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Serie A, punto: Roma pensa a Napoli, non c’è tempo per pensare a aggancio Juve

di Renzo Parodi
Pubblicato il 30 Ottobre 2014 9:10 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2014 9:10
Serie A, punto: Roma pensa a Napoli, non c'è tempo per pensare a aggancio Juve

Antonini esulta dopo il gol partita del Genoa contro la Juve (foto Ansa)

ROMA – Serie A, il punto dopo la nona giornata di campionato.

Stavolta ride l’altra metà di Genova. Il Vecchio Grifone sgambetta addirittura Madama Juventus e permette alla Roma (facile vittoria sul Cesena) di agganciarla in vetta alla classifica. Perin è un muro, nella serata delle 500 partite con la maglia bianconera del suo idolo, Buffon. La Juve non è più la Juve e Allegri farà bene a cominciare a preoccuparsi. La sberla del Ferraris non è precisamente il miglior viatico in vista del match-verità in Champions contro l’Olympiacos. L’Empoli, prossimo ospite allo Juventus Stadium, sembra la vittima ideale per non profondere troppe energie. Ma attenzione: la squadra di Sarri può essere una mina vagante. Guai a prenderla sottogamba.

La Roma guarda già oltre. Sabato l’anticipo contro il Napoli, partita a rischio altissimo per via degli strascichi della vicenda Ciro-Esposito De Sanctis. Mille agenti a presidio del San Paolo, il solito calcio blindato che mette in fuga gli spettatori (consultare i borderò delle gare, please) e riduce il pallone nostrano ad una triste metafora della guerra. Non si ha il coraggio di operare secondo saggezza, mettendo fuori i teppisti dagli stadi. Il giro di vite del Viminale (daspo di gruppo) innescherà soltanto problemi e ulteriori polemiche.

Boccate d’ossigeno per le milanesi, specie per l’Inter vittoriosa in articulo mortis sulla Sampdoria (rigore molto generoso assegnato da Russo – che non aveva rilevato il presunto fallo di Romagnoli su Kuzmanovic – su suggerimento del collega di porta, Valeri che con la Sampdoria usa spesso il pugno di ferro). Discreta gara dell’Inter che Mazzarri definisce ottimisticamente “grande”-. Non sono mancate, è vero, le palle-gol, Palacio ne ha sprecate quattro. Ma anche la Sampdoria si è fatta valere dalle parti di Handanovic e insomma il pareggio non sarebbe stato uno scippo. Mihajlovic tuttavia ha sgridato i suoi. “Non meritavamo il punto” ed effettivamente la squadra è stata meno brillante del solito, forse ha pagato la faticaccia contro la Roma. La Fiorentina a Marassi domenica dirà se si è trattato soltanto di un incidente di percorso.

Il Milan ha preso un punto a Cagliari su un campo che non consentirà distrazioni alle avversarie di turno. Zeman sta calibrando al meglio il suo calcio champagne, Inzaghi traccheggia in attesa di tempi migliori. Il Milan ha agganciato Sampdoria e Udinese al terzo posto, la classifica è cortissima e dunque tutto può accadere.

In rincorsa alle posizioni di testa anche la Fiorentina che si è sbarazzata senza troppi patemi dell’Udinese. Babacar (doppietta) si è beccato la strigliata di Montella (“è ancora troppo discontinuo, deve crescere”), eppure è lui la punta di diamante della squadra, in attesa di Gomez e di Rossi. Stramaccioni c’è rimasto male, però ha opportunamente rammentato che l’obiettivo stagionale è la salvezza non il terzo posto.

Con dieci punti in quattro gare il Genoa ha ribaltato il suo campionato. Giunto sull’orlo del precipizio (derby perso) Gasperini ha trovato il colpo d’ala e i 15 punti in classifica (a -1 dalla Sampdoria) riaprono la sfida cittadina con i rivali di sempre. Due trasferte (Udine e Cagliari) diranno di più sulle chance del Genoa di restare in alta quota. Il Napoli ha rischiato di perdere e poi di vincere a Bergamo. Higuain ha pareggiato il gol, bellissimo, di Denis, però ha fallito il rigore della vittoria. L’esame contro la Roma ci dirà quanto la squadra sia davvero uscita dal tunnel infilato dopo l’eliminazione dalla Champions.

Preziosissimi i tre punti strappati dal Torino ad un Parma agonizzante (8 sconfitte in 9 gare). Il destino di Donadoni è appeso veramente ad un filo, a gennaio la società dovrà rimediare agli sfracelli del mercato estivo, altrimenti anche il cambio di panchina risulterà inutile. Altrettanto pesante la vittoria del Palermo sul Chievo, maturata nel finale grazie al gol dell’ex Rigoni. Piano piano Iachini traghetterà i rosanero alla sponda della salvezza. Purché, beninteso, Zamparini lo lasci lavorare in pace.

Molta attesa per il posticipo tra Verona e Lazio. La squadra veneta viene dalla scoppola napoletana e potrebbe pagare il contraccolpo psicologico del 2-6 rimediato sotto il Vesuvio. Zitta zitta, la Lazio cerca la quinta vittoria di fila. Se le riesce il numero, scavalca Milan, Sampdoria e Udinese al terzo posto e si insedia solitaria alle spalle della coppia regina Juve-Roma che viaggiano di conserva. Per ora…