Serie A, il punto: Juve e Roma, gioco e fatica. Risorgono Lazio, Milan e Inter

di Renzo Parodi
Pubblicato il 16 Dicembre 2014 10:51 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2014 11:15
Serie A, il punto: Juve e Roma, gioco e fatica. Risorgono Lazio, Milan e Inter

Foto Ansa

ROMA – Un punto è un punto è un punto, mi vien da scrivere parafrasando Gertrude Stein. Già, ma Juventus e Roma come stanno? Così così, a giudicare dalle ultime prove. La Juve aveva in pugno la Sampdoria ma non è riuscita ad “ucciderla” e ne ha subito il ritorno e il conseguente pareggio. La Roma avrebbe potuto e dovuto spadroneggiare contro un Genoa ridotto in dieci uomini dopo mezz’ora (espulso Perin) ma ha sprecato il rigore e non ha saputo controllare il vantaggio rischiando nel finale convulso addirittura il pareggio del Genoa.

I talenti si sprecano, a Torino e sotto il Cupolone, ma l’organizzazione di gioco… Meglio la Juve, senza dubbio, che fa circolazione e possesso palla ma inciampa al momento di finalizzare. La Roma al momento è una congrega di piedi fini che non affonda mai il colpo e se messa sotto pressione dal pressing barcolla. Auguri a entrambe. In Europa (Borussia per la Juve e Feyenoord per la Roma) dovranno fare di più.

Alle spalle si è formato il terzetto Lazio-Sampdoria-Genoa, Pioli ha ritrovato la squadra cinica che aveva in testa, dopo un primo tempo in sofferenza ha schiantato l’Atalanta spedendola ai margini della zona B. Mihajlovic ha perso una sola partita (al 90’ su rigore a Milano contro l’Inter) e tutto sta a vedere come la Sampdoria assorbirà la partenza di Gabbiadini verso Napoli. Arriva Correa, talento argentino di soli vent’anni descritto come un mix tra Veron e Pastore. Troppa grazia. Si ambienterà in fretta? Mah… Gabbiadini è il capocannoniere della squadra (6 gol) e francamente non si capisce la sua cessione salvo che per necessità di cassa. Vero presidente Ferrero? A proposito, Ferrero si è beccato tre mesi di inibizione e 10 mila euro di ammenda (35mila la Sampdoria) per l’infelice uscita su Thohir il filippino. Per la celeberrima frase su Opti Pobà, pronunciata dal candidato Carlo Tavecchio (poi regolarmente eletto al vertice della Federcalcio, anche questa è Italia) non è accaduto nulla. Il procuratore Stefano Palazzi non ha letto, non ha ascoltato, non ha sentito. Niente deferimento per insulti razziali come per Ferrero. Una licenza che Palazzi non potrà permettersi ancora. La riforma della giustizia sportiva con l’istituzione del procuratore generale del Coni, permetterà a quest’ultimo di avocare le inchieste dormienti o mai avviate. Il dottor Enrico Cataldi non vede l’ora…

Il Genoa non esce ridimensionato dalla sconfitta contro la Roma, maturata più per circostanze avverse che per demeriti propri. Preziosi e Gasperini si sono molto lagnati dell’arbitro Bamti, purtroppo il regolamento assurdo e antisportivo lo ha costretto ad espellere Perin (chiara occasione da gol). Rigore, espulsione e successiva squalifica del portiere sono provvedimenti vessatori che i parrucconi dell’Ifab (l’organo tecnico internazionale della Fifa) si ostinano a non rimuovere nonostante le richieste tradotte in volgare anche da Collina. Banti ha gestito male una partita nervosa, (colpa anche dei calciatori) ma il problema, lo ripeto, sta nel regolamento che lega le mani agli arbitri. Preziosi poteva risparmiarsi l’allusione alla Mafia Capitala (che il presidente ha poi negato di aver pronunciato nei termini riferiti) ma insomma non abbiamo bisogno di altri veleni in un campionato già afflitto da molti malanni.

Il Milan ha piegato il Napoli sempre più bolso. E’ bastato che Inzaghi riportasse Bonaventura nel tridente avanzato inserendo un “cagnaccio” come Poli in mediana perché il Milan sbilenco sconfitto a Marassi ritrovasse equilibrio. Il resto lo ha fatto l’imprendibile (per i difensori del Napoli) Menez. L’altra milanese, l’Inter si è riportata in quota vincendo a casa del Chievoverona. Ma è lunga la strada per Tipperrary, Mancini lo sa e predica pazienza. Battendo la Lazio prima della sosta natalizia l’Inter farebbe un gigantesco balzo in avanti, anche nell’autostima. In crescita anche la Fiorentina (4-1 a Cesena). Montella senza Rossi e Babacar davanti si arrangiato sebbene Gomez denunci ancora lunghe pause e Mati Fernandez non possa sobbarcarsi da solo tutto il lavoro di preparazione. Il Verona è risorto a Udine, mettendo in crisi le certezze dell’Udinese. In gol i grandi vecchi Di Natale e Toni, brutto segnale per i presunti talenti emergenti. Il Cagliari ha concesso il primo pareggio stagionale al Parma, salvando la panchina di Dodanoni. Il Torino ha colto un punto pesante sul campo dell’Empoli. Il Palermo si è liberato in extremis del Sassuolo, approdando a quota 21 punti. Iachini non allena i giornalisti ma è un gran tecnico e prima o poi qualcuno se ne accorgerà.