Puglisi, Spicola…donne del Pd martiri? Vittimismo prepotente di lobby

di Lucio Fero
Pubblicato il 31 Maggio 2019 14:17 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2019 14:17
Francesca Puglisi, Spicola...donne del Pd martiri? Vittimismo prepotente di lobby

Puglisi, Spicola…donne del Pd martiri? Vittimismo prepotente di lobby (nella foto Ansa, Francesca Puglisi)

ROMA – Puglisi Francesca, candidata Pd alle elezioni europee circoscrizione Nord-Est, non eletta. Spicola Mila, candidata Pd, circoscrizione Sud elezioni europee, non eletta. La prima, dopo aver deplorato i pochi e scarsi incarichi nel partito riservati e occupati da donne, attribuisce la sua non elezione al fatto che in lista c’erano altre cinque candidate donne oltre a lei. Troppe o poche le donne? La candidata non eletta deve mettersi d’accordo con se stessa? No, è chiarissima la sua spiegazione: le sei donne si facevano concorrenza. Tradotto: non ce n’era una indicata come sicuramente e primariamente da eleggere. Francesca Puglisi quindi lamenta di fatto che la lobby denominata donne del Pd non sia organizzata. Dice infatti di “mancato gioco di squadra”. Gioco di squadra era far convergere i voti su una di loro in quanto donna, senza star troppo a dipendere da quegli inaffidabili che votano?

Mila Spicola invece (invece ma n on tanto) attribuisce la colpa della sua non elezione al partito maschio e alla tv maschia. Anzi, non proprio maschia, perché, dice la Spicola, in tv candidate donne ci vanno, ma solo quelle che decide il partito di mandare, guarda un po’, a rappresentare il partito. Manca poco, pochissimo, quasi niente e la Spicola rivendica la rappresentanza in tv secondo par condicio tra gruppo donne Pd e gruppo maschi Pd.

Entrambe comunque, e non sono certo sole, si dichiarano vittime e martiri. Portate al martirio elettorale della non elezione (la volevano garantita?) dalla subdola manovra di candidarle e poi mollarle (volevano non essere candidate?). Vittime improbabili, anzi esponenti classiche di un vittimismo assai corrente, quello prepotente. Lo si riscontra ovunque si formi una lobby di interesse di gruppo o categoria. Vittimismo prepotente è: il mio interesse è diritto da proteggere e garantire, ogni altro interesse che contrasti col mio è prevaricazione e ingiustizia. Vale per gli esercenti che non vogliono i pagamenti elettroni e tracciabili, vale per gli autisti di bus e i prof che non vogliono valutazioni su efficienza e merito nel lavoro, vale per i magistrati che vogliono andare in pensione quando gli pare, vale per genitori e studenti che non vogliono neanche l’ombra di un obbligo a scuola…

Vale anche per le cosiddette donne del Pd. Donne del Pd, oggi come oggi una piccola e chiassosa lobby. Perfino ingenua nel suo agitarsi e nel suo rivelare la natura di lobby; portano ad esempio il successo di figure femminili in altri partiti. A suggellare quindi che lo scopo, la missione, il valore universali sono…farsi eleggere ed occupare cariche e incarichi. Una lobby, niente di illecito. Ce ne sono tante…Solo che, per parafrasare un Nanni Moretti di tanti anni fa, con queste “Donne del Pd”, vittimiste prepotenti, l’interesse generale, la cosa pubblica, la donna come essere umano e sociale non la cureranno mai, non ne avranno mai davvero nozione e cura, sempre distratti e confusi da strepiti di lobby.