Ratzinger e il ’68, perché prima i preti casti etero nei secoli?

di Lucio Fero
Pubblicato il 12 aprile 2019 8:55 | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2019 8:55
Papa Ratzinger e il '68, perché prima i preti casti etero nei secoli?

Ratzinger e il ’68, perché prima i preti casti etero nei secoli? (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Ratzinger Papa Emerito, è stata diffusa la sua riflessione sull’autentica inflazione di pedofilia nei ranghi alti e bassi del clero cattolico in ogni angolo del pianeta. Secondo Ratzinger praticamente tutto nasce dal “collasso morale”. Non un collasso morale generale e indefinito. Ma un crollo delle regole e della morale che ha una data di nascita: il 1968.

Riflette Ratzinger, medita e il Papa Emerito e costruisce questa equazione: il movimento studentesco, culturale e sociale e politico comunemente chiamato Sessantotto dall’anno in cui si manifestò, rivendicava libertà sessuale. Non più donne obbligate ad arrivare vergini al matrimonio. Non più sesso lecito solo dentro il matrimonio. Non più sesso lecito solo se legato alla procreazione. Non più il sesso come peccato. Queste erano le leggi di comportamento prima del cosiddetto ’68. O almeno questa era la dottrina e la liturgia sociale ufficiale, poi la pratica, la vita vera era altra. Ma si faceva, mai si diceva.

Il cosiddetto Sessantotto, è vero, contribuì a togliere alla Chiesa cattolica il monopolio e l’esclusiva dei precetti inerenti il sesso e la famiglia. Questo fu nella realtà. Ma solo in qualche privato incubo di Ratzinger  è esistito un ’68 che teorizzava e praticava la pedofilia. L’amore libero dei figli dei fiori mai predicò e mai conobbe l’estensione alla pedofilia, questa è sempre rimasta una prerogativa, per così dire, del clero e dentro il clero.

Dietro, neanche tanto dietro, la riflessione di Ratzinger si scorge il profilo di un pensiero per così dire classico del cattolicesimo: la sessuofobia. Nella ricostruzione di Ratzinger il sesso liberato dai suoi vigilantes, il clero appunto e la sua dottrina, diventa peccato che cammina. E quindi, cammin facendo, inevitabilmente approda alla pedofilia e ad ogni peggio.

Per stare in piedi questa riflessione deve fare alcune omissioni. La prima, peraltro la minore: tutti i casi di pedofilia dentro la Chiesa prima del fatidico ’68. Non uno, due, dieci. Ma decine e decine quelli noti e sempre tutti coperti o sopiti dalla Chiesa, anche Ratzinger regnante.

La seconda omissione è macroscopica: pedofilia figlia dell’anno 68 del ventesimo secolo? Perché, prima? I preti etero nei secoli? Infinite testimonianze, diventate nei secoli appunto senso comune oltre che cronaca e storia, raccontano che il clero nei secoli, falangi di clero nei secoli, prima non praticarono rigorosa castità (si annoverano Papi con figli e amanti e Vescovi e Cardinali…) e poi conobbero l’insorgere e il permanere dell’omosessualità tra le loro file. Come e più che in ogni altre file della società, nei secoli, prima, durante e dopo il ’68 che stavolta c’entra poco e nulla. Evangelicamente…Ratzinger Papa Emerito indica la pagliuzza nell’occhio del ’68 perché non si veda la trave nell’occhio della Chiesa.