Grillo già mette paura, se era la figlia di Berlusconi o Monti…

di Riccardo Galli
Pubblicato il 16 Novembre 2012 15:16 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2012 15:16
Luna Grillo

ROMA – Una vicenda da non strumentalizzare e che anzi si ritorcerà contro “tutti gli avvoltoi che affonderanno le loro zampacce in questa situazione”. La pensa così Sonia Toni, prima moglie di Beppe Grillo e mamma di Luna, la figlia del comico/politico genovese “beccata” con mezzo grammo di cocaina. Sfogo comprensibile di una mamma preoccupata ma, a ben vedere, è una preoccupazione eccessiva la sua. Leggendo e vedendo come la stampa ha trattato la “situazione” e immaginando cosa sarebbe stato se la figlia pizzicata con la cocaina fosse stata quella di Berlusconi o Bersani o Monti o Renzi o D’Alema o Casini o qualunque altro politico, appare evidente che di avvoltoi, in questo caso, non se n’è vista nemmeno l’ombra.

Non si sono levati in volo, né gli avvoltoi e neanche le aquile e neanche le rondini ad annunciare, al massimo è stato un sommesso stormir di passeri. Tutti giustamente civili nel dare notizia. Tutti sospettamente prudenti nel darla con le pinze, le molle e il “riduttore” là dove di solito si applica il megafono e il moltiplicatore. Sia chiaro, il detenere per uso personale una minima dose di cocaina non solo non è reato ma non deve essere neanche scandalo. Però è indubbio che fosse stata la figlia di un altro dei protagonisti della vita pubblica, allora il sistema della comunicazione di massa…provate a immaginarlo da soli come avrebbe agito e funzionato.

E’ stata fermata, Luna Grillo, durante un controllo di routine a Rimini. E lei stessa, agli agenti che l’avevano fermata, ha detto di avere con se due bustine di droga. Poca, pochissima roba. Una quantità, mezzo grammo, che non costituisce reato ma solo illecito amministrativo. Il cosiddetto quantitativo per uso personale che può portare, al massimo, alla sospensione della patente e limitazioni ai documenti per l’espatrio. Una storia da nulla dunque. Se non fosse che la protagonista è la figlia del personaggio pubblico numero uno in questo momento nel nostro Paese. E una storia, che per questo, diviene d’interesse pubblico e conseguentemente dall’informazione rilanciata.

Ma l’informazione, che seppur non raramente scade nella morbosità pericolosamente insita nelle vicende a cavallo tra pubblico privato, ha invece in questo caso usato i piedi di piombo. Molti hanno titolato “figlia di Grillo fermata con la cocaina”, ma nessuno ha sparato gli abituali titoloni e nessuno ha, come si dice, “inzuppato il pane” nella vicenda oltre il dovuto. Comportamento insolito per l’informazione. Immaginate se al posto di Luna ci fosse stato Berlusconi jr. o Bersani jr.? L’informazione, o almeno parte di essa, avrebbe dedicato spazio per giorni solo a questo spiegando come e qualmente la prole “drogata” fosse la prova, il segnale, l’indizio di politiche inaffidabilità. Comprensibile la preoccupazione materna e corretto l’atteggiamento dell’informazione che ha, a questa vicenda, dedicato non più spazio del necessario. Corretta ma stupefacente. Un atteggiamento così insolitamente prudente quello della stampa che somiglia ad una paura, anche inconscia, che il mondo Grillo, molto in voga in questo momento, incute istintivamente.

Paura che già Grillo mette, paura fatta di una antica tendenza della stampa italiana all’ossequio verso chi conta, paura che pian piano si è fatta “format”. E’ già successo con Bossi e Berlusconi che qualunque cosa dicessero la si raccontava con i toni del cronista che commenta la finale di Champions felice di esserci. Il “format” ora si è perfezionato: Grillo nei giornali e soprattutto telegiornali ha la parte garantita dell’oracolo che annuncia l’avvento. Paura che è fatta anche di qualcosa di nuovo: questi “grillini” si muovono in gruppi organizzati, alacri e combattivi come formiche, incapparci son guai…

“Vorrei ringraziare chi mi sta vicino in questo momento… a volte si sbaglia nella vita… ed è giusto affrontarne le conseguenze…”, ha postato la giovane Luna su Facebook, mantenendo il tutto nella giusta delle dimensioni delle cose. Le è poi scappato un “spero con tutto il cuore che i responsabili di questa merda possano continuare a vivere nel peggiore dei modi”, aprendo spiragli alle tesi complottiste come se fosse stata vittima di un tranello. Supportata, in questo, anche dalla mamma che ha detto che la figlia “si è fidata della persona sbagliata”.

Nulla può essere escluso a priori è vero, ma se di avvoltoi almeno sinora non se ne son visti, meglio sarebbe non rischiare di attirarne con il profumo di un tranello, attraente più di una carogna. Anche per far star tranquilla mamma Sonia.