Riccardo Galli

Campionato nazionale di rutti a Torino. Ma c’è pure ogni sera in tv

Campionato nazionale di rutti a Torino. Ma c'è pure ogni sera in tv

Campionato nazionale di rutti a Torino. Ma c’è pure ogni sera in tv

ROMA – Campionato nazionale di rutti a Torino. Sabato prossimo a Piazza Castello. E non è uno scherzo. Se Massimo Gramellini e il Corriere della Sera non sono impazziti e non hanno le allucinazioni nel dare notizia dell’evento, no davvero, non è uno scherzo: “Burp d’estate” si fa.

Una piazza di una grande città viene adibita a ruttodromo pubblico sabato prossimo. Immaginiamo sia stata studiata e curata l’acustica, in modo che il pubblico più vasto possibile possa gustare le prestazioni dei concorrenti (atleti?). Immaginiamo siano stati predisposti strumenti di misurazione precisa dell’impatto in decibel. O come si misurano i rutti, in intensità, lunghezza, profondità…esalazione, sapore?

A pensarci bene i rutti non si prestano ad una misurazione tutta tabelle e numeri, i rutti esigono una valutazione complessiva: tono, gutturalità, rimbalzo, cavernosità…Insomma è questione di gusto estetico e non di metro la valutazione. Ci saranno quindi esperti e cultori a giudicare e a fare classifica.

Immaginiamo ci sarà un regolamento, o no? Coca Cola e birra libera prima della prestazione o limite all’assunzione di coadiuvanti al rutto, altrimenti è doping?

Immaginiamo ci siano degli sponsor, in fondo il campionato di rutti è la gara a cui in molti abbiamo partecipato quando andavamo alle elementari, e anche alle medie. Ci sarà risposta di pubblico nel ritrovarsi tutti insieme a ruttare in pubblico da adulti.

Immaginiamo ci saranno delle autorizzazioni per l’uso della piazza come ruttodromo. E immaginiamo che ampi segmenti e settori delle comunicazioni di massa non si lasceranno sfuggire l’occasione di essere presenti.

A questo proposito, mentre Gramellini sparge una lacrima ironica sul ritmo o tempora o mores (chiedendosi a quando e dove il campionato del catarro, dello sputo e del peto), va segnalato che il campionato di rutti in piazza pur nella sua dirompente novità non segnala poi così grande distanza tra “alto” e “basso” del paese.

Ciò che ogni sera in televisione passa o come resoconto del dibattito politico o come talk-show politico o come format per dar voce alla gente o come indagini e testimonianze sui fatti di cronaca nera altro non è a grandissima maggioranza che campionato di rutti.

Politici che gargarizzano balle, insulti, minacce, spacconate. Conduttori che li stimolano ad andar di gola. Gente in studio e fuori che erutta fiele, rancore, ignoranza, violenza, vittimismo prepotente. Erutta, leviamo anche la “e”, rutta. Conduttori che eccitano e si compiacciono. Trasmissioni di cronaca che tirano su dal loro esofago tutto il bolo di voyerismo, morbosità e volgarità che perfino uno stomaco pieno di pelo come quello della informazione classica non regge. La cronaca nera in tv, gran parte di essa, lo rutta fuori e su questo rutto prolungato ci campa.

Quindi se dopo lunga e costante pedagogia al rutto civile la gente si organizza in proprio e il rutto diventa manifestazione popolare e di popolo in fondo da meravigliarsi tanto non c’è. Su, una bella contrazione del diaframma all’indietro, poi come se steste per deglutire, labbra serrate a raccogliere aria e quindi quasi ci siete, esercitatevi a casa, magari guardando la tv.

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