Serie A, il punto: Juve in fuga, stop Roma, ok Napoli

di Renzo Parodi
Pubblicato il 17 Dicembre 2013 11:08 | Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre 2013 11:08
Serie A, il punto: Juve in fuga, stop Roma, ok Napoli

Il Milan esulta dopo il pareggio di Muntari (LaPresse)

ROMA – Serie A, sedicesima giornata. Il punto di Renzo Parodi.

Chiamiamo le cose con il loro nome. La Juve è in fuga. Ha già cinque punti sulla Roma, che resta imbattuta ma a Milano pareggia col Milan (2-2) e spreca l’occasione per restare in scia ai campioni d’Italia. Il Napoli, seppure vittorioso sull’Inter, è a 8 punti dalla capolista, difficile prevedere la rimonta immediata. Le altre arrancano a distanze siderali. La Fiorentina è a -13, l’, l’Inter a -15. Un altro campionato.

In coda all’agevole successo sul Sassuolo, tritato senza pietà (tripletta di Tevez e singola di Peluso), Conte si è tolto qualche sassolino. “Se avessimo passato il turno in Champions scrivereste di una Juve stratosferica e si parlerebbe di Juve favorita per centrare il Triplete. Così invece qualcuno non vede l’ora di celebrare il nostro funerale. Siamo usciti dalla Champions perché a Istanbul non si è giocato al calcio e anche un po’ per colpa nostra, non dovevamo ridurci a cercare il passaggio del turno all’ultima partita”. Ineccepibile. La Juve è caduta per fatalità nella sfida dentro-fuori ma anche a causa dei suoi limiti contingenti nelle precedenti partite, in particolare i pareggi di Copenhagen e a Torino contro il Galatasaray. Ma ora è tornata la Juve cannibale e in campionato sarà dura per tutte le rivali, perché il carattere e l’abitudine a vincere di Madama non hanno eguali. Buffin è imbattuto da 730′, il turno di Europa League contro il Trabzonspor (già avversario della Lazio)non è proibitivo, insomma è tornata la vera Juve e punta al piccolo Triplete (campioanto, Europa League e Coppa Italia). Perché no?

La Roma ha sprecato un jolly a San Siro, due volte in vantaggio con Destro e Strootman si è fatta rimontare sul 2-2 da un Milan rimodellato in partenza da Allegri con l’albero di Natale (Kakà e Montolivo in appoggio a Balotelli), per poi passare alle due punte, affiancando a Mario il solito Matri. Berlusconi aveva chiesto a Balotelli di giocare più vicino alla porta, Mario ha provato ad ubbidire, purtroppo il rendimento di un attaccante dipende soprattutto dai rifornimenti che riceve. Garcia si è giustamente dichiarato soddisfatto della cifra di gioco della Roma, sempre brillante e propositiva, meno del rendimento della difesa, che ha incassato in un solo match quasi la metà dei gol subiti in tutti gli altri. Sette reti al passivo restano comunque un eccellente score e se la Roma non vincerà lo scudetto, potrà riprovarci l’anno prossimo, probabilmente giocando anche la Champions. Si è rivisto nell’ultima mezzora di gioco Totti, dopo una lunghissima assenza per infortunio. Dal rendimento del capitano dipendono le sorti della squadra. Un altro Totti Garcia non ce l’ha e non ce l’hanno neppure le rivali.

I 19 punti in classifica come Parma e Cagliari sono una miseria ma questo è il Milan di oggi. Allegri si consola pensando che da qui a febbraio, quando inizierà la disfida di Champions contro l’Atletico Madrid (brutta bestia, è la squadra più in palla) il Milan avrà compiuto significativi progressi. Servirà anche un aiutone dal mercato di gennaio, Rami e Honda sono già nei quadri, vediamo se Berlusconi vorrà farsi un regalino.

Il Napoli avrebbe ancor più titolo della Juve di lamentare l’esclusione dall’Europa che conta. Fuori a 12 punti e per un solo gol di scarto, roba mai avvenuta nella storia. Benitez e il suo progetto messi in discussione dopo la doppia caduta di Torino e col Parma in casa, sono tornati nel cuore della gente e del presidente De Laurentiis che nell’immediato dopopartita con l’Arsenal si è espresso con lo stile del gentiluomo e la chiarezza del comandante in capo. L’eliminazione in Champions non interrompe il processo di crescita del Napoli, anzi paradossalmente fornisce nuovo combustibile alle ambizioni della società e della città. Si cresce tutti insieme, società, squadra tifosi e media – lo dico per aver vissuto in prima linea l’epopea della Sampdoria di Paolo Mantovani, ineguagliato maestro di calcio e di vita – e quindi, calma e gesso, amici napoletani. State vicini alla squadra e al presidente. Benitez è una garanzia, lasciatelo lavorare in pace. A gennaio credo che arriveranno i due rincalzi assolutamente irrinunciabili per centrare, almeno, il traguardo della qualificazione in Champions. Higuain è il miglior cecchino del campionato, ma alla difesa serve agilità e al centrocampo un uomo che detti i tempi della manovra e innervi la forza fisica di Behrami, Inler e Dzemaili con una massiccia dose di tecnica calcistica. Quantoi agli esterni (Mertens, Callejon, Maggio, Zuniga, Armero) nessuno sta meglio del Napoili e quando Hamsik tornerà in perfetta efficienza ne vedremo delle belle.