Clima, forse ci levano fornace da sedere. Cioè chi se ne…

di Riccardo Galli
Pubblicato il 14 Dicembre 2015 12:29 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2015 12:37
Clima, forse ci levano fornace da sedere. Cioè chi se ne...

Clima, forse ci levano fornace da sedere. Cioè chi se ne…

ROMA – Forse, non è sicuro, ci levano la fornace dal sedere o il sedere dalla fornace. Quello di tutti noi che abitiamo questo paese, anzi questo continente, anzi questo pianeta. E quello dei figli e nipoti cui un po’, almeno un po’, dovremmo tenere. Più in là dei nipoti notoriamente non ci si può chiedere attenzione e interesse. Forse un paio di centinaia di governi del mondo si sono davvero messi d’accordo per ridurre, provare a ridurre, il fuoco che brucia nella fornace sotto il nostro sedere di esseri umani.

C’è un impegno che forse sarà mantenuto. E’ la prima volta che c’è un impegno simile: contenere l’aumento della temperatura media del pianeta. Contenerlo durante un secolo. E tirare fuori i soldi per farlo. Finora l’umanità impegni simili non li aveva mai presi. Forse ci riusciranno o forse no. Forse qualcuno ha e ha avuto retro pensieri al momento della firma dell’impegno. Forse, anzi no forse, di sicuro molte questioni fondamentali sono state aggirate o eluse. Ad esempio, è compatibile una crescita dell’economia mondiale del tre per cento annuo (quanto serve per accrescere consumi nei paesi poveri, quanto occorre per mantenere il welfare nei paesi ricchi) con un aumento della temperatura media limitata a un grado e mezzo?

Nessuno lo sa, quasi tutti glissano. Ad esempio quale agricoltura è possibile in Europa e quale siderurgia ad esempio in Asia è possibile con l’impegno a contenere le emissioni? Questioni simili alte ed erte come montagne sono tante, quasi troppe. Resta comunque il fatto che per la prima volta c’è l’impegno a provarci.

Provare a impedire che si muoia di devastazione ambientale, impedire che le acque si mangino le coste, impedire che il riscaldamento muti fauna e flora, impedire che l’habitat terrestre diventi molto poco ospitale per la specie uomo, anzi per la specie uomo che vive in economie complesse, grandi città, grandi consumi. Niente meno che questo è il pericolo concreto, la fornace accesa proprio sotto il nostro sedere, anche e proprio quello di chi scrive e di chi sta leggendo, nessuno escluso.

E infatti…chi se ne frega. L’attenzione dell’opinione pubblica è ad ogni rilevazione estremamente bassa per questa vicenda, da noi in Italia niente di paragonabile con un gossip politico familiare sulla Boschi. E sostanzialmente di circostanza, di ossequio solo formale è l’interesse di giornali e televisioni. Così va il mondo e piangerci sopra è la classica lacrima sul latte versato. Ci sentiamo furbissimi, astutissimi, attenti, preparati, pronti, vigilanti…Ma quando si tratta del nostro sedere non ce ne può fregare di meno. Come si diceva un tempo in tutt’altro contesto, strano ma vero.