Elezioni, facsimile scheda: gialla o rosa da 20 a 25 liste

di Riccardo Galli
Pubblicato il 22 Febbraio 2013 13:57 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2013 13:58

ROMA – Tredici tricolori, una falce e martello, due fiamme, una spada e una tartaruga. E poi un profluvio di nomi, nonostante il comune sentire suggerisse di spezzare l’abbinamento simbolo elettorale-leader. Ecco cosa si troveranno di fronte e tra le mani gli italiani nell’urna elettorale ed ecco come appariranno loro, con alcune differenze a seconda delle regioni, le schede elettorali. Con la pubblicazione dei fac-simile delle schede anche l’ultima pratica pre-elezioni è stata espletata. Le schede sono state affisse al Viminale e sono a disposizione di chiunque le voglia sbirciare sul sito del Ministero dell’Interno (www.interno.gov.it).

In primis va detto che come di consueto il colore scelto per il Senato è il giallo, mentre per la Camera ancora una volta la scheda sarà rosa. La disposizione, l’ordine dei simboli all’interno delle schede, è frutto di un rigoroso sorteggio. E, a produrre materialmente le schede, sono l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e alcune aziende selezionate dallo stesso ente statale e dalle singole Prefetture. Ogni scheda è divisa in 4 sezioni principali che vengono usate per la stampa dei singoli marchi di lista, ordinati da sinistra a destra, e anche qui la disposizione è figlia di singoli sorteggi, sia tra le singole coalizioni che tra le singole liste apparentate. In ogni caso è facile distinguere le liste tra loro collegate visto che i simboli delle stesse sono attaccate l’una all’altra, mentre le altre hanno uno spazio che le divide e separa dal vicino.

Anche se il numero massimo di loghi presenti su ciascuna riga non potrebbe mai superare le dieci unità, in alcune zone d’Italia verrà fatta un’eccezione per la coalizione di centrodestra che in alcune circoscrizioni è composta da ben 13 liste, e visto che le coalizioni non possono essere ‘spezzate’ si è dovuto trovare uno ‘strapuntino’ per far spazio a tutti.

Prendendo a modello le schede che saranno a disposizione degli elettori emiliani, e che presentano un buon numero di liste, quello che avremo di fronte alla Camera saranno ben 23 liste e 3 coalizioni. La coalizione di centrodestra sarà anche qui quella più affollata, ricca di 7 liste: i Moderati di Samorì, Grande Sud e Lega Nord incredibilmente contigui, Pdl, la Destra, Intesa Popolare e Fratelli d’Italia. Assenti, in Emilia, i Pensionati e la lista Basta Tasse che invece sono presenti altrove. Molto più risicate le altre due coalizioni. Il centrosinistra, come i montiani, presentano infatti appena 3 liste ciascuno: Centro Democratico, Pd e Sel, in rigoroso ordine di sorteggio per il centrosinistra, e Fli, Udc e Scelta Civica per i montiani.

Minore, viste le differenze legislative e le soglie di sbarramento, l’affollamento sulla scheda del Senato, quella gialla. Sempre in Emilia 18 liste e 2 sole coalizioni in lizza. Nella corsa a palazzo Madama la coalizione dei montiani smette di essere coalizione per trasformarsi in lista unica, lista che andrà sotto il nome di Scelta Civica. Stesse liste, ma in ordine differente, per il centrosinistra. Mentre il centrodestra perde, rispetto alla Camera, 2 simboli: Grande Sud e Intesa Popolare.

Guardando la scheda rosa, quella più ricca, si nota che Gianpiero Samorì, Giulio Tremonti e Roberto Maroni, Silvio Berlusconi, Francesco Storace, Magdi Cristiano Allam, Antonio Ingroia, Nichi Vendola, Beppe Grillo, Gianfranco Fini, Pierferdinando Casini e Mario Monti non hanno resistito alla tentazione di mettere il loro nome in bella evidenza all’interno del simbolo della lista a loro collegata. Vizio antico che non si è perso e che anzi, nel caso della Lega, vede forse per la prima volta addirittura due nomi, Tremonti e Maroni, convivere nello stesso cerchietto.

Gettonatissimo poi il tricolore che, sotto forma di bandiera, banda o semplice scelta cromatica, appare nella maggioranza dei simboli, a destra come a sinistra. Piacciono poi le stelle che ornano, oltre che il movimento di Grillo che da loro prende addirittura il nome, anche la lista Amnistia Giustizia e Libertà. Intramontabili poi falce e martello e scudo crociato che, nonostante tutto, continuano a comparire e, come loro, torna ancora una volta la foglia dei repubblicani e la fiamma tricolore, anch’esse antiche vestigia di una prima repubblica. E in quest’ottica appare quasi sorprendente la scomparsa del celeberrimo scudo democristiano nella scheda del Senato, fagocitato dalla lista Monti. Unico portatore della croce, sulla scheda gialla, Magdi Cristiano Allam con il suo simbolo fatto di un tricolore sventolante con iscritta una croce gialla.

In quanto a parole la più ricorrente nei simboli non è a sorpresa “Italia”, forte di sole 3 nomination, ma “libertà”, scelta invece da 5 liste. Tre menzioni per “centro” e 2 per “destra”. Nessuna, invece, per “sinistra”. A questo punto non resta che votare.