Rai. Quando parte Gubitosi? Trilemma per Renzi fra volontà e realtà

di Cesare Lanza
Pubblicato il 20 febbraio 2015 11:28 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2015 11:28
Rai. Quando parte Gubitosi? Trilemma per Renzi fra volontà e realtà

Luigi Gubitosi, direttore generale della Rai. Tutti lo danno in partenza, ma le date noi coincidono con quelle dei progetti di Renzi

ROMA – Cesare Lanza ha pubblicato questo articolo anche sul suo blog col titolo: “Quando scade Gibitosi, un trilemma alla Rai”.

Esiste un pizzico di confusione sulla scadenza del mandato di Lugi Gubitosi, direttore generale della Rai. Entro fine maggio ci sarà la riunione per la presentazione e l’approvazione del bilancio. In questa occasione dovrebbe decadere il mandato per il dg. Ma il cda è in scadenza a luglio e non c’è dubbio che per un paio di mesi Gubitosi non solleverà problemi.

Perché un problema, grosso, c’è: Matteo Renzi vuole rimescolare la Rai, ma con una totale riforma dell’azienda, per evitare l’obbligo di adeguarsi alla vecchia legge Gasparri. Di conseguenza: si farà in tempo, in coincidenza con la scadenza del cda a luglio? I dubbi sono ragionevoli. E’ vero che, con quattro mesi a disposizione, se esiste la volontà politica, i tempi sarebbero più che sufficienti. Pensando tuttavia a tutte le problematiche vissute per il Senato, l’Italicum, e quant’altro, tra opposizioni, dubbi, contrasti interni anche al partito di maggioranza, i dubbi sui tempi necessari sono notevoli…

La Rai è un terreno che scotta, è stato sempre un campo di battaglia senza esclusione di colpi: i partiti da sempre ci sguazzano, le velleità sono infinite. Di conseguenza, cosa succederà?

Eccoci di fronte a un classico trilemma:

1. Gubitosi potrebbe accettare di restare, grazie a una proroga più lunga (ipoetesi a mio parere poco probabile).

2. Renzi riuscirà a varare la nuova legge e all’ultimo momento comunicherà i nomi che ha in mente per la nuova governance, diciamo con il metodo Mattarella che gli è riuscito perfettamente. Quali saranno i nomi prescelti, nessuno al momento può dirlo: tutti quelli che circolano sono pastura per i giornali e per il mondo politico.

3. Gubitosi non accetta di fermarsi oltre luglio, la legge non sarà stata ancora varata, si imporrà una nomina pro tempore per governare l’azienda. Potrebbe essere il consigliere d’amministrazione anziano, oppure un personaggio interno, ovviamente scelto dal cda in proroga. Mi sembra di aver già fatto i nomi di Fiorespino, De Siervo, Nardello. Aggiungerei Antonio Marano, vice direttore generale.

 

Sul disastro della Rai, mia convinzione è che la colpa è, per quanto riguarda i contenuti, dei direttori delle tre reti. Vogliamo fare le percentuali? Direi che a Giancarlo Leone, a Rai Uno, spetta un buon 70%. Resta, per il disastro, un 30%. Che percentuale ti daresti? chiedo a Angelo Teodoli, direttore di Rai Due. Propongo: Facciamo a metà con Vianello?”

E Teodoli: “No, no. Mi prendo il 20%, non voglio essere né il primo né l’ultimo, in qualsiasi circostanza”.

Più tardi ho intravisto Vianello, ma non ho fatto in tempo a porgli la stessa domanda, Peccato. Poi Nardello, claudicante a una gamba e a un piede. E Fiorespino, in partenza per chissà dove. E Costanza Esclapon, sempre gentile: purtroppo aveva dato appuntamento a mezzo mondo, solo posti in piedi nel suo ufficio. Ci siamo rifugiati nell’accogliente stanza del dg: prima o poi dovrò scrivere tutto ciò che ho visto e sentito, nei lustri, nella stanza dei vari direttori generali, da Celli a Saccà, da Cattaneo a Masi e a Lorenza Lei, ma anche prima, in tempi più remoti. Infine, in un corridoio, ho incontrato Antonio Marano, che sorridendo mi ha ingiunto: “Meno parli di me, meglio mi sento…”. Ma non ho ascoltato l’astuta richiesta.