Serie A senza padroni: Inter frana, Juve affonda

di Renzo Parodi
Pubblicato il 29 Settembre 2015 9:17 | Ultimo aggiornamento: 29 Settembre 2015 9:17
Serie A senza padroni: Inter frana, Juve affonda

Federico Dionisi regala al Frosinone la prima vittoria in Serie A

ROMA – Non ci si annoia, davvero no. Campionato balzano come certi cavalli all’apparenza docili che si svelano bizzosi una volta sellati e montati. L’Inter colmata di elogi e indicata come la favorita per lo scudetto, frana al cospetto di una fantasmagorica Fiorentina che Paulo Sousa ha plasmato con camaleontica astuzia. Una autentica lezione di calcio, nel 4-1 della Viola a San Siro, per la banda Mancini. Annichilita e ridimensionata dopo la partenza a razzo a punteggio pieno. Domenica prossima a Genova, contro la “sua” Sampdoria la prova del nove per Roberto e i suoi ragazzi.

La Juventus che avevo pronosticato favorita per il titolo – mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa – affonda nel pantano del fondo classifica e boccheggia come una manta spiaggiata. Cinque punti in sei partite: tre sconfitte, due pareggi e una sola vittoria. Roba da manicomio. Allegri affetta disinvoltura ma le cose stanno precisamente come racconta la classifica. Madama non è neppure un’incompiuta. E’ un ammasso di rovine fumanti.

Le cause? Molte. Una rivoluzione tecnica e tattica abortita. Un allenatore in confusione totale, che non riesce a quagliare un modulo-guida e si accontenta di montare e rimontare i reparti sperando di azzeccare la formula magica. Calciatori disorientati e neppure granché coinvolti, si direbbe, nel tentativo di uscire dalle sabbie mobili. L’incanto delle quattro stagioni tricolori svanito come bene al sole. La società ha confermato piena fiducia ad Allegri. Ma è chiaro che i margini sono ristretti. Se la Juve inciampa anche in Champions (c’è il Siviglia), addio core, come dicono a Roma.

A proposito, la Roma strapazza il Carpi – e vorrei vedere il contrario – ma perde Totti (un problema in meno per Garcia che è in rotta col capitano), Dzeko e Keita e in vista c’è il turno di Champions in trasferta contro il Bate Borisov. Sui valori non c’è discussione, la Roma svetta per assortimento, qualità e abbondanza dell’organico. Ma lo spirito di squadra? L’unità di intenti con l’allenatore? La voglia condivisa di spaccare il mondo? Dubito che siano allo zenit. E dunque non mi attendo una strada costellata di petali di rose.

Il Napoli che ha battuto la Juve volando sulle ali di Insigne e Higuain, sta infine prendendo corpo. Sarri ha chiesto tempio e De Laurentiis, saggio, glielo ha concesso. La vittoria è un balsamo, un elisir di lunga vita che permetterà alla squadra di crescere senza assilli. Prossimo turno, in casa del Milan, che a Genova ha ceduto ad un Genoa vigoroso e umile, ma alquanto sguarnito in attacco. Pessimo primo tempo dei ragazzi di Mihajlovic, ripresa decorosa, sebbene giocata in dieci uomini per l’espulsione di Romagnoli. Benino Balotelli, ma il Milan recita un copione prevedibile e un po’ bolso.

Sorprese assolute il Torino e il Sassuolo (vittoria sul Palermo e pari interno col Chievo), alle quali aggiungo volentieri il Chievoverona che Maran ha plasmato con ruvida compattezza. Alzi la mano chi si aspettava di ritrovare queste tre squadre ai piani alti, anzi altissimi della classifica. Meglio così, il divertimento aumenta. Ma non c’è da stare troppo allegri, la cifra di gioco complessiva del campionato tende sempre al ribasso. Sfido io, se perdi i campioni non puoi certo migliorare.

La Sampdoria a Bergamo  è caduta per la seconda volta in tre gare, replicando la figuraccia di Torino. Brava l’Atalanta ma pessima la disposizione tattica della squadra che Zenga ha schierato con il solito tridente mascherato Correa-Muriel Eder, sguarnendo il centrocampo e le fasce, le zone in cui la Dea ha fatto il bello e il cattivo tempo. Avanti in classifica a ridosso del vertice gli uomini di Reja, nell’anonimato della terra di mezzo quelli di Zenga. Qualcosa vorrà dire, anche a livello di allenatori, no?

In fondo alla classifica sgomitano le tre neopromosse. Il Frosinone centra la prima vittoria in serie A piegando un Empoli nervoso e confuso. Il carpi travolto a Roma esonera Castori e pensa a Sannino.  Brutta scoppola interna quella ricevuta dal Bologna da parte dell’Udinese che con i tre punti salva la panchina di Colantuono e mette a repentaglio quella di Delio Rossi. Frosinone e Carpi si arrabattano come da copione. Stupisce che sia nei guai il Verona, battuto in rimonta dalla Lazio che sta uscendo dal guado in cui si era cacciata prendendo cinque gol dal Napoli. La squadra veneta ha perso per infortunio entrambi i suoi centravanti, Toni e Pazzini, e domenica è attesa dal derby col coriaceo Chievo. Mandorlini si faccia un giro al santuario più  prossimo alla città. Ne ha bisogno.