Napoli, occasione perduta, Sampdoria sfacciata, fischi: Cannavaro furioso

di Renzo Parodi
Pubblicato il 17 Febbraio 2013 21:52 | Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2013 21:53
Napoli frenato dalla Samp e dal "campaccio" (foto Ansa)

Napoli frenato dalla Samp e dal “campaccio” (foto Ansa)

NAPOLI – Sarà davvero colpa del campaccio pieno di buche del San Paolo se il Napoli inciampa e rischia addirittura di cadere contro una Sampdoria tosta e sfacciata? “E’ un miracolo se la squadra è seconda”, ha chiosato Paolo Cannavaro. Aveva ancora nelle orecchie i fischi di delusione del pubblico per lo 0-0 contro i blucerchiati che allontana, o perlomeno non avvicina il Napoli alla Juventus, bastonata nell’anticipo dell’Olimpico romano da Totti e messa in castigo da un furibondo Conte.

Il prato (si fa per dire) dello stadio napoletano fa sinceramente pena, come altre ex pelouses (Bergamo, Genova). Sarebbe tuttavia sbagliato ridurre l’analisi della partita al pessimo stato del terreno di gioco. Il Napoli non sta bene. Ha ricevuto una lezione memorabile giovedì scorso in Europa League. Non si subiscono tre gol in casa da un avversario come il Viktoria Plzen se non si denunciano carenze e smagliature. E se ha preso un punto alla Sampdoria deve ringraziare le parate di De Sanctsi nel primo tempo e l’arbitro Doveri che non ha sanzionato col calcio di rigore un intervento falloso di Zuniga su Poli. La verità è che il Napoli non è più il rullo compressore che aveva rullato avversarie grandi e piccole.

Cavani non segna in campionato da quattro turni, Hansik si è visto soltanto nell’occasione del palo colpito a metà ripresa (e per lui anche una rapina a mano armata, via l’orologio mentre in auto stava spostandosi all’aeroporto). Pandev ha perso smalto al punto ce in avvio Mazzarri gli ha preferito Insigne, finora utilizzato sempre a partita in corso. La squadra è stanca, scarica forse più di testa che di gambe.

La medesima impressione sabato sera aveva lasciato la Juventus, battuta dalla Roma e in evidente flessione di tono e di rendimento. Per motivi opposti, il ritorno di coppe europee (Champions e Europa League) colloca Juve e Napoli sullo stesso piano. Il Napoli è virtualmente eliminato, la Juve qualificata al 99% grazie al 3-0 di Glasgow. E’ naturale che l’attenzione di entrambe le squadre si focalizzi sul campionato e in particolare sullo scontro diretto del San Paolo, il agenda il 1° marzo. Sia Conte che Mazzarri si sono lamentati del calendario che ha imposto d entrambe le squadre tre impegni ravvicinati in una settimana. Hanno ragione ma così va il calcio nell’età della tv. Se ti vendi lp’anima al diavolo non puoi lamentarti se Belzebù batte cassa.

La Sampdoria (12 punti in 8 partite da quando Rossi è subentrato a Ferrara) è diventata una squadra quadrata e sicura di sé. Sa fare le due fasi di gioco con equilibrio, la sua difesa è diventata un bunker (appena 4 gol subiti in otto gare) e l’attacco con Icardi enfant prodige (a quota 8) ha segnato undici volte. L’obiettivo della salvezza si sta avvicinando e Delio Rossi (squalificato a Napoli, starà fuori anche domenica col Chievo) ha fissato la parte sinistra della classifica come traguardo intermedio. Inter, Napoli, City, Arsenal e chissà quanti altri club sono sulle tracce di Icardi, che sceglierà la nazionale argentina, Prandelli si metta il cuore in pace. Il ragazzo che farà vent’anni il 19 febbraio non risente del turbinio di voci che gli frulla attorno, abilmente alimentato dai suoi procuratori, e dimostra di avere la testa, otre che le gambe, giuste, per fare una grande carriera.

Nella lotta per restare in serie A hanno raccolto punti pesanti il Genoa che ha regolato con qualche affanno l’Udinese e il Torino che ha piegato l’Atalanta. Aumentano i guai per il Pescara (scivolato a quattro punti dalla quota salvezza), battuto in casa dal Cagliari che vola nonostante le disavventure del presidente Cellino. Sta maluccio anche il Palermo che si giocherà una bella fetta di speranza sabato ricevendo il Genoa. Battendo il Bologna, il Catania di Maran si è installato al settimo posto e si concede pensieri finora proibiti in direzione della piccola Europa. Il Siena attende nel posticipo di lunedì sera la Lazio. Se non la batte il baratro con vista sulla serie B diventerà sempre più profondo..