Serie A, primi veleni sul campionato: e siamo solo alla sesta giornata…

di Renzo Parodi
Pubblicato il 30 settembre 2013 23:35 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2013 23:36
Serie A, primi veleni sul campionato: e siamo solo alla sesta giornata...

Fiorentina – Parma (Foto LaPresse)

ROMA – Primi veleni sul campionato e siamo soltanto alla sesta giornata. Sotto tiro l’arbitro del derby di Torino, Mazzoleni, assieme all’assistente La Rocca. Il Toro lamenta l’evidente fuorigioco di Tevez nell’azione del gol bianconero di Pogba. Immagini chiarissime, La Rocca è perfettamente in linea von Tevez ma non alza la bandierina. La Juve ribatte che Tevez era stato azzoppato da Immobile (entrataccia da tergo), un fallo da rosso sanzionato solo col giallo. Il Toro eccepisce che con lo stesso metro di giudizio anche Pogba andava cacciato.

Le raccomandazioni di Nicchi e Braschi (“tollerenza zero verso il gioco violento e le proteste”) sono già lettera morta. Nella polemica ha mesos becco anche il presidente granata, Cairo: “Conte è un ottimo allenatore e lo rispetto, ma non accetto di essere preso in giro. Farebbe meglio ad essere più attento nei giudizi”. Fermiamoci qui, per piacere. Il calcio è già abbastanza avvelenato di suo. Resta che il Torino ha patito qualche sgarro e la Juventus s’è avvantaggiata da decisioni non corrette. E anche questo fa classifica.

Ma c’è dell’altro. La nuova cervellotica regola sul fuorigioco (nessuno l’ha davvero compresa), varata dai parrucconi dell’Ifab, sempre pronti e proni ai voleri del caudillo Blatter, ha mietuto la prima vittima. In Atalanta-Udinese, sul punteggio di 1-0 per i bergamaschi, l’adsistente Faverani segnala con deplorevole ritardo (70”) sulla concessione del calcio di rigore ai friulani per atterramento di Danilo da parte di Standardo che la posizione di Danilo, deve considerarsi (forse:..) irregolare, nonostante le nuove regole prescrivano di non segnalare il fuorigioco se il calciatore, al quale NON è diretto il pallone, si muove oltre l’ultimo uomo.

Richiamato dal ripensamento dell’assistente, l’arbitro Giacomelli revoca il calcio di rigore già concesso e la conseguente ammonizione a Stendardo. Anziché facilitare il già improbo compito degli assistenti, chiamati a valutare in tempo reale sul filo dei centimetri, la Fifa per aumentare lo spettacolo (Blatter dixit) s’inventa assurdi codicilli che finiscono per alterare non solo lo spirito del gioco ma anche il risultato delle gare. Platini, per favore, candidati alla presidenza. Di Blatter non se ne può più.

I casi di La Rocca e Faverani si sommano alle topiche di Preti (in Chievo-Juve, fuorigioco inesistente di Paloschi sul gol dell’eventuale 2-1 per il Chievo) e di Manganelli (chiamata fasulla al sampdoriano Wzsolek in Cagliari-Sampdoria, sull’1-0 per i sardi), nonostante il polacco fosse “buono” di oltre un metro. Il problema fuorigioco esiste, a prescindere dalle nuove regole. I reprobi saranno fernati ma non è così che si rimedia agli errori. Fatta salva la buonafede degli assistenti (ci mancherebbe) se gli errori si ripetono con troppa frequenza occorre ripulire i quadri da chi non si dimostra all’altezza del compito, invero molto complicato.

La Roma ha disintegrato il povero Bologna (5-0), che punta sempre e solo su Diamanti. Grande dimostrazione di gioco e personalità, per dirla con De Rossi, adesso la Roma è una squadra, tutti per uno e uno per tutti e poiché la qualità media è elevatissima, non è da escludere che la Lupa continui a divorare gli avversari di buon appetito. Garcia spegne i fiuochi dell’entusiasmo, rimandando ad altri ardui esami la valutazione delle chance di scudetto.

Per adesso la Roma vola. Ha segnato 17 gol, ne ha subito uno appena e mai nella sua storia aveva infilato sei vittorie filate in avvio di torneo. Totti è sempre più il condottiero della truppa e francamente si fatica a trovare un difetto ad una squadra costruita con cervello e competenza e guidata con cuore ma a testa fredda da Garcia che dopo tre mesi in Italia parla l’italiano meglio di Gattuso (absit iniuria verbis). Sabato sera la Roma affronterà un esame importante, contro l’Inter a San Siro. La Roma gioca un calcio spettacolare e redditizio, l’Inter non sfiodera altreettanto smalto e padronanza del campo e il pari di Trieste contro il Cagliari ha irritato Mazzarri. Dopo il gol del solito Ic

ardi (quando entra lascia sempre il segno) il tecnico si sentiva già i tre punti in tasca. La qualità della squadra è buona, il morale alto e la presa di Mazzarri sui cuori nerazzurri saldissima. Peccato che Mazzarri si lasci trascinare da polemiche insulse, ha battibeccato con Montella accusandolo di non saper fare i conti nell’analisi di Inter-Fiorentina, vittoria nerazzurra in rimonta che la Viola ha molto sofferto. Piccinerie. Montella e Mazzarri sono fra i tecnici più abili e preparati, si godano le rispettive squadre e lascino perdere il resto che è solo fuffa.

Tornando alla Juve, è indubbio che abbia ricevuto due regaloni dagli assistenti Preti e La Rocca e Conte farebbe bene a non ricamarci su. Si rallegri piuttosto della ritrovata verve della sua squadra. Non è ancora la Juve cannibale, assetata degli scalpi avversari, ma è tornata sulla strada buona. In Champion la riprova, contro un Galatasaray scosso dalla sestina beccata dal Real Madrid con conseguente addio di Terim ed epifania di Roberto Mancini che forse riuscirà ad essere in panca già a Torino. L’astuto Mancio ha firmato per tre stagioni a 5 milioni e mezzo di euro più bonus, mica spiccioli. Ed è riuscito a strappare la clausola rescissoria che gli permetterebbe di liberarsi dagli impegni turchi se, putacaso, la Federcalcio lo chiamesse a prendere il posto di Prandelli, dopo il Mondiale brasiliano.

La Juve che tallona col Napoli la fuggitiva Roma, saggerà la consistenza del Milan già domenica sera. Allegri contava sul recupero di Montolivo ed El Shaarawy per l’impegno di Champions, avrà l’ex fiorentino non il Faraone, che conorre per il premio della sfiga 2013. Guarito dal malanno muscolare, El Shaarawy in allenamento ha riportato una microfrattura al quarto metatarso del piede sinistro e non è partito per Amsterdam dove i compagni se la vedranno con l’Ajax. Il brodino sorbito contro la disastrata Sampdoria (1-0 gol di Birsa) non basta a decretare la guarigione del Milan. Ajax e Juve diranno se si è trattato di un recupero fatuo o dell’inizio della cobvalescenza.

Impegno difficile in Europa anche per il Napoli, a Londra contro l’Arsenal. A Genova Benitez ha risparmiato Higuain (in parte) e Hamsik e il Napoli, padrone del campo nel primo tempo (messo a frutto con la doppietta di Pandev) nella ripersa ha vivacchiato, contro un Genoa che Preziosi nell’intervallo (e forse anche prima…) aveva già deciso di affidare al Gasperini. Addio Liverani, bruciato per paradosso dalla straripante vittoria nel derby che lo aveva confermato nella necessità di insistere sul 3-5-2. Gasp riesumerà il prediletto 3-4-3, gli esterni offensivi non gli mancano: Santana, Centurion, Stoian, Fetfatzidis, il tecnico di Grugliasco non avrà che l’imbarazzo della scelta.

Fatica la Lazio in trasferta (una sola vittoria nel 2013!), rimontata due volte dal Sassuolo al quale Di Franbcesco ha restituito l’anima e un gioco non disprezzabile. Gli emiliani reclamano anche un rigore ignorato dall’arbitro Banti. Petkovic deve gestire infortuni illustri (Biava, Klose) e presenze ectoplasmatiche (Ederson, Hernanes). Candreva tiene botta ma da solo non basta a reggere in peidi la baracca. Le scorie del derby perduto fanno il resto. Domenica sera Lazio-Fiorentina dirà molte verità sullo stato di salute e sulla consistenza effettiva di entrambe le squadre. Nel monday night match la Fiorentina ha pareggiato (2-2) col Parma, rischiando di eprdere e infine gettando via i tre punti. Un’ora di gioco perfetto della squadra di Donadoni (vantaggio di Gargano con deviazione di Rodriguez) e mezz’ora finale tutta viola, in furibondo forcing offensivo. Montella aveva azzeccato la mossa (dentro il redivivo Vargas), ricompensato dall’ex genoano con un gol acrobatico (in collaborazione involontaria con Lucarelli) dopo il pari siglato di etsta da Rodriguez. Sostituito l’esausto Cassano – ottimo match comunque dell’ex doriano, assistman sopraffino, il Parma ha terminato all’assalto col tridente Biabiany-Okaka Sansone e proprio all’ultimissimo secondo ha trovato un pareggio meritato grazie ad una zuccata dell’ex Gobbi.

La Fiorentina perde terreno dalle prime e paga cara l’assenza di Gomez, in compenso s’è rivisto im campo Cuadrado, pedina chiave nel gioco di Montella. Brutte notizie da Rossi, vittima di un infortunio e sostituito alla fine del primo tempo. Con il match di Europa League in vista (trasferta a Dnepr), la Lazio all’Olimpico e dopo la sosta per la Nazionale, la Juventus al Franchi, la squadra viola affronta una svolta delicata con l’attacco dimezzato. Peccato. Il Parma gioca un ottimo calcio palla a terra, illuminato dai lampi di Cassano, ma paga regolarmente il minimo errore in difesa. Il punto strappato con le unghie a Firenze conforta il lavoro di Donadoni al quale Ghirardi chiede punti ma anche la doverosa dose di spettacolo.

Importanti i successi di Verona, Atalanta e Catania su Livorno, Udinese e Chievo. Molti dubbi sul calcio di rigore assegnato al Verona dall’arbitro Tommasi (ne azzecca poche ma viene riproposto con continuità, chissà perchè). Dell’episodio chiave in Atalanta-Udinese (rigore concesso ai friulani e poi revocato) ho già detto. Per i siciliani di Maran è la prima vittoria stagionale, colta nonostante mezza difesa fosse ferma ai box (Spolli, Alvarez, Bellusci). Poco Chievo ed è strano, contro la Juve aveva fatto scintille. Ma questo è il calcio.