Sinistra 40 destra 30 Monti e Grillo 15: fa già 100. Uccello padulo nei sondaggi

di Riccardo Galli
Pubblicato il 8 Gennaio 2013 16:38 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2013 16:50
Elezioni politiche 24 e 25 febbraio 2013

Elezioni politiche 24 e 25 febbraio 2013 (LaPresse)

ROMA – Si aggira, nel movimentato panorama politico/elettorale italiano, un “uccello padulo” di discrete dimensioni. Per chi non conoscesse le caratteristiche di questo simpatico animaletto da quasi tutti citato nonostante sia di fantasia, diciamo che lo si può descrivere come una circostanza particolarmente sfavorevole che su qualcuno, dopo aver girato e girato, necessariamente si abbatterà e, in questo caso, la circostanza sfortunata ha l’aspetto e la forma di un numero: 5 più la doverosa aggiunta del per cento.

I sondaggi pre elettorali, mischiati e assemblati tra loro, assegnano alle varie forze in campo circa il 105/108% dei voti. Mi spiego, la somma delle varie previsioni per i diversi schieramenti da un totale superiore al 100%. Questo perché le previsioni sono stime e perché stimano la “tendenza” come la chiamano loro, oltre a fotografare, come giurano, l’istante della pubblica opinione. I sondaggi hanno margine d’errore e se lo prendono. La somma e miscela dei sondaggi esalta quel margine che ciascun sondaggio da solo un po’ nasconde. Margine che però alla fine dovrà nella realtà sparire e che si tradurrà, per qualcuno, in un 5% in meno dei voti rispetto alle attese. Il pesce padulo appunto.

Lo schieramento di centrosinistra capitanato da Pierluigi Bersani, sostenuto da Nichi Vendola, dai socialisti e da qualche lista minore è oggi accreditato di circa il 40% dei consensi. Poco importa in questo momento e in questa sede se questi voti gli consentiranno o meno di governare con la maggioranza in entrambe le Camere, per ora quello che è interessante è il valore percentuale da tutti o quasi sottoscritto. Dietro il centrosinistra, nonostante le parole dell’ex premier Silvio Berlusconi che dice di puntare anche lui al 40%, il Pdl e i suoi alleati (Lega Nord, la Destra di Francesco Storace, Grande Sud di Gianfranco Micciché e il nuovo movimento targato La Russa-Meloni-Crosetto) che valgono ad oggi circa il 30%. Tra centrodestra e centrosinistra dovrebbero dividersi quindi circa il 70% dei consensi.

Di un altro 15% è poi forte l’area Mario Monti, unita al Senato e divisa tra la lista col nome del premier e i partiti di Fini e Casini alla Camera. E poi Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle, ridimensionato rispetto a qualche mese fa ma comunque con le stesse aspettative del tecnico Monti, un altro 15% con cui si arriva ad un 100% totale. Ma sono rimasti fuori Antonio Ingroia (5%) e i cosiddetti partiti minori, ad esempio la Sudtiroler Volkspartei o L’unione Valdotaine o i Radicali o qualche lista piccolissima che sempre c’è e sempre un po’ disperde. A livello nazionale un 3% circa. Così, sommando tutte le aspettative si ottiene un totale vicino al 110% che, tradotto in termini pratici, significa che almeno un 5% andrà tolto ad uno degli schieramenti citati.

Significa che qualcuno si sbaglia, forse s’illude o magari viene illuso. Ma quale sia la genesi, dove sia l’avvento e di chi la quaresima di questo 5%, di questo uccello padulo che si abbatterà su una o sull’altra delle forze politiche non è oggi dato sapere. Qualcuno suo malgrado si aggiudicherà questo volatile. Se saranno il Pd e i suoi alleati ad aver sbagliato i conti, e se quindi si ritroveranno con ‘solo” il 35%“dei voti, questo si tradurrà probabilmente in una non maggioranza al Senato e nella gioia di Mario Monti che si scoprirà ago della bilancia. Se invece sarà Berlusconi a dover scalare un 5% dal 30 oggi assegnatoli, il suo declino sarà ancor più rapido, amaro e duro. Se invece saranno Monti o Grillo quelli che si scopriranno orfani di un 5% questo vorrà dire che la salita del Professore è stata quella che si definisce una fatica inutile, con il 10 per cento raccolto “salita per l’uscita”. O che il Movimento 5 Stelle, eventualmente al 10 per cento dei voti, torna tutto ad essere parte integrante del problema e per nulla parte della soluzione.

Chi l’uccello padulo colpirà ancora non si sa e, in fondo, l’incertezza si risolverà solo a fine febbraio. Ma gli schieramenti sono avvertiti, a qualcuno toccherà.