libia e ad altri paesi “liberati”.

E i nostri politici? Sarebbe stato bene avessero trovato il tempo, per assistere almeno per qualche nanosecondo al seminario organizzato dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile, sul tema “Gas non convenzionale”: sono stati esaminati, in quella sede, i veri scenari energetici geopolitici del gas naturale, dei nuovi bacini di riserve di “shale gas” (metano non convenzionale) e dei letti di carbone (Coal Beds Methane). Altro delle popolazioni della Lega Nord! Una Lega araba giovane e rinnovata, la vera Primavera di questo inizio secolo.