Renzi il marinaio, fino a quando reggerà il suo gioco? Vantaggi e rischi

di Bruno Tucci
Pubblicato il 21 Maggio 2020 11:40 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2020 11:40
Renzi il marinaio, fino a quando reggerà il suo gioco? Vantaggi e rischi

Renzi il marinaio, fino a quando reggerà il suo gioco? Vantaggi e rischi

Renzi, il marinaio. Rispondendo ad un giornalista che gli chiedeva quali preferenze politiche avesse, il grande comico catanese Angelo Musco, vissuto a cavallo tra la fine dell’ottocento e i primi 50 anni del novecento, replicò sorridendo:”Ca‘ marinaru sugnu”, cioè io sono come un marinaio, vado sempre a favore di vento.

Ebbene con tutto il rispetto che si può avere per Matteo Renzi (grande conoscitore del Palazzo), direi che per scaltrezza l’ex premier assomiglia – politicamente s’intende – al furbissimo Angelo Musco. Nei momenti cruciali il leader di Italia Viva si affaccia sull’agone politico e dopo aver polemizzato aspramente con i colleghi che non appartengono al suo partito ritorna ad essere un uomo tranquillo, pronto per tutte le stagioni.

 Nello stesso discorso pronunciato a Palazzo Madama, prima il buon Matteo ha detto e ripetuto un principio. Che sfogliando i precessori storici dei Guardasigilli, Alfonso Bonafede, al pari di questi uomini politici, sarebbe dovuto andare immediatamente a casa “sic et simpliciter”.

Poi, virando a 180 gradi, ha cambiato tono affermando che avrebbe votato in suo favore contro le due mozioni di sfiducia presentate da Emma Bonino e dal duo Salvini-Meloni. Si è comportato in questo modo per i seguenti motivi.

Renzi, le ragioni per cui

Il primo: l’ex segretario del PD sa perfettamente che se avesse fatto cadere il governo si sarebbe andati a tutta velocità alle elezioni politiche. Ed in base ai più recenti sondaggi, il suo partito non andrebbe al di là del tre per cento, perdendo forza e potere politico.

Il secondo: ora come ora a Matteo Renzi non conviene muovere le carte perché mentre oggi può far tremare la maggioranza condizionandola. Chiedendo, inoltre in cambio dei voti di 17 senatori, qualche incarico di prestigio per i suoi uomini.

IL terzo: da qui a fine anno può succedere di tutto a Palazzo Chigi e dintorni e quindi Renzi ha la possibilità di mettere sulla bilancia la fiducia di chi magari succederà a Giuseppe Conte e strappare qualche ministro in più. Già ora, l’ex premier ambisce ad avere uno o due dicasteri in più facendo leva sulla pochezza di alcuni dei ministri attuali.

Migliore ministro?

Si parla a proposito di Gennaro Migliore e della assidua Elena Boschi. Non vogliamo pronunciarci sul primo perché non hai mai ricoperto ruoli di primo piano; mentre sulla seconda qualche dubbio affiora nella mente di chi scrive.

Tutto questo oggi; domani chissà: meglio non fidarsi delle coalizioni e dei partiti che vogliono farti credere di poter lavorare con loro e poi, all’improvviso, ti danno una pugnalata alle spalle.

Ecco le ragioni per le quali Renzi appoggerà la maggioranza giallorossa fino alla fine della legislatura (ammesso che l’attuale governo non cada prima). Però il gioco del leader di Italia Viva non potrà durare a lungo.

Ora i suoi alleati e i suoi avversari hanno capito il gioco e non cadono più nei suoi trabocchetti. Il buon Matteo dovrà insomma scegliere una strada, qualsiasi essa sia, perché già adesso c’è qualcuno che ritiene che egli “è un lupo che emette belati”, o qualcun altro che commenta senza mezzi termini: “Abbiamo assistito al solito bluff che non incanta più nessuno”.