Renzi è solo? Meglio. Ma deve fare il Macron italiano

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 9 dicembre 2017 7:22 | Ultimo aggiornamento: 8 dicembre 2017 17:24
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Renzi è solo? Meglio. Ma deve fare il Macron italiano

Renzi è rimasto solo? Dopo le defezioni di Pisapia e di Alfano, va di moda spiegare che adesso Renzi è solo, e si prevedono sciagure. Tutto sensato? Abbastanza.

Unica voce contraria, quella dell’ex sindaco di Venezia e filosofo Massimo Cacciari. Per il quale è meglio così. Anzi, dovrebbero andarsene anche gli ultimi rimasti, E in effetti non si capisce che cosa ci faccia nel Pd, salvo prenderne i voti per farsi rieleggere, uno come Michele Emiliano. E’ sempre contro il suo governo, contesta le decisioni della maggioranza.

Cacciari pone però una condizione molto semplice a Renzi: faccia il Macron. Faccia del Pd un partito veramente suo e di tipo liberal-democratico.

In termini più chiari questo significa fare una campagna elettorale che abbia un senso al posto della confusione di oggi. Al momento tutto è giocato sull’esaltazione, con molte bufale, dei famosi mille giorni renziani, sulla pioggia di bonus, e su questa ridicola commissione d’inchiesta sulle banche, che non dimostrerà niente e che non servirà assolutamente a niente.

L’alternativa dovrebbe essere lanciare al paese tre o quattro obiettivi chiari su cosa si vuole fare: più Europa, più concorrenza, meno Stato, meno debito pubblico.

Ma il punto difficile sembra essere proprio questo. Lo staff renziano non crede a queste cose. La sconfitta del referendum del 4 dicembre li ha convinti che gli italiani non vogliono le riforme, e quindi vanno accalappiati con altro. Ad esempio con le mance, nello stile della Dc di un tempo.

Ma questa non è la strada giusta. La strada è quella di Macron. Strada che, paradossalmente, proprio Renzi aveva aperto. Solo che adesso ha visto che quel percorso è difficile e cerca di scantonare. Ma sbaglia. E allora farfuglia, appare stanco, non dice che cosa vuol fare dell’Italia, continua a rivangare i successi dei suoi mille giorni e a battersi contro Bankitalia, con il rischio di passare per un partito anti-sistema.

I suoi fan, le famose talebane con l’ombrellino, lo appoggiano. E si sa perché. Stavano da anni a sinistra e avevano capito che quella sinistra (Bersani & C.) era una roba vecchia e stantia. Quando sulla scena è apparso Renzi è sembrato Gesù. Finalmente il messia. Evviva.

Solo che Renzi non è Gesù. E’ un politico e come tutti i politici ogni tanto, come adesso, sbaglia o non sa che cosa fare. Gli applausi dei suoi talebani non lo aiutano. Va stimolato a tirare fuori una sua visione dell’Italia per i prossimi anni. E’ su quello che deve misurarsi con gli altri. Non su quello che è successo, o non è successo, in Banca Etruria e in Bankitalia.

En marche, una buona volta. (articolo su Uomini e Business a firma di Giuseppe Turani)