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Babbi Natale che pagano il conto alla cassa, giochi in affitto: prodigi Usa

di Riccardo Galli
Pubblicato il 19 Dicembre 2011 14:57 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2011 17:18
Babbo Natale "Secret Santa"

foto Ap-Lapresse

NEW YORK – Babbo Natale, purtroppo, non esiste. L’amara scoperta la si compie in tenera età ma, in tempi di crisi e difficoltà economiche, la generosità umana si svela e indossa i panni del vecchietto dal vestito rosso. Succede negli Stati Uniti, paese del benessere e del consumo per definizione dove, da alcune settimane, stanno comparendo dei novelli babbi natale che si presentano alle casse dei grandi magazzini per saldare i conti delle famiglie più povere, consentendogli così di acquistare i regali per i bambini. Ma la generosità non è l’unica arma per combattere la crisi, a volte anche il buon senso aiuta. Così, sempre negli Usa, è nata la moda dei giochi in affitto. Paradossale che avvenga nella nazione che ha fatto del consumo la sua cifra ma ora, per risparmiare qualche dollaro, esiste la possibilità di affittare i giochi che i bambini troveranno sotto l’albero invece di comprarli. Da un lato si risparmia e, dall’altro, si evita di ammonticchiare nelle camerette montagne di giochi di cui i bambini dopo poco si stufano e non usano più.

Il fenomeno dei “Secret Santas”, i Babbi Natale segreti che fanno donazioni agli sconosciuti, è diventato così diffuso in America che l’agenzia Ap si è sentita in dovere di fare una mappa nazionale. Uno dei primi avvistamenti è avvenuto in un Kmart di Indianapolis. Un giovane padre di tre bambini, vestito abbastanza male da far supporre che non nuotasse nell’oro, era in fila per dare quello che poteva al suo “layaway”. I “layaway” sono conti che i grandi magazzini aprono per consentire ai clienti più in difficoltà di fare gli acquisti, lasciarli in custodia al negozio, e poi pagarli poco per volta. Arrivato davanti al manager Edna Deppe, l’uomo ha detto che voleva dare un contributo.

“A quel punto – ha raccontato Edna – si è presentata una signora e ha detto: no, questo conto lo pago io. Il padre l’ha guardata, poi ha fissato me, e mi ha chiesto se fosse uno scherzo. Gli ho risposto di no: non conoscevo quella signora, ma lei intendeva sul serio saldare il debito. Allora lui è scoppiato a piangere”. A quanto pare la signora sconosciuta ha pagato una cinquantina di conti, e quando le hanno chiesto perché, ha detto che lo faceva in memoria del marito, morto da poco. Le hanno domandato come potevano ringraziarla, e lei, avviandosi verso l’uscita, ha risposto: “Ricordatevi di Ben”.

In pochi giorni il fenomeno è diventato virale, senza alcun coordinamento. Phillip Butler stava camminando con la moglie e le figlie in un Walmart del Michigan, quando uno sconosciuto gli ha toccato la spalla, ha lasciato una busta, ed è scappato. Dentro c’erano cento dollari in contanti. Nella maggior parte dei casi, però, i “Babbi Natale” restano segreti e non si fanno vedere. Chiamano i supermercati e chiedono di saldare i debiti delle famiglie più povere, che hanno aperto i conti layaway per comprare giocattoli o fare altri acquisti natalizi.

In genere non estinguono completamente il conto, ma lasciano su qualche spicciolo, per dare una traccia della loro generosità e consentire ai titolari di pagare l’ultima rata. Poi gli impiegati chiamano al telefono i beneficiati e li avvertono che la fortuna li ha baciati. Nebraska, Michigan, Iowa, Indiana, Washington, Montana: sta succedendo un po’ dappertutto. I giornalisti hanno cominciato a sospettare che fosse una trovata dei grandi magazzini, per attirare l’attenzione e far venire più clienti. I manager però hanno smentito e gli investigatori finora non hanno trovato prove di un simile piano pubblicitario.

Dove non arriva la generosità però, può arrivare l’ingegno. E sempre dagli Usa arriva la storia dei giocattoli a noleggio. Idea intelligente, nata nel 2007, anno dell’arrivo della “grande crisi”. Negli Stati Uniti, tramite il sito babyplays.com, ci si può associare all’iniziativa. Venti dollari per esser soci e da 3 a 9 dollari per ogni giocattolo affittato. L’idea è la sintesi di due istanze, una storica: la naturale voglia dei bimbi di avere giocattoli nuovi, e l’altrettanto naturale velocità con cui si stancano dei giocattoli stessi; e una contingente: la necessità di risparmiare.

La risposta per coniugare queste due necessità è quella di affittare i giochi, offrendo ai piccoli giocattoli sempre diversi, evitando di spendere per oggetti che dopo poche settimane appena diverranno dei “raccogli polvere”, soppiantati dai nuovi arrivati. E per i genitori più scettici l’igiene è assicurata, ogni pezzo è disinfettato, in caso di rottura non si paga nulla e, se il bimbo si affeziona, non c’è problema, si può acquistare il gioco con uno sconto del 30/50%, cioè al prezzo dell’usato.