Case popolari, il pesce puzza…dall’inquilino

di Riccardo Galli
Pubblicato il 4 novembre 2014 16:10 | Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2014 16:30
Case popolari, il pesce puzza...dall'inquilino

Alcune case popolari

ROMA – E’ insopportabile che la casa ti venga rubata mentre, magari anziano, sei all’ospedale. Eppure succede nelle case popolari, soprattutto a Milano ma non solo a Milano. Succede e non è un’eccezione:  a decine prima e ora a centinaia si registrano le occupazioni. Buttano giù la porta di casa, si piazzano dentro e, se non li sloggi al primo giorno, per così dire in flagranza, non li sloggi più. Diventano inquilini, illegali. Ladri di case ma inamovibili. E’ insopportabile ma lo sopportiamo.

E’sciocco e ipocrita nascondere, sottacere che tre volte su quattro sono stranieri i ladri di case. Sono i numeri, sono i fatti. Qualcuno, più d’uno, ci inzuppa il pane del razzismo nei numeri e nei fatti. Qualcuno, più d’uno va girando per comizi e quartieri eccitando ed evocando sceriffi e vigilantes all’insegna del “occupanti rom, rom ladri, tutti i rom delinquenti, rom criminali nel dna”. I rom, i nordafricani, i neri, gli scuri…Insomma le altre “razze”.

Sì, il razzismo ci inzuppa il pane ma nascondere la zuppa e la tazza è sciocco, ipocrita e non serve a nulla. Il razzismo è bugiardo quando inventa etnie criminali, il no al razzismo finisce per essere stupido e poco credibile quando vuole funzionare da alibi ed esimente per tutti gli appartenenti a etnie non “allogene”. Non è che siccome i rom o gli “scuri” sono oggetto di razzismo allora un rom o un nordafricano che occupa case popolari non commette reato. O peggio, commette reato leggero,veniale. Far finta che il rubar case sia un cosiddetto “reato sociale” è pessima idea, è fornire carburante e forza al razzismo.

E’ incivile che nessuno si assuma una responsabilità: i ministri (Lupi e poi Alfano) dicono ai Prefetti di applicare la legge. La legge che impone di tagliare acqua, luce, gas a chi occupa case. I Prefetti dicono che spetta alla Polizia. La Polizia fa osservare che la magistratura di fatto vieta di sgomberare donne incinte e bambini e ricorda che non può spettare agli agenti la sorveglianza degli immobili. I vari Aler, Ater, insomma gli istituti della case popolari a livello regionale, dicono che non spetta a loro sorvegliare e comunque non hanno soldi. E’ il festival, la festa del “non mi compete”.

E’ incivile ma è la regola da tutti osservata. E il panorama non sarebbe completo, l’informazione sarebbe falsata se non si aggiungesse che il pesce delle case popolari, oltre che puzzare dalla testa delle istituzioni, puzza anche eccome dalla coda: dagli inquilini. Inquilini che non pagano, in gran parte non pagano. Né affitti né condominio. Stavolta però gli inquilini morosi per scelta e tradizione sono in gran parte italiani. Non pagare nulla in una casa popolare è considerato una sorta di “diritto acquisito”.

Così accade che con i bilanci in rosso perenne gli istituti case popolari non manutengano edifici e appartamenti. Quindi non possono assegnarli, quindi ci sono 40 mila alloggi popolari in Italia abbandonati alla razzia dei ladri di case. Si può fare qualcosa, si può risolvere? Difficile, quasi escluso si possa risolvere. Inquilini che non pagano sono coperti da omertà istituzionale e politica: chi si prende la grana di farli pagare? Si rischia non intascare euro e avere pure voti in meno e cortei in più, magari anche qualche articolo di stampa o servizio tv contro la “crudeltà” di far pagare in tempo di crisi (quasi nessuno pagava anche prima però vallo a ricordare…).

Ladri di case, gli occupanti sono coperti da ignavia e pavidità delle istituzioni: chi si prende la rogna di sgombrare donne incinte…?

Nel frattempo ci si organizza, non solo i rom. Italianissimi racket valutano e piazzano una casa popolare da occupare tra i 30 mila e i 50 mila euro. Te la individuano, te la occupano, te la consegnano. Talvolta c’è anche l’optional di un “comitato per la casa” che ti difende una volta che ti sei piazzato dentro. Tu paghi e il racket offre e garantisce il servizio completo. Sì, il pesce puzza proprio dalla testa e anche dalla coda e anche in mezzo. L’unica cosa sarebbe buttarlo quel pesce.