Renzi è divisivo: un film già visto

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 8 novembre 2017 5:30 | Ultimo aggiornamento: 7 novembre 2017 15:37
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Renzi è divisivo: un film già visto

ROMA – Giuseppe Turani ha scritto questo articolo dal titolo “Renzi è divisivo” anche per il sito Uomini & Business.

Ci risiamo: è come vedere un film già visto un paio di volte: le elezioni siciliane vanno come devono andare (vince la destra, perdono i grillini), subito dopo scatta l’operazione “Renzi”. Che consiste nello spiegare al segretario del Pd che non può più essere lui il candidato per palazzo Chigi. Serve una personalità meno divisiva e meno consumata. Tipo Gentiloni o Minniti.

E questo al fine di riallargare l’area della sinistra fino a Mdp, cioè fino agli scissionisti di ieri. I più temerari parlano persino della necessità di ridare vita all’Ulivo: forse dormivano, allora, o non si ricordano più niente. E hanno rimosso come è finita quell’esperienza.

Tutto questo gran dibattito già sapendo benissimo che ben difficilmente sarà il Pd il partito chiamato a indicare il prossimo presidente del Consiglio.

Ma in realtà si vuole cacciare Renzi anche da segretario, insomma una rivincita sulle primarie perse a suo tempo da Bersani. Una riconquista del vecchio partito.

Per farne cosa? Le solite vecchie, trite cose: blocco dell’innalzamento dell’età pensionabile, qualche altro aumento salariale, un po’ di lavori pubblici, accompagnati magari da lavori socialmente utili.

Tutta roba senza senso. Anche Renzi, però, ha le sue responsabilità. Era venuto alla ribalta promettendo una sinistra liberal-democratica, ma dopo  il 4 dicembre e il referendum perso tutto sembra essere finito in soffitta. Al posto di tanta Europa e tante riforme abbiamo avuto conati populistici (dai vitalizi alle polemiche su Bankitalia, ma non sui banchieri, chissà perché). Al punto che più di un osservatore ha parlato di un Renzi all’inseguimento di Grillo.

E il punto è esattamente questo. Non si tratta di essere pro o contro Renzi, ma di sapere che cosa si vuole fare. Si torna a parlare di riforme che abbiano un senso di cambiamento (alla vigilia di anni che non si annunciano facili) o si va avanti improvvisando giorno dopo giorno qualche slogan abbastanza popolare-populista?

Renzi è divisivo? Certamente. Il problema è che non lo è abbastanza. Oggi è meno di rottura di ieri. E’ per questo che la sua stella appare un po’ appannata.