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Serie A, il punto: Juve e Roma corrono da sole. Genovesi le sorprese, milanesi la noia

di Renzo Parodi
Pubblicato il 25 Novembre 2014 10:46 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2014 10:47
Serie A, il punto: Juve e Roma corrono da sole. Genovesi le sorprese, milanesi la noia

Serie A, il punto: Juve e Roma corrono da sole. Genovesi le sorprese, milanesi la noia

ROMA – Magna Juventus e Roma Capoccia. Fatevene una ragione. Altro non c’è e non ci sarà per lo scudetto. Campionato livellato? Ebbene sì, ma alquanto in basso. Valga per tutte l’epigrafe di Fedele Confalonieri, sul derby meneghino: “Uno spettacolo da poveretti”. Proprio così.

Juventus gagliardissima a Roma sulla Lazio. Roma un poco arrugginita dagli infortuni in serie, la spunta faticando a Bergamo. Tre punti fra le duellanti, frutto dello scontro diretto di Torino, con annesse polemiche per i rigori non rigori, ricordate? Sfida apertissima e molto incideranno i rispettivi cammini nella Champions. Imminente verifica per la Roma nel gelo di Mosca e per la Juve nel freddo di Malmoe. Allegri ha costruito una macchina che dà sempre l’impressione di sapere cosa fare e di farlo in scioltezza, lontana dai furori agonistici della Juve contiana. La Roma ha meno smalto e patisce i continui cambi forzati in formazione ma è pur sempre lì appiccicata e non prevedo sprofondi.

Il resto è noia. Dicevo del derby di Milano. Inzaghi e Mancini hanno per le mani tanti buoni calciatori ma nessun fuoriclasse a tuttotondo. Menez si stacca dal mucchio per tecnica ma poi? Dieci anni fa la metà dei comprimari di San Siro sarebbe rimasta in tribuna. Sarà durissima colmare il gap con Juve e Roma, Berlusconi e Thohir dovranno profondere non solo quattrini ma saggezza e acume e i tifosi fare esercizio di pazienza. Mancini ha dichiarato di non essere abituato a correre per il terzo posto. Dovrà abituarsi, a occhio mi sembra il massimo traguardo raggiungibile per l’Inter e neppure agevolmente. La squadra migliorerà ma per favore mai più Kovacic a spomparsi sulla fascia. E’ un’eresia.

Otto squadre galleggiano dal 22 punti del Napoli ai 16 della Fiorentina. Le genovesi sono le sorprese, le milanesi la delusione. Giochi apertissimi per il terzo posto e francamente non vedo il Napoli all’aggancio delle prime due. Nel posticipo di lunedì a Genova Sampdoria. Napoli chiarirà ulteriormente le gerarchie. Tengono botta tutte, ma nessuna (salvo la Viola) porta a casa i tre punti. Se vi accontentate il pathos del campionato – scudetto a parte – è quasi tutto qui.

Onore a Totò Di Natale che festeggia le 400 partite segnando il suo gol numero 200 in serie A. Roby Baggio è appena cinque gradini più in alto. L’Udinese gli deve tantissimo e lui parecchio deve all’Udinese che lo ha coccolato come un pezzo prezioso dell’argenteria di casa. Disse di no alla Juve nel 2010 e non credo se ne sia pentito. A Torino sarebbe stato uno qualunque. A Udine è un re.

Brutto capitombolo interno del Torino contro il Sassuolo. Ventura fa la minestra con le verdure che ha, l’attacco segna col contagocce (8 gol appena) e questo è il conto che si paga ad aver rinunciato in un colpo solo a Cerci e Immobile. Quagliarella è solo. Urge intervenire sul mercato di gennaio, Cairo ha lasciato intendere che non si tirerà indietro. Bel colpo dell’Empoli che affossa il Parma (dieci sconfitte) la squadra è figlia del crack societario e a questo punto o Ghirardi trova un compratore o il Parma ahimè è destinato ad affondare, anche per via della penalizzazione in arrivo, -2 punti per mancato pagamento degli stipendi. Riflettano quelli che elevavano inni al sistema-Leonardi.

Si fa critica anche la posizione del Cesena che impone il pari alla Sampdoria (grande Leali) facendo arrabbiare Mihajlovic. Applausi alle isolane. Il Cagliari rimonta tre volte un Napoli zemaniano, vittima della ricaduti in antichi malanni difensivi. Benitez non sa più che fare, le ha provate tutte, compresi i cambi di modulo ma la sua squadra proprio non sa gestire le partite. Il Palermo sfiora il colpaccio a Marassi (Dybala altro gol, da fuoriclasse assoluto) e Beppe Iachini ripaga l’affetto dei tifosi blucerchiati tenendo il Genoa sotto di un punto alla Sampdoria. A Genova si vive anche di questo. Anzi, soprattutto di questo.