Rai. Campo Dall’Orto impone Dario Fo e Berlusconi fa doppio

di Sergio Carli
Pubblicato il 6 Dicembre 2015 6:55 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2015 18:43
Rai. Campo Dall'Orto impone Dario Fo e Berlusconi fa doppio

Antonio Campo Dall’Orto, dg della Rai. Ha imposto Dario Fo in prima serata e Berlusconi ha fatto il doppio di share

ROMA – Antonio Campo Dall’Orto comincia a far sentire il suo peso nelle scelte editoriali della Rai e l’unico che ne gioisce è Berlusconi e con lui la sua Mediaset. La Rai propina Dario Fo e Berlusconi schizza su con un polpettone spagnolo. C’è da dubitare che una scelta così forte sia eredità dell’era Gubitosi, ma se anche fosse, c’è una responsabilità oggettiva che va di pari passo con l’onore della firma. Ma preferisco credere Luigi Gubitosi innocente.

Per farci capire fin da subito cosa sia una tv pubblica che fa cultura, Antonio Campo Dall’Orto ci ha coperti di piombo, imponendoci, nella prima serata di venerdì 4 dicembre 2015, alla vigilia delle festività natalizie, Callas, spettacolo scritto da Dario Fo, con Franca Rame, dove Fo ha al fianco la pur brava Paola Cortellesi. Niente paura se lo avete perso. Potrete rifarvi la sera della Befana, il 6 gennaio 2016.

Il risultato d’ascolto di Callas è stato disastroso, uno dei peggiori della storia: 1,8 milioni di spettatori e 7,8 punti percentuali, permettendo, nella stessa serata, di farsi sorpassare dalla soporifera soap spagnola Il Segreto, di Mediaset, che ha spiccato il volo  a 4,2 Milioni e al 16,8%.

Ma cosa volete che sia per uno come Campo Dall’Orto, il cui mantra è:

“Un talk show che funziona non è sempre un talk show che supera come ascolti la concorrenza, ma è sempre un talk show che lascia qualcosa in più a chi lo sta guardando”.

Antonio Campo Dall’Orto è stato nominato da poco direttore generale della Rai, in vista di ancor più ampi poteri dalla nuova legge sull’azienda del servizio pubblico, che lo consacrerà amministratore delegato e direttore generale.

Già la scorsa settimana, con la riesumazione dopo 14 anni di “Sanremo Giovani”, trasmesso da Rai1, ha ricevuto una sonora bocciatura conseguendo un ascolto di 2,6 Milioni di spettatori e 11,9% di share; un programma che la dirigenza passata si era guardata bene dal riproporlo in primetime.

Così è stata la volta del ritorno del teatro in TV, un’avventura che, quasi 20 anni fa, aveva chiuso la breve era della presidenza di Enzo Siciliano, con la tragedia di Macbeth in primetime di Rai1, portando la rete ammiraglia al minimo storico di circa 5% di share, ma si sa: Siciliano era un intellettuale snob ed aveva sempre dichiarato di non guardare la TV.

I più vecchi ricordano anche quando la Rai a solo due canali e in bianco e nero propinava in prima serata l’Orlando Furioso di Luca Ronconi. Ma si sperava che quei tempi fossero tramontati per sempre.

Invece, Campo Dall’Orto, assiduo frequentatore della Leopolda è stato preferito da Matteo Renzi proprio per il suo curriculum di manager televisivo, che aveva avuto un trascorso nella giovanile Mtv. Ma viene il dubbio che Mtv in Italia avesse pochi margini di scelta, nel rigido dirigismo americano.

Con Callas non sono bastati gli apprezzamenti sui social a sostenere l’obiettivo culturale del servizio pubblico, né il sostegno di scuderia di Repubblica, con un articolo che svela un pezzo di verità. Dario Fo ammette che Callas

“era un inedito, rimasto a lungo in un cassetto”.

Finalmente, potenza della politica e alla faccia dei partiti fuori dalla Rai, è arrivato Campo Dall’Orto e gliela ha fatta mettere in scena.

C’è da aggiungere che, a guardare questo programma, c’era lo zoccolo duro del pubblico di Rai1: se vogliamo, quello senza telecomando, visto che l’età media è stata di 62 anni. Sono quelli che non hanno i soldi per andare al cinema o al ristorante e nemmeno per pagarsi Sky. Non meritano un trattamento simile.

Il 50% del pubblico di Callas ha oltre 65 anni d’età; il pubblico tra i 15-54 anni ha raggiunto il 4,9% di share e Giovani 18/24 anni pochi, quasi il 4% del totale.