Danimarca: 12 minuti per lo Stato. Italia: 9 mesi di Grande Fratello

di Riccardo Galli
Pubblicato il 19 Settembre 2011 13:56 | Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2011 13:56

ROMA- I danesi, gli elettori danesi votano e mandano al governo chi propone loro di lavorare ogni giorno 12 minuti gratis in più per lo Stato, la collettività. Dodici minuti di sacrificio tutti i giorni e tutti insieme per uscire da un problema di tutti, la grande crisi finanziaria. La prossima edizione italiana del Grande Fratello estende la permanenza nella “Casa” a nove mesi: la misura di una reclusione-sacrificio che però può portare alla “svolta”, al successo individuale. Due visioni del mondo, due diversi concetti di tempo, due modi di affrontare la crisi, due dissimili unità di misura: 12 minuti per la Danimarca e 9 mesi per l’Italia. Sono, i primi, i minuti che la neo leader social democratica danese Helle Thorning Schmidt, fresca di vittoria elettorale, vuole che ogni suo concittadino “regali” alla collettività. Un modo per far fronte alla crisi economica senza metter mano alle pensioni e senza alzare le tasse, ad eccezion fatta per i più ricchi. Una via che, evidentemente visti i risultati elettorali, è piaciuta al popolo danese. I nostrani 9 mesi sono invece, non un sacrificio chiesto agli italiani in nome del bene comune, ma la durata prevista per il Grande Fratello di quest’anno. Praticamente un anno speso e regalato dai futuri concorrenti non sull’altare del bene comune, ma per il bene singolarissimo e la speranza di diventare “qualcuno”. Parafrasando un celebre film: italiani danesi, due facce, due razze.

Helle Thorning Schmidt propone un programma classicamente di sinistra: più tasse sulle banche e sui redditi alti per finanziare la ripresa economica, la sanità e l`istruzione. Con un corollario inedito, però. Ogni danese dovrà regalare alla collettività, qualunque sia il suo salario, 12 minuti al giorno del suo tempo di lavoro. A ben vedere si tratta di un`ora alla settimana, o di una mezza giornata al mese, ma comunicativamente è geniale. Chi non è disposto a regalare al suo Paese il tempo di un caffè o di una telefonata trascinata, se questo giova a tutti? Certo, per risanare i conti pubblici questi minuti da soli non saranno sufficienti. Però intanto aumenta il Pil e migliorano i servizi senza costi aggiuntivi, e i cittadini hanno detto di sì. Lokke Rasmussen, il candidato di centro destra, aveva presentato agli elettori una scelta secca: debito incontrollato o tagli allo stato sociale. La ricetta della Thorning-Schmidt è di altro segno. Il “progetto 12 minuti” però, così come altri tasselli del programma economico socialdemocratico, dovrà essere contrattato nella coalizione di centro sinistra. Nel cosiddetto “Blocco rosso”, contrapposto al “Blocco blu” dei liberal-conservatori, ci sarà dunque una competizione interna per il “peso” politico tra le varie formazioni. I socialdemocratici, infatti, rischiano di trovarsi in una situazione paradossale: vincere le elezioni, portare una donna alla guida del governo per la prima volta della storia danese, ma nello stesso tempo avere il peggior risultato della sua storia elettorale, con il 25 per cento dei suffragi accreditati dai sondaggi della vigilia. Ma, la di là delle questioni politiche, l’idea di donare dodici minuti della propria giornata lavorativa è piaciuta ai danesi.

Giù al sud invece, in Italia, nessuno si è sognato di immaginare una simile iniziativa, nemmeno come “intervento d’immagine”. Certo da noi la crisi è più grave che in Danimarca, ma da noi aumentano le tasse per tutti, vedi l’Iva, e si mette mano alle pensione per tentare di far quadrare i conti. E anzi, non solo non si pensa a regalare qualcosa alla collettività, da noi non si riesce nemmeno a riscuotere quello che alla collettività sarebbe dovuto, cioè le tasse. Ma il tempo esiste anche in Italia, agisce però altrove. Il Grande Fratello di quest’anno, la dodicesima edizione, sarà la più lunga della storia della televisione. Inizialmente si era parlato addirittura di 12 mesi di programmazione, ma problemi economici, la crisi c’è per tutti, e la concorrenza dei prossimi europei, ha fatto pensare a 7 o 9 mesi di reality. In entrambi i casi sarebbe comunque l’edizione più lunga di sempre.

Due risposte di stomaco alle difficoltà che la vita mette davanti. Da una parte una proposta, un filo demagogica, che chiede un sacrificio minimo a tutti e per tutti, rimboccarsi le maniche per “far passare la nottata” e, dall’altra, il ricorso sempre e comunque alla furbizia, al colpo di fortuna, nella speranza di svoltare, anche sacrificando un anno della propria vita ma solo ed esclusivamente per se stessi. Noi, la Sirenetta, l’avremmo venduta a trance al mercato del pesce.