Dessì, rinuncia per i…fotografi! Resta in lista e va al Senato con M5S

di Riccardo Galli
Pubblicato il 5 febbraio 2018 13:47 | Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2018 14:32
Emanuele Dessì, candidato M5s al Senato che non si può più ritirare

Emanuele Dessì, candidato M5s candidato a Frascati per il Senato (foto Ansa)

ROMA –Dessì, rinuncia per i…fotografi! Come si dice quando un portiere di calcio fa scena nel parare, lo fa per i fotografi! E così Emanuele che inieme a Luigi Di Maio sceneggia la sua rinuncia alla candidatura a senatore.

E invece no, Dessì resta in lista e va al Senato, collegio blindato, con M5S. M5S a cui Dessì porta i suoi voti che in zona non sono pochi. Dessì che al Messaggero e tramite il Messaggero strizza l’occhio a se stesso, a Di Maio e alla (presunta) scaltrezza: “Sono andato dal notaio e ho firmato una carta ma non ci ho capito nulla nemmeno io”. No, non è che Dessì non abbia capito, mica è scemo, ci fa. Con quel “non ho capito”, l’intelligente Dessì vuol solo dire che ha firmato un pezzo di carta e si sa che ci si fa un domani con i pezzi di carta.

C’era una volta un candidato che imbarazzava il MoVimento5Stelle che rispondeva al nome di Emanuele Dessì. Così discusso da far promettere all’enfant prodige e candidato premier del Movimento Luigi Di Maio – di fronte ai di solito non amati giornalisti – che avrebbe verificato e poi, da responsabile ultimo delle candidature, da fargli annunciare il passo indietro del suddetto. C’era e c’è ancora, perché quello confezionato da Di Maio e Dessì è un ritiro con “sorpresa”.

Post su Facebook a parte, il candidato Dessì è e rimane infatti nelle liste M5s insieme ai suoi voti e alle sue preferenze. E se verrà eletto, come è assolutamente probabile, andrà anche in Parlamento. Poi si vedrà. Dessì, tanto per rinfrescare la memoria, è quello del video con il pugile Spada, uno dei tanti membri della famiglia Spada di Ostia divenuta tristemente nota per le storie di presunta criminalità del litorale romano. E’, sempre Dessì, quello che sul social di Zuckerberg raccontava poi come gli fosse capitato di dover ‘picchiare’ un immigrato ed è, il comunque candidato grillino, quello che vive in una casa popolare pagando 7 euro di affitto al mese. Casa che è passata, regolarmente spiega il comune di Frascati, dalla nonna alla mamma di Dessì e poi a lui, in quanto senza reddito dichiarato.

Ecco, lui, l’uomo che aveva costretto Di Maio addirittura a ringraziare i giornalisti per aver portato alla luce la vicenda dell’affitto, che aveva portato anche Alessandro Di Battista a prendere le distanze da quella candidatura, è ancora lì, in lista.

“In questi giorni tutti i giornali e i tg nazionali hanno parlato del candidato del Movimento 5 Stelle nel Lazio Emanuele Dessì – scriveva su facebook lo scorso 3 febbraio Di Maio – Mentre il centrodestra in Campania candidava Luigi Cesaro, detto Giggino ’a Purpetta, ex autista del fondatore della nuova camorra organizzato Raffaele Cutolo, e il Pd in Sicilia candidava gli uomini di Cuffaro e Lombardo, tutta l’attenzione mediatica era per Dessì – ha scritto Di Maio in un post – Diversamente da molti candidati dei partiti, Dessì è incensurato, non è indagato e vive in una casa popolare che gli è stata regolarmente assegnata, come ha confermato lo stesso Comune di Frascati. Oggi ho parlato con lui e in seguito ai tanti attacchi ricevuti ha deciso di fare un passo indietro per tutelare la sua persona e il MoVimento 5 Stelle, impegnandosi a rinunciare alla candidatura e in ogni caso all’elezione alla carica di senatore. Ora mi aspetto che i veri impresentabili, quelli che riempiono le liste dei partiti, facciano lo stesso. Il MoVimento 5 Stelle ha candidato persone super competenti, persone che hanno testa e cuore, una squadra di cui sono fiero e insieme alla quale cambieremo il Paese”.

“Ha deciso di fare un passo indietro”, scrive l’uomo che nel Movimento ha la responsabilità di tutte le candidature. Di Maio così dicendo finge, finge di dire la verità. Perché le liste sono chiuse e non ci si può più quindi ritirare. Così, per i fotografi, Dessì e Di Maio o chi per loro hanno deciso che la soluzione migliore era un atto notarile. Atto in cui Dessì promette che, se e una volta eletto, si dimetterà. Quel che si dice una promessa scritta sull’acqua. L’atto non vale nulla, le leggi italiane su elezioni ed eletti sono fatte volutamente in modo che nessuno possa avere in pugno, costringere, comandare o ricattate un parlamentare eletto.

Non bastasse, dimettersi una volta eletto è impresa. E Di Maio e Dessì fanno finta di non saperlo. Ci vuole il voto favorevole dell’Assemblea che accetta le dimissioni, c’è chi ci ha provato più volte e a dimettersi non c’è riuscito. E ci vuole comunque tempo, tanto tempo.

 

Anche quando Dessì mantenesse la parola data (ha già detto non averci “capito nulla”), dovrebbe presentare a quel punto le dimissioni da senatore che non è la stessa cosa che rinunciare ad una candidatura. Le dimissioni da senatore vanno infatti accettate dal Senato, e per essere accettate devono essere messe al voto il che, anche quando Dessì presentasse le dimissioni e queste venissero accettate, cosa non scontata, si tradurrebbe in circa un annetto in carica senza se e senza ma.

Dessì è e rimane nelle liste grilline. Chi vuole votarlo, anche per il suo identikit sociale3 di sociali relazioni, può quindi farlo e i suoi voti contribuiranno in ogni caso alla causa dei 5Stelle. Di Maio e Dessì hanno fatto quella che nella sceneggiata classica si chiamava “la mossa”, agitare il bacino della soubrette come se…

Di Maio si è spinto fino a dichiarare: “Spediremo a Pd e Forza Italia il modulo con cui Dessì ha fatto il suo atto di impegno, in modo che facciano fare un passo indietro ai candidati impresentabili…”. Speriamo non gli diano retta, altrimenti saranno tutti in Parlamento tra qualche mese. Scommette su Dessì senatore e che senatore resta, soldi sicuri.

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