Tonno sotto chiave al supermercato, treni fermi per rame rubato…

di Riccardo Galli
Pubblicato il 27 agosto 2012 15:45 | Ultimo aggiornamento: 27 agosto 2012 15:45

Una scena del film “I soliti ignoti”

ROMA – Il tonno, povero lui, è finito sottochiave. I tombini d’ora in poi sarà il caso di saldarli e i treni, per il dolore dei passeggeri, continueranno a fermarsi per mancanza “forzata” di rame. Sono gli effetti nemmeno tanto collaterali del “si ruba tutto quel che si può”.

Il mercato dei furti, anche lui, risente infatti dei devastanti effetti della crisi e all’antica professione del rubare si rivolgono sempre più aspiranti Arsenio Lupin. Un eccesso di “manodopera” che comporta inevitabile aumento delle azioni criminose, più 5,4% l’aumento dei reati totali in Italia del 2011, ma anche un netto ridimensionamento degli obiettivi delle stesse. Non più solo casseforti e gioielli a rischio, ma anche galline, prosciutti e parmigiani, e poi ringhiere, tombini, rame e persino arredi cimiteriali. All’insegna del tutto fa brodo.

Nell’annus horribilis della crisi dell’euro, il 2011, tutte le categorie di reati contro il patrimonio sono aumentate rispetto al passato: più 9,8% l’aumento dei furti d’auto nella provincia di Palermo; più 41,4% l’aumento dei borseggi nella provincia di Bologna; più 43,6% l’aumento delle frodi informatiche nella provincia di Gorizia; più 52,3% l’aumento delle rapine nella provincia di Prato; più 73,5% l’aumento degli scippi nella provincia di Torino; più 59% l’aumento dei furti in casa nella provincia di Forlì e più 11,4% l’aumento delle frodi assicurative nella provincia di Napoli. Topi d’appartamento, borseggiatori, ladri d’auto, tutte le “categorie classiche” registrano aumenti. Ma nel 2011 si è anche assistito alla nascita, o forse al ritorno, del ladro della domenica o, come li definisce Repubblica, prendendo in prestito la definizione da I soliti ignoti di Mario Monicelli: i ladri di pasta e fagioli.

Si ruba per fame, si ruba al supermercato e per questo il tonno, almeno non quello economico, viene ormai custodito in contenitori di plastica modello scrigno, ci vuole la chiave. Chiave in possesso solo delle cassiere che, dopo precisa richiesta, aprono il prezioso contenitore. E poi i ladri di parmigiano e quelli di panini. E ancora quelli che, di fronte ad una cassa vuota, ripiegano su salami e birra. Ma visto che le casse e le casseforti sono ormai sempre più rare, specie quelle piene, anche i professionisti sono a volte costretti a ripiegare su obiettivi più a portata di mano. E in questo caso la vittima privilegiata è il rame dei cavi elettrici, comodamente disponibile su strade e soprattutto ferrovie, e facilmente rivendibile sul mercato. Unica controindicazione i disagi per chi sui treni viaggia. I treni infatti, senza fili che gli portino la corrente, hanno il difetto di non funzionare.

Repubblica compila un simpatico bestiario, una breve summa degli episodi di questo genere di questa ultima estate. Si ruba per fame, e quando in cassa non ci sono gli spiccioli allora si riempie un bidone dell’immondizia di salumi, decine sacchetti di patatine, alcune confezioni di birra, due macchine per il caffè e una per l’orzo, un vecchio televisore, un’affettatrice. La Sentinella del Canavese il 13 agosto titola: ‘Rubate griglie dei tombini per mille euro’: è una storia successa a Candia, in provincia di Torino, dove due notti prima qualcuno aveva portato via le griglie di scolo di tutto il paese, ‘comprese quelle della centralissima via Ivrea, dove si trovano le scuole’. Furto scoperto all’alba dal cantoniere comunale. ‘A noi ora toccherà sostituirle, spendendo soldi pubblici’, dice il sindaco, Albertino Salzone. ‘Questa volta però le salderemo, così sarà impossibile rubarle’. ‘Arrestato il Topo Gigio dei ladri’: Gazzetta di Reggio, 2 agosto. Siamo a San Polo, in Emilia. I carabinieri della locale stazione catturano in un supermercato un cittadino ucraino di ventotto anni residente a Reggio, Sergy Burnashov. Nello zaino ha nascosto una mezza dozzina di punte di formaggio. Il furto di parmigiano è la sua specialità, lo avevano già fermato a Scandiano per lo stesso reato. Ruba e rivende ai ristoratori della zona, a volte anche a qualche casalinga. Nome d’arte inevitabile, annusata la refurtiva: Topo Gigio. (…)

Provincia Pavese: ‘La Madonna ti vede, messaggio in chiesa per i ladri’. Sannazzaro, la chiesetta della Madonna nera di Loreto. È un po’ di tempo che spariscono le elemosine e persino le candele votive, così ‘una zelante volontaria della chiesa e ammiratrice del grande scrittore di Don Camillo e Peppone ha esposto un eloquente cartello che ammonisce chi volesse ancora commettere simili atti. La scritta è emblematica e dice: ‘La Madonna ti vede’. La Città racconta di un furto a Salerno, campo sportivo Massajoli, rione Paterno, 3 agosto. I ladri scavalcano il muro di cinta e, forzata la porta d’ingresso, si portano via la caldaia a muro degli spogliatoi. Poi danno un’occhiata intorno: in passato hanno rubato persino le panchine dello stadio — in cui aveva giocato anche negli anni Ottanta il brasiliano José Dirceu — questa volta non trovano di meglio che impadronirsi delle divise della squadra di calcio dell’Evoli. (…) ‘Maxi-colpo in banca dei ladri-attori’, Il Tirreno, 11 agosto. Cronaca dell’assalto disarmato a una banca da parte di una talentuosa banda, che mette in scena una recita perfetta: c’è una ragazza che chiacchiera e distrae all’esterno la guardia giurata, mentre dentro l’istituto un paio di complici cominciano a parlare ad alta voce in lingua spagnola, attirando l’attenzione di clienti e impiegati. Poi un quarto lascia cadere a terra manciate di monetine e banconote. Confusione totale. Quando gli “attori” se ne vanno, è sparito un sacco con 130mila euro in contanti appena consegnato da un portavalori. Un capitolo a parte meritano i furti di rame, il cosiddetto “oro rosso” trafugato in mille modi per il mercato clandestino. Vale la pena di segnalare le decine di colpi nei cimiteri di tutta Italia e in particolare dell’Emilia. Ad agosto hanno rubato le grondaie delle cappelle di Rivalta e poi a Ronocesi, Gattinasco, Poviglio, Compiano di Canossa, Jano di Scandiano, Mandrio di Correggio, provincia di Reggio Emilia. A Pontecagnano, provincia di Salerno, ‘Rubavano le ringhiere di ferro da case sotto sequestro: presi’. (…) Sul Mattino di Padova del 6 agosto si racconta la storia del saccheggio di una cascina di San Giorgio in Bosco. Bottino: venti angurie e trenta galline. Vittima Rino Bordignon, agricoltore (…) Genova, Secolo XIX, Ferragosto: tre quarantenni bresciani, due uomini e una donna, approfittano del vetro rotto di un negozio di alimentari e portano via due panini, una confezione di pasta, una bottiglia di vino e due chili di fagiolini.

Si ruba per fame spiega Repubblica, e per fame si ruba qualsiasi cosa anche perché di gioielli, di oro da rubare non ce n’è più. Gli italiani se lo sono già venduto tutto lasciando gli aspiranti ladri a bocca asciutta. E la prova è il proliferare come funghi dei moltissimi “compro oro” ad ogni angolo, ma questa è un’altra storia.