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Mangeremo carne di insetti. Già mezzo chilo l’anno, ma non lo sappiamo

di Riccardo Galli
Pubblicato il 21 Dicembre 2011 14:54 | Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre 2011 14:54
Insetti da mangiare

A Londra per convincere gli inglesi a mangiare insetti hanno dovuto promettergli un viaggio in cambio (Mirrorpix-Lapresse)

ROMA – Scordatevi bistecche e costolette. Addio al prosciutto e ai petti pollo e benvenuti spiedini di cavallette e insalate di bruchi. Sul pianeta siamo troppi. Quello che noi consideriamo “cibo tradizionale” ce lo dovremo dimenticare. E lo dovremo sostituire con una dieta più sostenibile. A base di insetti appunto. Molte popolazioni già hanno una dieta di questo tipo, ma anche noi occidentali che all’idea rabbrividiamo, mangiamo ogni anno circa mezzo chilo di libellule, larve e insetti vari. Anche se non ce ne accorgiamo.

Oggi siamo 7 miliardi e nel 2050 si prevede che saremo 9: la Fao ha stimato che ci vorrà il 70% di cibo in più per nutrire tutti, ma aumentare la produzione degli allevamenti è impossibile. L’unica soluzione è quindi diversificare la dieta trovando nuove “forme” di cibo. E gli insetti sono la soluzione più indicata, se non l’unica. Molto meno “costosi” in termini di risorse per allevarli, e apporto nutrizionale in alcuni casi persino migliore rispetto a quello della carne.

Gli insetti sono animali a sangue freddo e non usano energia per mantenere costante la temperatura del corpo. Per questo trasformano con maggiore efficienza il cibo in massa corporea. Con 10 kg di mangime dato ad una mucca, un maiale ed un pollo, otterremo 1 kg di carne dalla mucca, 3 kg dal maiale, 5 kg dal pollo. Dalle locuste, con la stessa quantità di mangime, otterremo invece ben 9 kg. Visto che la resa è così bassa, la produzione di carne di mucca è 10 volte più costosa di quella di locusta. Non solo, bisogna anche tener conto, nel caso della mucca, di dove finiscono i 9 kg di mangime che non si trasformano in cibo, cioè in prodotti di scarto come il letame e i gas serra.

Convenienti quindi, ma anche buoni gli insetti, almeno a sentir chi li ha provati e chi abitualmente li mangia. Buoni come sapore ma, soprattutto, buoni come valori nutrizionali. Gli insetti hanno infatti un basso apporto di grassi, sono ricchi di vitamina B e minerali come zinco e ferro. E inoltre hanno un buon contenuto proteico, a volte maggiore della carne, e sono nutrienti: 1 kg di cavallette ha lo stesso apporto calorico di 10 hot dogs e di 6 Big Mac.

I vantaggi non finiscono poi qui. Anche dal punto di vista sanitario una dieta a base d’insetti avrebbe i suoi vantaggi. Gli animali di cui ci nutriamo oggi sono molto simili all’uomo, ma questa caratteristica può essere pericolosa, in quanto le malattie possono passare la barriera della specie: il virus dell’influenza suina si è unito a quello dell’influenza umana e ha creato un nuovo ceppo molto pericoloso. Gli insetti, invece, sono molto diversi da noi e il rischio è bassissimo.

Sul pianeta noi occidentali siamo gli unici ad ostinarci pervicacemente a non voler mangiare locuste e simili. L’80% dell’umanità già mangia con gusto gli insetti. Ma anche noi europei e nord americani, inconsapevolmente, mangiamo la nostra razione, pari a ben mezzo chilo ogni anno. Ciò che è preconfezionato, dalle minestre alle marmellate, contiene alcune parti di insetto. E avete presente i cibi e le bevande colorate di rosso, dagli aperitivi allo yogurt, fino ai rossetti? Sono prodotti con il colorante naturale E120, ottenuto grazie alla cocciniglia Dactylopius coccus, che viene essiccato e triturato. Altri cibi, come frutta e caramelle, vengono lucidati con la gommalacca E904, che è la secrezione dell’insetto Kerria lacca.

Prelibatezza o meno. Volenti o nolenti saremmo costretti presto a rinunciare alla bistecca per sostituirla con una bella cotoletta di larve. L’aumento esponenziale della popolazione umana ce lo impone, o mangi questa minestra o salti dalla finestra.