Serie A, il punto: Roma in salute, Napoli scarico. Inter e Milan ottovolanti

di Renzo Parodi
Pubblicato il 24 Marzo 2014 11:38 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2014 11:38
Serie A, il punto: Roma in salute, Napoli scarico. Inter e Milan ottovolanti

Joaquin segna: la Fiorentina espugna Napoli (foto Ansa)

ROMA – Campionato di Serie A, 29° giornata. Il punto di Renzo Parodi

Commentare un campionato già deciso da un pezzo diventa esercizio sempre più complicato ora che anche la cosiddetta piazza d’onore (che bello il linguaggio aulico di un’epoca trascorsa!) sembra assegnata. La Roma ha sei punti di vantaggio sul Napoli ma una partita da recuperare col Parma. Numeri a parte, la salute della Lupa giallorossa è molto migliore di quella del Ciuccio partenopeo. Uscita dal giro europeo grosso per autentica malasorte (Arsenal e Bayern, due avversarie tostissime), la squadra di Benitez si è dolcemente accomodata in una mediocrità per nulla aurea. E’ scivolata ripetutamente in campionato fino all’ultima caduta, probabilmente fatale, contro la Fiorentina al San Paolo.

I tre punti raccolti dalla Viola mettono relativamente al sicuro il quarto posto (Inter e Parma sono appena quattro punti sotto), ma la rilanciano verso nuovi traguardi, sebbene i sette punti che la separano dal Napoli – a nove giornate dalla fine – siano davvero tanti per immaginare una rimonta. A meno che il Napoli crolli su se stesso, prospettiva che mi appare irealistica. Napoli e Fiorentina dirimeranno la questione fra di loro nella finale di Coppa Italia che rappresenta la porta secondaria d’ingresso all’Europa, alla quale entrambe ambiscono, giustamente, ad accedere attraverso la porta principale.

Il Napoli paga una campagna acquisti bulimica ma non precisamente azzeccata, specie in inverno. Jorginho, Henriques e Ghoulam sono buoni giocatori, senonché serviva un crack che non è arrivato. La difesa continua ad essere il tallone d’Achille e il centrocampo non garantisce i giusti equilibria alla squadra. Lacsiamo stare gli infortuni (a Zuniga, Mesto, Maggio) sono fisiolofgici e tutte le squadre avrebbero il diritot di lamentarsene. Piuttosto, attendo spiegazioni da Benitez -che continuo a stimare tra i migliori coach in Europa – sulla crisi conclamata di Marek Hamsik, l’ombra errante nel vuoto del razzente campione che con Cavani trascinò il Napoli di Mazzarri al secondo posto. Che è successo al campione eponimo, l’ultimo superstite dei tre tenori?

Della Fiorentina non si può che dire bene, Montella ha gestito magnificamente l’emergenza continua prodotta dagli infortuni dei due attaccanti titolari, prima Gomez e poi Rossi. Senza di loro, la squadra ha dovuto cambiare il modo di giocare e non ha potuto che provare a galleggiare tra le prime quattro-cinque della classifica, rinunciando ai sogni di gloria. Gomez e Rossi (per un paio di mesi i due insieme) sono giocatori insostituibili. Ecco la diffrerenza con altri illustri infortunati che vestono casacche differenti dalla viola. Nell’anticipo del sabato al Bentegodi la Roma aveva facilmente avuto ragione del Chievo. Troppo pesante la differenza di valori che il Chievo ha accentuato regalando il primo gol a Gervinho. Garcia dovrà fare a meno di Strootmann per il resto del torneo ma il recupero pieno di Totti è una garanzia. Quando il capitano è in campo la Roma si esalta e i suoi prodi giocano con una scioltezza diversa. Lunga vita al Capitano che di nome fa Francesco come un altro illustrissimo principe, ma della Chiesa.

La Juventus non smette di essere cannibale e non fa mai prigionieri. Nella tana del Catania, In versione asssatanata, ha strappato i tre punti col solito cecchino Tevez (capocannoniere con 16 gol assieme al granata Immobile) e ha allungato la striscia delle vittorie. Sono 25 in 29 gare. Mostruoso! Partita spigolosissima, zeppa di episodi contestati e non del tutto chiari. Espulsi i due tecnici, per proteste. Un malvezzo che in Italia proprio non riusciamo ad eliminare. L’arbitro Damato ha faticato a tenerla in pugno. Espulso Bergessio che andava in cerca di una tardiva vendetta su Chiellini. Nella gara di andata lo juventino gli aveva spezzato una tibia. Dentro all’Europa League, fuori dalla Coppa Italia, la Juve non conquisterà alcun Triplete ma onorerà il record dei tre titoli nazionali vinti in filotto, eguagliando la sua progenitrice degli anni Trenta e il Milan di Capello. Chapeau.

Il Torino si è ripreso dopo quattro batoste strapazzando il Livorno che va su e giù sull’ottovolante del rendimento e dei risultati. Senza sacrificio né grinta la salvezza per i toscani si allontana. Ventura si gode Immobile, ma dovrà pensare a gestire il fumantino Cerci, uscito furibondo epr la precoe sostituzione (dovuta ad un ginocchio malandato e ad un cartellino giallo che poteva tramutarsi in rosso). In vista dell’anticipo di martedì all’Olimpico romanista, Ventura ha scelto di noin rischiare purtroppo Cerci non ha colto la sottigliezza. Gara-chiave a Roma, per i granata e per Cerci, un ex, che si sta giocando il Mondiale. Parere personale. Fossi Prandelli porterei in Brasile Destro e Immobile e sceglierei tra Cassano e Cerci il più in forma a giugno. Quando le chiacchiere si azzerano e contano solo i fatti.

L’Inter chiamata all’ennesima prova del nove si è inginocchiata al cospetto dell’Atalanta che ha preso il posto del Verona (bastonato con cinque gol dalla rediviva Sampdoria) nel ruolo di rivelazione del torneo. Bonaventura è pronto per i massimi palcoscenici (la Fiorentina lo guata) e pure Colantuono, sia detto col massimo rispetto per il club di Percassi, può ambire a panchine più nobili. Mazzarri se l’è presa con l’abilità capovolta dei suoi in zona gol, due pali, diverse occasioni sprecate a tu per tu con Consigli, illustrano il volitivo secondo tempo della Beneamata. Mazzarri tuttavia dovrebbe riflettere sul fatto che la squadra manca di personalità e fallisce regolarmente gli appuntamenti-chiave. La difesa ha concesso davvero troppo all’Atalanta che ha segnato due volte con il prodigioso Jack Bonaventura (quasi un nome augurale) ma poteva bucare altre volte Handanovic e anche Denis ha colto un palo. Le grandi squadre, lo ricordi il bravo tecnico di San Vincenzo, si costruiscono partendo dalla difesa, così come le case dalle fondamenta. Boskov dixit e non c’è altro da aggiungere.