Al Catania il “primato delle provinciali”, Udinese ko 3-1. Super Papu Gomez

Pubblicato il 16 Marzo 2013 20:30 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2013 20:30
Gomez esulta dopo il gol all'Udinese

Gomez esulta dopo il gol all’Udinese (foto Ansa)

CATANIA – Il Catania stravince la sfida nella terra di mezzo contro l’Udinese e scavalca (provvisoriamente) la Roma (che domenica sera ospiterà il Parma) al settimo posto /45 punti). La vittoria vale il rush finale per l’Europa League. Il Catania c’è e ci sarà fino al gong di chiusura del campionato. Ha fatto 28 punti nelle ultime 15 partite, un passo da grande squadra. E si è brillantemente ripreso dalle due sconfitte contro Inter e Juventus, Gran bella realtà, la squadra di Rolando Maran (segnatevi questo nome). Gioca un calcio fluido ed efficace, palla a terra e scambi insistiti.

A grande ritmo. Gomez, Barrientos e Castro, nel tridente offensivo, sono folletti imprendibili per i potenti ma lenti difensori friulani. Il “Papu” segna la doppietta che dedica al papa Francesco, tifoso dichiarato del San Lorenzo de Almagro, la squadra di provenienza di Gomez. Sette i centri del razzente trottolino che sarà certamente uno degli uomini mercato. Il terzo gol del cecchino Lodi (in collaborazione involontaria con Gabriel Silva) ha chiuso partita. Buono solo per le statistiche il centro di Muriel.

E’ davvero un piacere veder giocare la squadra che il dg Gasparin ha rifinito alla perfezione, lavorando sull’organico che con Montella l’anno scorso aveva già mostrato belle cose. E se in estate si dovrà dire addio a qualche pezzo pregiato (Lodi, Gomez), si può star certi che Gasparin saprà trovare adeguate controfigure nel ricchissimo mercato sudamericano. Meno reclamizzato di Gomez, Castro sta mostrando qualità tecniche eccellenti e anche un apprezzabile spirito di squadra. Il secondo gol di Gomez, segnato di testa (!), è stato ricamato su un’azione da manuale, avviata da Castro e rifinita da Barrientos per la zuccata decisiva di Gomez. Da applausi.

L’Udinese può invocare corpose attenuanti, Guidolin ha dovuto rinunciate a sette titolari, compreso di Natale e sette assenze si pagano. Contro gli scatenati piccoletti dell’attacco siciliano la difesa bianconera ha traballato spesso e il centrocampo non ha quasi mai messo Muriel, nella condizione di far male dalle parti di Andujar. Il colombiano s’è tolto lo sfizio di segnare il gol della bandiera per l’Udinese e forse non un caso se ha sfondato quando Guidolin gli ha affiancato una punta centrale potente come Ranegie.

La rincorsa all’Europa sembra compromessa ma l’ultimo a doversene sentire responsabile è Guidolin, il tecnico è capace di spremere sempre il meglio dai suoi, Se in estate si rinuncia a gente del calibro di Isla, Inler, Asamoah e si è costretti a pescare tra i giovani (Ramegie è tuttora un oggetto misterioso), non si può pretendere di ripetere gli exploit dell’Udinese dei Sanchez e compagnia. Anche perché Di Natale ha 36 anni e non riesce più a cantare e portare la croce per l’intero campionato. Una tranquilla salvezza, già virtualmente acquisita, non è da buttar via. E Pozzo per fortuna lo sa.