Serie A, il punto: Juve a caccia di record, alla Fiorentina il premio sfiga

di Renzo Parodi
Pubblicato il 28 Marzo 2014 11:26 | Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2014 11:27
Serie A, il punto: Juve a caccia di record, alla Fiorentina il premio sfiga

Il rigore non fischiato al Parma contro la Juve (foto da video)

ROMA – Serie A, il punto di Renzo Parodi sulla trentesima giornata di campionato

Dice bene Conte: “I record servono solo se poi alla fine si vince”. Che la Juve sia virtualmente campione d’Italia – con otto turni da affrontare – è pacifico. Quindicesima vittoria interna di fila, molto sudata e un tantino macchiata dall’arbitraggio di Banti, contro il vigoroso Parma che interrompe a Torino l’imbattibilità durata diciassette turni. Quel gran signore di Donadoni ha elegantemente glissato sugli episodi contestabili: l’espulsione di Amauri (gomitata a Chiellini) e il probabile rigore negato (intervento di Bonucci nell’area piccola su Parolo. Il rigore avrebbe concesso il possibile 2-2 a un Parma ridotto in dieci uomini eppure cresciuto alla distanza, anche grazie al calo della Juventus. Amauri ha colpito Chiellini, è chiaro. Ma lo ha fatto intenzionalmente? Qui sta il busillis. Forse sarebbe bastato il giallo, proprio Chiellini di solito se la cava così. Il punto è che gli arbitri a volte appplicano rigorosamente il regolamento (spesso cervellotico) e a volte sorvolano. O meglio “interpretano”.

Sul rigore propendo nettamente per il sì, Bonucci si è aiutato con moltissimo mestiere e Donadoni infatti lo ha rilevato. Il fallo è netto e andava sanzionato col penalty. Due perle di Tevez timbrano l’ennesima impresa bianconera, in attesa del big matcht che l’Apache dovrà disertare per squalifica. Peccato. E’ sempre bello vedere Tevez col pallone tra i piedi. Match accademico per la Juve, che peraltro considera ogni sfida una finale (è la sua forza), match importantissimo per il Napoli, che riavrà Higuain. Salta il duello con Tevez, che volete farci?

La squadra di Benitez ha giocato il primo tempo perfetto a Catania. Quattro gol di vantaggio, con la generosa colaborazione della difesa etnea. Anziché gestire l’enorme dote e divertirsi, il Ciuccio ha permesso il ritorno dell’avversario, concedendogli addirittura due gol. Soiliti errori in difesa, ma confortanti segnali di ripresa daa parte di Hamsik, nel giorno in cui Higuain è stato preservato in panchina. Sei punti dalla Roma (mercoledì 2 aprile recupera col Parma) sono tanti e sono pochi, dipende se il Napoli tornerà il Napoli del primo scorcio di stagione o si affloscerà sui suoi conclamati difetti.

Nell’anticipo la Roma aveva domato il Torino combattente con un gol allo scadere di Florenzi. Totti a mezzo servizio ha abbasato le chance della squadra che paga l’assenza di Strootmann e si aggrappa ai gol di Destro (sette) che ha fatto apori e patta con Immobile nella loro disfida azzurra. L’ho detto e lo ripeto: fossi Prandelli li porterei entrambi, probabilmente il ct, che ha tinnovato per un altro biennio, rinvierà le scelte radicali al dopo Mondiale quando dovrà rinnovare i quadri e puntare, necessariamente, sui giovani in vista dell’Europeo in Francia nel 2016.

Il Milan ha espugnato Firenze e Seedorf si è tolto un bel peso dalle spalle. Il pari a Roma e i tre punti sull’Arno ne rilanciano le quotazioni, anche in vista della prossima stagione. Berlusconi (Silvio) lo aveva preteso al posto di Allegri, ora sembra sia pentito. Non c’è da stupirsi, l’ex Cavaliere è quanto mai ondivago anche in politica (vedi le risse in Forza Italia) e la minaccia: “Ora torno ad occuparmi del Milan”, deve aver svegliato i giocatori. Il giocattolo rossonero, non più strategico per le vicende di casa Arcore, non sta nel cuore della figliolanza (Barbara esclusa, of course) e le voci di una vendita o della ricerca di un socio forte non sono campate in aria.

Le indiscrezioni raccontano di un Galliani passato alla controffensiva, rafforzato dall’endorsement di Silvio che gli ha dato mano libera nella gestione di Seedorf e delle conseguenti decisioni. Il partito di Adriano starebbe spingendo per convincere Barbara – che peraltro è già convinta di suo – a virare in politica e lasciare nuovamente il Milan nelle esperte mani del vecchio dirigente. L’ultima parola sarà di Berlusconi sr. il quale ha confessato, amaro che il Milan gli costa ogni anno 50 milioni di euro, mica bruscolini. L’ex Cavaliere è alle prese con grane ben più scottanti del Milan: la compilazione delle liste di Forza Italia per le Europee e l’imminente decisione del tribunale di sorveglianza di Milano che lo spedirà ai servizi sociali o agli arresti domiciliari. Prospettiva funerea per l’ex premier.