Ruby, fortuna e soldi: mai fu venduta a tanto…amicizia e disponibilità

di Riccardo Galli
Pubblicato il 19 febbraio 2015 14:18 | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2015 14:18
ruby

Ruby

MILANO – Due palazzine fitte fitte di mini appartamenti, un ristorante ed un pastificio in Messico. E poi feste da migliaia di euro per la figlia, viaggi da sogno alle Maldive con preventivi e saldi che oscillano tra 50 e 80 mila euro, regali da 15 mila euro al fidanzato… Come è cambiata la vita di Ruby, detta Rubacuori, da quando scappava di casa, dormiva a casa di chi l’ospitava salvo poi farsi rincorrere dall’ospite cui era venuta a mancare una collana. E’ cambiata tanto che magistrati e Guardia di Finanza la giudicano una vita “incompatibile con i redditi dichiarati”. E’ il quadro patrimoniale di Ruby “rubacuori”, al secolo Karima El Marhoug, tratteggiato dalle ultime cronache sul tema.

Un quadro che, incrociato con la decina circa di volte che la ragazza si recò e fu ospite ad Arcore, può serenamente far affermare che mai fu venduta a tanto… l’amicizia e la disponibilità.

Karima, Ruby, insomma la nipote di Mubarak come la presentò Silvio Berlusconi e come il Parlamento italiano certificò, un lavoro l’ha fatto, a suo dire quello di cameriera. “Ho trovato un lavoro. Sono tutti convinti che io sia straricca, ma se avessi avuto i famosi 5 milioni di Berlusconi, sarei qui a fare la cameriera?”, confessò a Novella 2000. Da allora però le cose devono esserle andate particolarmente bene e, come prova a ricostruire Paolo Colonnello su La Stampa, il merito deve essere delle mance.

“Probabilmente, a fare la differenza, devono essere state le mance visto che in procura, negli ultimi due anni, risultano per l’ex minorenne di Arcore, spese da milionaria. Vediamo: 7.000 euro per festeggiare lo scorso dicembre tre anni della sua bambina, iscritta in una scuola privata; tra i 60 e i 90 mila euro per una settimana alle Maldive insieme al suo nuovo compagno; 14 mila euro pagati per comprargli una moto, 25 mila euro versati in contanti a un commercialista, le astronomiche spese di taxi per viaggiare settimanalmente da Genova a Milano, abiti firmati”.

Ma non è tutto, la giovane donna d’origine marocchina, e non egiziana come “lo zio” Mubarak, avrebbe anche un ricco carnet di proprietà in Messico, a Baia del Carmen, dove la cameriera milanese possiederebbe due intere palazzine con mini appartamenti affittati, un ristorante e un pastificio. E se ancora non bastasse, ci sono poi gli investimenti a Dubai, dove Ruby avrebbe pensato di investire anche lì sul mattone, salvo poi ripensarci, e il settimanale tragitto Milano-Genova che farebbe regolarmente in taxi.

Di certo investimenti e stile di vita che non sono frutto di un reddito da cameriera, per quanto in un ristorante vip, anche perché sarebbe interessante vedere i conti che un simile ristorante dovrebbe presentare ai suoi clienti. E allora da dove vengono questi denari in possesso di Ruby ‘Rubacuori’. Il pensiero primo va, ovviamente, al suo amico Silvio Berlusconi che, non a caso, sempre Colonnello descrive come “preoccupato”. “C’è molta agitazione – scrive – attorno a questa nuova vicenda che rischia di far tornare al punto di partenza Berlusconi e svelare nuovi retroscena sulle ‘cene eleganti’ di Arcore”.

Ipotesi quindi, e in qualche caso ipotesi anche solo giornalistiche e non investigative. Ma a conti fatti, sapendo che Karima partecipò ad una decina circa di cene eleganti, si può con buona sicurezza dire che forse mai nessuno come lei è riuscita a vendere bene se stessa. A vendere la propria amicizia, la propria disponibilità…E’ riuscita ad essere votata come “nipote di Mubarak” dal Parlamento di una nazione del G8, è riuscita ad essere proclamata “nipote di un capo di Stato straniero” per ragion di Stato. Quotazioni altissime, quasi irraggiungibili quelle  a cui Ruby ha donato ed esercitato il suo fascino. Se poi qualcuno le avesse versato un cinque milioni di euro per quella decina di visite e robusti effetti collaterali, ecco allora il fixing-Ruby che ciascuno si può agevolmente calcolare da solo. Con il rigore dell’aritmetica e senza porre limite all’immaginazione.karima