Il deputato Stagno: “Ricattano Berlusconi, mi adeguo in nome di Messina”

di Riccardo Galli
Pubblicato il 7 Novembre 2011 15:21 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2011 15:21

foto Lapresse

ROMA – “Vedo un sacco di deputati che, annusando l’aria, vanno a Palazzo Grazioli per ricattare il premier. (…) Io non posso perdere la faccia con i miei elettori. (…) Quelli vedono che tutti ricattano Berlusconi cercando di barattare il voto in cambio di qualcosa.. e io? Io che faccio? Chiedo anche io!”. E mi pare giusto…

Per Giuliano Ferrara Berlusconi ha prima incassa la fiducia, poi si dimette e poi si butta in campagna elettorale da elezioni anticipate. E’ il piano Ferrara, il triangolo del desiderio molto più che la triade delle notizie. Il diretto interessato, per bocca di Fabrizio Cicchitto, smentisce, ma i mercati, al solo sentir ventilare l’ipotesi dimissioni, festeggiano. Poi ci ripensano, vai a sapere se Ferrara inventa o ventriloqua…Dipende, dipende da parlamentari come Francesco Stagno D’Alcontres, quello appunto che “tutti ricattano, quindi chiedo anch’io”. E’ questa la politica dei giorni che viviamo…e non puoi farci nulla. Molti sono in queste ore i parlamentari che abbandonano Berlusconi e, con lui, il Pdl o l’abbandono semplicemente lo mimano.

Tra i nomi noti che stanno scaricando il premier quello di Gabriella Carlucci su tutti, fedelissima transitata da Forza Italia al Pdl passando per una carriera in Mediaset. Ma non solo lei. Sul Corriere appare un’intervista a un deputato sconosciuto ai più: Francesco Stagno D’Alcontres. Anche lui pronto a non votare più la fiducia a questo Governo, “tutti ricattano il premier” racconta Stagno d’Alcontres, quindi lo faccio anche io, altrimenti perdo la faccia con gli elettori ma, le parole sono importanti: “non ricatto, chiedo”. “E se non ottengo non voto la fiducia”. Chiede d’Alcontres, anche se sembra un ricatto.

Ma cosa chiede il deputato siciliano? Stando a quanto riferisce al Corriere della Sera, chiede che siano sbloccati i fondi stanziati dopo l’alluvione di Messina del 2009. Quella è la terra di d’Alcontres, figlio d’arte, suo padre è stato a lungo uno degli esponenti di spicco della Dc siciliana, e storico amico di Berlusconi, che sostiene dal lontano ’96, e per la sua terra è disposto a rompere la lunga relazione politica. O almeno questo è il motivo che lui racconta.

Chiede perché tutti chiedono e chiede, stando a quanto dice, non per se stesso ma per la sua terra. A differenza dei più che come ancora Stagno d’Alcontres racconta, “chiedono un incarico di prestigio, qualcosa per la propria famiglia”. Parole rivelatrici, se ancora ce ne fosse bisogno, di quella che è oggi la politica in Parlamento. Per ottenere qualcosa bisogna ricattare il premier in difficoltà, sia che si voglia ottenere un incarico per la moglie sia che si vogliano ottenere i fondi per gli alluvionati. E cosa chiede Stagno D’Alcontres oggi nel Gruppo Misto? “Mi aspetto che la Ragioneria dello Stato, con un artificio amministrativo, consenta di elargire un anticipo, per gli alluvionati”. Un “artificio amministrativo” che un parlamentare chiede al governo in cambio di un voto. E che sarà mai? Parola di chi si sente anche, civilmente e non solo, nobile: “Io campo bene di mio, sono professore ordinario di Chirurgia plastica all’Università di Messina e, in più, ho pure qualche goccia di sangue nelle vene”. Noblesse oblige, una volta obbligava, prima dei giorni del ricatto.