Riccardo Galli

Assicurazione auto, rischio di non pagarla costa metà della polizza.

rcauto-300x179ROMA –Circolare senza assicurazione Rc auto, almeno dal punto di vista economico, può convenire. Il rischio di guai grossi per chi lo fa è contenuto, limitato almeno per quanto riguarda il portafoglio. E’ il paradosso, uno dei tanti, che si registra nel nostro Paese. Se non si tiene conto del rischio di sospensione della patente, la multa che si paga se coli sul fatto di circolare senza assicurazione è meno salata del conto che ogni anno le assicurazioni presentano agli automobilisti. E, tra l’altro, le telecamere che dovrebbero far le multe non sono omologate così, il rischio di essere “pizzicati”, è molto basso.

In cifre, chi viene beccato senza assicurazione per la propria auto, quella che riguarda la responsabilità civile e che sarebbe obbligatoria, rischia poco. La sanzione prevista in questi casi sarebbe di circa 900 euro più il ritiro della patente. Ma se l’automobilista in questione decide di redimersi e sottoscrive una regolare polizza entro 60 giorni dalla contestazione o, rottama l’auto senza copertura, la sanzione che dovrà pagare sarà invece di 210 euro. Quando il costo medio di un’assicurazione nel nostro Paese è di 491 euro, più del doppio. Dunque se ti assicuri paghi sicuro almeno 491 euro, se non ti assicuri e tenti la sorte e ti va male allora costa 210 euro. Una “puntata” al Casinò che molti giocatori, anche non dei più temerari, farebbero.  Basterebbe questo a comprendere come possa divenire accettabile il rischio e praticabile il non pagare. Se a questo si somma che essere scoperti è molto difficile, allora i quattro milioni di auto che circolano senza assicurazione obbligatoria non appiano più un’enormità. L’otto per cento del totale. Addirittura? No, soltanto l’otto per cento!

Una situazione paradossale cui concorrono diversi fattori. Da una parte il caro assicurazioni che, nonostante le giustificazioni dell’associazione di categoria, restano sensibilmente più alte che nel resto dei paesi europei e, dall’altro, delle sanzioni che non sono a queste commisurate e che, tra l’altro, non sono semplici da comminare.

La legge di Stabilità 2011 dice, o meglio direbbe, che per verificare se un auto è in regola con l’assicurazione si possono sfruttare le telecamere già utilizzate per altri controlli, come quelle sui semafori, oppure gli autovelox e i tutor. Basterebbe incrociare la targa con la banca dati dell’Ania, l’associazione delle assicurazioni, per poi mandare la multa direttamente a casa. Solo che tutti gli apparecchi devono essere omologati anche per questo tipo di verifiche. Ma al momento non lo sono ancora e di conseguenza le contravvenzioni non si possono fare. Non è stato possibile multare nemmeno le 3 mila macchine pizzicate durante i controlli di due anni a Roma, proprio perché erano stati fatti con le telecamere che vigilavano sulle corsie preferenziali. Ma adesso è proprio l’Aci a tornare alla carica. “Quella stessa tecnologia – dice il presidente Angelo Sticchi Damiani – può essere replicata senza costi per lo Stato. Ma è necessario che agli strumenti di telecontrollo sia consentito rilevare e sanzionare anche la mancata copertura assicurativa”. La famosa omologazione, attesa da tre anni. Perché così tanto tempo? I controlli a tappeto che potrebbero arrivare hanno sollevato qualche perplessità sul fronte della privacy, anche se l’Autorità garante non è stata ancora sentita. Per il momento bisogna accontentarsi del sistema trovato dalla polizia municipale di Verona: “Abbiamo un apparecchio – dice il comandante Luigi Altamura – che legga la targa e controlli in tempo reale la copertura assicurativa con le banche dati. Cento metri dopo metteremo una pattuglia che vedrà subito il risultato del controllo e in caso fermerà la macchina”. Sistema complicato ma a prova di legge.

Nel frattempo, tra polizze sempre più costose, multe che non arrivano e crisi che mette i bilanci degli italiani sempre più in difficoltà, aumentano e non poco gli automobilisti che decidono di “provarci”. L’ultima stima, riporta La Stampa, è di fine 2012, fatta dall’Aci sulla base di un controllo a campione realizzato a Roma e poi proiettato su base nazionale, come si fa alle elezioni. Parla di 4 milioni di mezzi fuori legge, l’8% dell’intero parco circolante. E se alcuni addetti ai lavori considerano la cifra esagerata, gli ultime segnali indicano chiaramente una tendenza all’aumento. Rapido e parziale giro d’Italia: a Milano, nel 2012, i vigili urbani hanno trovato 1.583 mezzi con polizza falsa, fino al 2010 si restava sotto quota 500. Triplicati. L’anno scorso a Verona le persone fermate senza copertura sono state 2.200, cento in più dell’anno precedente. A Trieste siamo arrivati a 476, con un aumento del 25%. E via così dalla grande città fino alla provincia come a Fermo, nelle Marche, dove solo nei primi dieci giorni di quest’anno le persone fermate sono state 20 contro i 90 di tutto il 2013. Un fenomeno inarrestabile, almeno finché la matematica dirà che non pagare l’assicurazione costa meno che pagarla.

 

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