Lazio, che tonfo! E il Chievo corsaro festeggia la vittoria che vale 3 punti

di Renzo Parodi
Pubblicato il 26 Gennaio 2013 20:38 | Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio 2013 20:38

ROMA – Caccia alla Juve, alla Lazio tocca l’apertura nell’anticipo casalino contro il Chievo, sua tradizionale bestia nera all’Olimpico. Ed è un tonfo fragoroso. Il Chievo è corsaro, prima controlla e poi colpisce con Paloschi, per l’1-0 che vale i tre punti. Settimo sigillo per il giovane attaccante che nelle movenze e nel fiuto per il gol ricorda il grande Pippo Inzaghi. Terza vittoria esterna per il Chievo, con Corini 25 punti in 16 partite, media da alta classifica.

A Verona, sponda clivense, sanno egregiamente celebrare le nozze con i fichi secchi. Assorbita con disinvoltura la partenza di Sorrentino, approdato al Palermo. Puggioni ha parato sicuro e ha guidato bene la difesa. I veronesi balzano a centroclassifica, a 29 punti escono dalla mischia di chi lotta per la salvezza. Chapeau.

La Lazio cade dopo 16 risultati utili consecutivi, tra campionato e Coppa. Petkovic aveva concesso riposo a tre pezzi da novanta (Klose, Mauri e Hernanes, gli ultimi due subentreranno in corso di ripresa), in vista del ritorno di Coppa Italia, mercoledì contro la Juventus. Sacrificio forse inevitabile ma pagato a carissimo prezzo. La Lazio si è ritrovata sdentata in avanti e a corto di idee in mezzo al campo, zona in cui di solito costruisce le sue vittorie.

Il tiki-taka biancazzurro, altre volte micidiale, è affondato miseramente in cento tocchi innocui, senza sbocchi. Sono mancati gli inserimenti in corsa dei centrocampisti e le verticalizzazioni, specialità della casa. Floccari si è battuto con generosità, ma Klose è un’altra cosa. Il tedescone è stato preservato per l’impegno di Coppa, viene da un infortunio muscolare e comunque alla sua età tre partite in otto giorni sono indigeribili. Ininfluenti gli ingressi di Mauri, Hernanes e Kozak, la Lazio brutta era e brutta è rimasta.

Mauri si è mangiato un gol ma non c’è molto d’altro da segnalare nello score biancazzurro. Brutta batosta per i ragazzi di Petkovic che perdono contatto col Napoli, atteso peraltro dal duro impegno di Parma. Petkovic fallisce l’aggancio al record di Dino Zoff, nel 2000/2001 la sua Lazio colse sette vittorie casalinghe consecutive. Schierato prudentemente in avvio col 5-3-2, il Chievo per tutto il primo tempo ha spento facilmente le velleità laziali. Peccato non fosse quasi mai riuscito a replicare al forcing avversario, troppo isolati in avanti Thereau e Paloschi per disturbare Biava, Dias e Marchetti. Nella ripresa la Lazio si è allungata producendo il massimo sforzo e il Chievo si è fatto coraggio. Una magia di Thereau (tenetelo d’occhio, ha grandi qualità) ha innescato al tiro Jokic, sul pallone respinto dalla traversa si è avventato Paloschi per il tap in vincente.

Partita francamente soporifera, molto tattica e priva di invenzioni. Lazio forse stanca, di certo non appagata, questo no. Segnali negativi già apparsi a Palermo, dove La Lazio aveva rischiato la sconfitta. A Torino, in Coppa, una gara gagliarda, ma lo sforzo prodotto contro la Juve ha presentato il conto. Domenica prossima delicata trasferta a Genova contro il Genoa, Petkovic perderà la coppia centrale di difesa. Biava e Dias, entrambi ammoniti, saranno squalificati. E si dovrà mettere in conto la fatica che certamente si produrrà nel match di Coppa.