Renzi, non ci sono alternative. Ma su immigrati, sicurezza e crescita…

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 16 Giugno 2015 13:01 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2015 13:01
Renzi, non ci sono alternative. Ma su immigrati, sicurezza e crescita...

Renzi, non ci sono alternative. Ma su immigrati, sicurezza e crescita…

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato questo articolo anche su “Uomini & Business” con il titolo “il declino italiano”. 

Gran trambusto elettorale, ma in fiondo senza novità di sistema. Si conferma che, ancora una volta, se qualcosa di nuovo può arrivare, passa attraverso Renzi. Gli oppositori interni alla sua linea propongono cose da rabbrividire: un partito fondato sulle vecchie sezioni, con le assemblee e i dibattiti alla sera, e con zero proposte di rinnovamento, con vecchi notabili pronti a fare l’assessore o il deputato. E, infine, con la vecchia idea (perdente) di andare verso il popolo (welfare a tutto spiano) aumentando ancora tasse e debiti.

Con queste idee si è già mezzo distrutto il paese (o, forse, tre quarti). Un problema però esiste, e anche grosso. Renzi è il nuovo, non ci sono alternative, ma il nuovo deve dire e fare cose nuove e, soprattutto, deve fare in modo che la gente condivida.

Impresa non tanto facile. Se vogliamo, tre sono le questioni che oggi Renzi ha di fronte: immigrati, sicurezza, crescita. Su tutti e tre questi capitoli non ci sono state finora grandi proposte. In un certo senso ha navigato sotto costa, senza lanciarsi nel mare aperto delle proposte importanti e di cambiamento. Ha cercato insomma di non urtare troppo u vecchi equilibri corporativi. Tranne che sulla scuola, dove ha proposto una buona e vera rivoluzione.

Solo che, forse proprio anche per questo, ha perso le elezioni. Maestri e professori smaniavano all’idea di dargli una lezione.

E questo ci riporta al problema centrale del paese. Probabilmente è vero che Renzi abbonda in annunci e scarseggia in proposte concrete. Però è anche vero che il paese, pur di non cambiare, non vota o vota per qualsiasi cosa (grullo Salvini, e persino per gli avanzi di Forza Italia) purché non si tratti di chi, anche se magari un po’ confusamente, vuole il nuovo.

Questo è allora il momento delle scelte drastiche. Il partito, come lo si intendeva una volta e come ancora lo intende Barca, va lasciato al suo destino. E Renzi deve dialogare di più con la società civile. Non con quella dei girotondi. Ma con quella che in questi anni di crisi ha continuato a lavorare, a produrre, a pensare. Tanto per capirci: Marchionne o Bombassei invece di Casson e Cuperlo.

Renzi, in una parola, deve mobilitare questa Italia e deve avanzare rapidamente proposte concrete. Tagli l’erba sotto i piedi dei tanti ras locali e chiuda le piccole e grandi clientele sulle quali questi vivono.

Se questa apertura non ci sarà, allora il vecchio prevarrà. E niente e nessuno potrà fermare il declino italiano.