Rai, col nuovo Cda si vedrà se Lega e M5s cambiano davvero o arraffano come gli altri

di Cesare Lanza
Pubblicato il 7 giugno 2018 6:14 | Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2018 19:00
Rai, col nuovo Cda si vedrà se Lega e M5s cambiano davvero o arraffano come gli altri

Rai, col nuovo Cda si vedrà se Lega e M5s cambiano davvero o arraffano come gli altri

ROMA – Grillini e leghisti, per le vostre nomine (non solo) in Rai il merito È la priorità. Sono convinto che la Rai – il cda scade a fine giugno – sarà [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]  il primo vero banco di prova per il governo. Vero è che i due vicepresidenti, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, hanno già espresso intenzioni chiare su problemi importanti: immigrazioni, lavoro e pensioni. Vero che al governo le Camere solo in queste ore stanno votando la fiducia. E vero infine che il nostro premier, Giuseppe Conte, è atteso – subito – da importanti impegni internazionali, nei quali si capirà se si tratta di un mero esecutore, o qualcosa di più, o di meno.

Ma la Rai è la Rai. E tutti i governi, tutti i partiti (se ne hanno avuto la possibilità) ne hanno fatto terreno di conquista, come allupatissimi predoni. Con buoni esiti – come Amintore Fanfani con il fido, grande Ettore Bernabei, autore di una televisione di qualità. O con stravaganti scelte – come Matteo Renzi con Antonio Campo Dall’Orto, campione di astruse chiacchiere.

Tutti, sempre e comunque, sotto i riflettori: la Rai, a Roma, vale più di qualsiasi ministero! Una volta ho scritto che gli alti dirigenti della Rai lavoravano al massimo la metà del dovuto. Mezza giornata (al massimo) per il lavoro, l’altra metà per relazionarsi col mondo politico, capire come tirava il vento, posizionarsi e riposizionarsi in continuazione. Senza contare le chiacchiere nei corridoi e al bar…

Anche per Bettino Craxi, che fu un ottimo premier negli anni 80, la Rai era un chiodo fisso, ricordo la copertina che gli dedicò un settimanale: “Caro Craxi siamo tue, tigiuno e tigidue.” (La terza rete era assegnata al’ex partito comunista, secondo inesorabile lottizzazione).

Perciò, consiglierei prudenza a grillini e leghisti. Non solo perché è cambiato tutto anche nell’informazione: Facebook, Twitter e in genere Internet valgono più dei network televisivi. (Con l’eccezione ovviamente del poltronificio e del pozzo di San Patrizio degli appalti). Ma soprattutto per distinguersi dai loro predecessori, che arraffavano ciò che potevano, senza nessuna attenzione per il merito, che invece dovrebbe essere il criterio-guida. In Rai, in tutto. E poi non c’è fretta: confermate chi ha merito, liquidate chi ruba lo stipendio. Meditate, gente, meditate.