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Juve, scudetto e record di punti a un passo. Conte-Garcia, polemica sterile

di Renzo Parodi
Pubblicato il 29 Aprile 2014 8:13 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2014 8:14

Juve, scudetto e record di punti a un passo. Conte-Garcia, polemica sterileROMA – Mezz’ora di brividi, in svantaggio per il bel gol di Zaza, un ragazzo di cui sentiremo parlare. Poi la Juve è tornata la Juve e ha steso il coraggioso Sassuolo. Pronostico rispettato. I punti di vantaggio sulla Roma restano otto con tre turni da giocare. Lo scudetto è assegnato al 99%. Giusto così. La Juve ha ancora un passaggio cruciale, in Europa. Giovedì dovrà ribaltare l’1-2 di Lisbona. Il Benfica è una bestia da prender con le molle, la salute dei ragazzi di Conte non è perfetta, il ginocchio di Vidal scricchiola, ma il cileno sarà disponibile. Collaudo felice anche per Barzagli che a Reggio Emilia ha giocato tutta la partita. Si annuncia una gara dura, che reclamerà un gran dispendio di energie. Ci vuol altro per far paura alla Juve di questi tempi.

Non mi hanno suscitato brividi di piacere le polemiche tra Garcia e Conte, che si sono beccati come galletti. Il romanista avanzava sospetti sul Sassuolo, avversario della Juve. Lo invitava a schierare la formazione migliore. Hai visto mai… Conte replicava, piccato: “Discorsi da bar”. Garcia non arretrava: ”Conte mi sembra un po’ nervoso”. E spiacevole constatare la “mourinizzazione” di Garcia e di Conte. I due tecnici stanno scimmiottando il tecnico del Chelsea, Mourinho resta l’insuperabile maestro della guerra psicologica. E comunque alla fine aprla il campo. Conte non aveva motivo di agitarsi, alla viglia del match col Sassuolo il vantaggio della Juve sulla Roma restava ampio. Cinque punti a tre giornate dallo stop erano un bottino pingue per una squadra che ha perso appena due volte e viaggia come un treno superveloce. Liquidata la pratica Sassuolo (3-1, gol di Tevez, Marchisio e Llorente, ribaltato il vantaggio iniziale di Zaza), Madama vede il terzo scudetto grande grande.

Garcia ha fatto bene a non mollare, non si sa mai nel calcio. E’ stato bravo a tenere la Roma su di giri, obbligandolaa non mollare la pista della lepre bianconera. Ma più di tanto non può fare, neppure lo scontro diretto gli garantisce l’aggancio. E dunque amen. La Lupa giallorossa ha fatto l’impresa al primo anno del tecnico francese in panca. Senonché ha trovato una Juve spaziale. L’anno prossimo ritenterà l’assalto e chissà quante cose cambieranno nell’attesa.

Alle spalle delle due regine il Napoli ha colto un punto largo a San Siro contro un’Inter in ripresa. Otto punti sulla Fiorentina, che allunga e difende bene il quarto posto, sono una dote robusta, non credo che Benitez permetterà ai suoi di dissiparla. La Viola sta facendo il massimo di quel che le foreze attuali le consentono. Ora si concentrerà sulla coppa Italia, partita secca col Napoli, a oma. Si rischia di assistere al big match orbato degli attaccanti titolari. Sicuri di vederlo dalla tribuna i viola Rossi e Gomez. Montella si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, puntualizzando la confusione nelle cure mediche prestate al tedesco. Higuain, fortemente contuso a Milano, è in dubbio. Peccato, con gli attacchi titolari ci saremmo divertiti ma anche menomate Napoli e Fiorentina promettono spettacolo.

L’Inter si presenta al derby con sei punti di vantaggio sul Milan, scosso dalle polemiche su Balotelli, che tenacemente lotta per buttarsi via. Prandelli studia un attacco senza l’ex Supermario, voglio vedere se il ct avrà il coraggio di lasciare a casa Immobile, capocannioniere con 21 gol, e Toni che lo segue a 20 (togliergli il secondo gol al Catania è una fesseria). Virtualmente out Pepito Rossi, a che serve il pallido Osvaldo? Fosse io al posto di Cesare recluterei anche Cerci, al Mondiale si va con i giocatori più in forma non con quelli migliori in assoluto. Vecchia regola. Chieda a Lippi, se ne dubita.

Intanto Seedorf accende la miccia sotto la sua stessa panchina rilasciando un’intervista a Sky e alla Gazzetta dello Sport nella quale sollecita il Milan a confermarlo. L’olandese parla ex catehedra, sa di avere un contratto fino al giugno 2016 e sa che Berlusconi è in tutt’altre faccende affaccendato. Ignora, o meglio si sforza di ignorare che la squadra è spaccata, gli italiani gli hanno voltato le spalle (chiedere ad Abate e De Sciglio che rischiano di perdere la Nazionale) perché Seedorf preferisce calciatori stranieri (Emanuelson, olandese come lui). Galliani minimizza ma affila i lunghi coltelli. Se riEsce a convincere Berlusconi che ingaggiare Seedorf è stato un errore, è a cavallo. Richiama Inzaghi e riparte con Pippo nella Rifondazione anno primo del povero Diavolo.

Torino, Veorna e Lazio escono con tre punti a testa dalle sfide contro Udinese, Catania (ormai con un piede e mezzo in B) e Livorno, pure la squadra riaffidata a Nicola sta precipitando. Tutte e tre sono appaiate a 52 punti, si annuncia una volata tiratissima per la zona Uefa. Il Parma ha perso a Cagliari la partita e l’occasione per restare almeno agganciata al treno delle tre in fuga. Indecifrabile il rendimento della squadra di Donadoni, probabilmente dipendente dagli umori di Cassano che domenica al Tardini incrocerà l’amata Sampdoria. Antonio vorrà farla pagare a Mihajlovic che non lo ha voluto in blucerchiato. La Sampdoria ha ribaltato il risultato in dieci uomini contro un Chievo troppo timido (e sleale, quanti infortuni fasulli per guadagnare tempo). Orsato ha ignorato un paio di rigori subito in aperturaa del match che avrebbero messo la Sampdoria in un comodo taxi per la vittoria. Peggio ha fatto Peruzzo a Bergamo, dimenticandosi di annullare il gol del pari dell’Atalanta, De Luca era in fuorigioco di un metro ma l’assistente non lo ha notato. Poi ha sorvolato su una trattenuta di Lucchini su Gilardino che si poteva punire col calcio di rigore.

In fondo all’imbuto, hanno perso tutte, il Catania asfaltato a Verona, il Livorno abbattuto all’Ardenza dalla Lazio (ma il rigore del 2-0, concesso da De Marco non c’era). E il Sassuolo, dopo la fiammata iniziale, si è inchinato alla classe della Capolista. Restano in cinque a giocarsi i due posti buoni per la salvezza. A occhio direi che le indiziate ad accompagnare il Catania in serie B sono il Livorno e il Bologna. Potrei sbagliare. Ammoniva il sommo Brera che i pronostici li sbaglia solo chi li fa. E dunque chiedo venia in anticipo.