Genoa-Milan 0-2, rossoneri con la testa al Barcellona, Grifoni sfortunati

di Renzo Parodi
Pubblicato il 8 Marzo 2013 23:10 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2013 0:18

Mario Balotelli, in gol contro il Genoa (foto Ansa)

GENOVA –  Hai voglia a dire che le partite si giocano una alla volta. Il Milan sceso a Genova con la testa era già a Barcellona. Risultato, squadra molle, distratta, spesso in difficoltà contro un Genoa quadrato, a dispetto delle assenze (gravi quelle di Matuzalem e Kucka). Allegri si è sgolato invano per costringere i suoi ad alzare il ritmo e accentuare il giro-palla.

Risultato in bilico, se non che la classe nel calcio fa sempre valere i suoi diritti. Se ci si aggiunge una bella dose di buonasorte (sotto forma di un paio di possibili rigori negati al Genoa, non è la prima volta che gli arbitri infieriscono sul Grifone), non è affatto strano se al fischio finale il Diavolo manda il Grifone diritto all’inferno. Verdetto infedele, il 2-0, rispetto alla cifra generale della gara, ma il calcio è questo: Vince chi butta la palla dentro e il Genoa il gol lo ha soltanto annusato.

Bel Genoa, comunque, nonostante la classifica continui a penalizzarlo. Borriello si è battuto come un leone, sostenuto da Bertolacci, poi affiancato da Immobile e nel finale anche da Jankovic, Vargas e Jorquera. Inutile il disperato forcing finale che ha costretto Abbiati a superarsi, in due occasioni, su Granqvist e Jorquera. Se avesse pareggiato, il Genoa non avrebbe rubato nulla e il Milan sarebbe stato punito per la leggerezza con la quale aveva affrontato la trasferta genovese.

Beato insomma chi ha Pazzini, El Shaarawy, Balotelli, bomber patentati che fanno la differenza quando segnano, e anche quando non segnano, tenendo in allarme da soli intere difese. L’ex sampdoriano si è tolto addirittura lo sfizio di segnare un gol (sotto la gradinata Nord, quella del tifo rossoblù) liberando un gran tiro con la gamba destra lesionata due minuti avanti da un’entrataccia di Portanova (vecchie ruggini?). Il classico gol dello zoppo, di cui si era persa la memoria. E l’ex Manchester City, subentrato a Pazzini e subito toccato duro alla gamba convalescente, ha raddoppiato con un acuto irresistibile. A quel punto – correva il quarto d’ora della ripresa – il Milan aveva messo la vittoria in cassaforte.

Invece il Milan sul 2-0 si è complicato la vita. Constant, “segato” di brutto da Bovo, ha reagito a muso duro e il giallo si è risolto nell’espulsione del francese, già ammonito. Allegri in panchina ha dato in escandescenze (“ci stiamo giocando il campionato!”) e se avesse potuto avrebbe incenerito il reprobo. Il tecnico è stato costretto a rimaneggiare la squadra togliendo El Shaarawy per Abate. Si è sfogato urlando come un ossesso ordini ai suoi per il resto della gara. Ballardini si è giocato il tutto per tutto con Jorquera, dopo che nella ripresa il Genoa era già passato al 4-3-1-2 con l’inserimento di Immobile per Cassani.

Partita nervosissima, piena di spigoli e cattiverie gratuite. Complicata da un arbitraggio insufficiente, Damato ha scontato almeno un calcio di rigore contro il Milan (ma probabilmente erano due) per falli evidenti di Niang, una manata al pallone e una spinta plateale a Granqvist che si apprestava a indirizzare il pallone verso Abbiati. Sarà difficile convincere il Genoa di non essere perseguitato dagli errori arbitrali. A Palermo e a Roma aveva registrato almeno un paio di episodi sfavorevoli. Seconda sconfitta di fila per il Grifone che è atteso dalla trasferta di Firenze.

Quanto al Milan, ha raccolto tre punti pesanti che lo proiettano a ridosso del Napoli (2 punti sotto), che domenica se la vedrà in trasferta con il Chievo. E allunga su Inter e Lazio, impegnate in casa con Bologna e Fiorentina. La squadra di Allegri è uscita da Marassi stremata e con le ossa rotte. Dovrà curarsi in fretta le ferite. Barcellona incombe. Pazzini sembra il più acciaccato, ha il ginocchio destro cigolante e non è detto che recuperi. Balotelli non può giocare in Europa..

Rientrerà Boateng, tenuto prudenzialmente a riposo a Genova e Mexes, sostituito nella ripresa, dovrebbe riprendersi. Giochi chi giochi, al Camp Nou per passare il turno ci vorrà un Milan feroce, concentratissimo come quello ammirato all’andata a San Siro. Tutti per uno, cme prescriveva d’Artagnan. Sperando che il Barcellona non sia tornato il Barcellona ammazza tutti. E che la “remontada” rimanga confinata nei sogni di Messi.