Meno Irpef, soldi in più, a chi e quanti. Da 50 a 200 al mese ma non per tutti

di Riccardo Galli
Pubblicato il 11 Marzo 2014 14:58 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2014 14:59

tasseROMA – Dieci miliardi da mettere nelle tasche degli italiani. E’ quanto promesso e annunciato dal premier Matteo Renzi parlando di “alcune decine di euro al mese” per chi guadagna sino a 1.500 euro al mese. E’ atteso per domani il Cdm che dovrebbe varare il tanto atteso taglio delle tasse e, in particolare, dell’Irpef per i redditi medio bassi. Ma se le misure verranno approvate, chi e quanto ne beneficerà? Il guadagno maggiore lo avranno i redditi sino a 15mila euro annui che avranno un risparmio in busta paga di 200 euro al mese. La platea di contribuenti più ampia che troverà qualche cosa in più nello stipendio sarà invece quella dei 16 milioni di italiani che guadagnano sino a 45mila euro l’anno. Per loro l’aumento sarà di 51 euro.

Se il Consiglio dei ministri in programma domani, mercoledì 12 marzo, corrisponderà alla promessa di Renzi, i lavoratori dipendenti italiani avranno la felice sorpresa di trovare presto le loro buste paga un po’ più pesanti. Da 50 a 200 euro netti al mese in più, a seconda se si abbia un reddito di 45.000 mila euro annui (51 euro al mese in più) e giù a scalare fino ai redditi da 15.000 annui (meno Irpef e soldi in più per 200 euro al mese). Le ultime voci ufficiose del pomeriggio pre Consiglio dei ministri confermano: Renzi ha scelto di tagliare l’Irpef e non l’Irap.

Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, come ribadito nell’intervista di oggi al Corriere della Sera, avrebbe preferito un’azione che attaccasse il cuneo fiscale agendo sull’Irap. La direzione scelta dall’esecutivo sembra invece quella di lavorare sull’Irpef. A favore del taglio Irap un ragionamento che suonava più o meno così: meglio, molto meglio rendere meno costoso l’assumere da parte di un’azienda tagliando il 30 per cento dell’Irap appunto. Meglio questo che dare direttamente cento euro al mese al lavoratore in busta. Meglio dunque favorire occupazione che ristorare gli esausti stipendi degli occupati. A favore del taglio Irpef più o meno questo ragionamento: i cento euro in più i lavoratori a basso e medio reddito li spenderanno subito, questo è certo. Rimettendo subito i 10 miliardi nel circuito dell’economia. Invece meno Irap non è detto si traduca automaticamente in più assunzioni, le imprese potrebbero anche in qualche modo tesaurizzare il risparmio fiscale.

Come che sia, Renzi pare proprio abbia scelto di tagliare l’Irpef E se i 10 miliardi annunciati da Renzi saranno tutti concentrati sulla riduzione dell’Irpef, la traduzione pratica, e in euro, sarà quella che La Stampa sintetizza in uno schema. Con un’avvertenza però: il promesso e imminente e consistente sgravio fiscale, insomma i soldi in più a fine mese riguardano, arrivano solo nelle tasche dei lavoratoti dipendenti. Non in quelle dei lavoratori autonomi e neanche in quelle dei pensionati. Succede perché…dividi per molte parti ricchezza, questa diventa povertà. Succede per la logica insita in questo vecchio detto popolare: 10 miliardi spalmati su 40 milioni di contribuenti fanno niente, spalmati invece su undici milioni di tassati alla fonte fanno…

 

Fanno 200 euro di soldi in più al mese per chi ha redditi fino a 15 mila annui. Fanno 107 euro in più al mese per chi ha redditi fino a 20.000. Fanno 76 al mese per i redditi fino a 25.000. Fanno 63 in più al mese per i redditi fino a 30.000. Fanno 57 al mese fino a 35.000 di reddito, 54 al mese in più per i redditi fino a 40.000 e 51 euro in più al mese se guadagni in un anno 45.000 euro.

Partendo dai redditi che avranno i maggiori benefici, e scendendo progressivamente, la novità più ricca la troveranno i 4 milioni 166 mila contribuenti che guadagnano sino a 15 mila euro annui. Per loro l’aumento mensile sarà di 200 euro, pari a 2.400 euro in più l’anno.

Per i quasi 8 milioni di italiani che invece hanno un reddito sino a 20 mila euro, il risparmio mensile in termini di tasse sarà di 107 euro, pari a 1.280 euro guadagnati ogni anno.

Continuando a salire nel reddito e scendendo, parallelamente, nel risparmio, i lavoratori che guadagnano sino a 25 mila euro (circa 11 milioni) avranno, con le riforme promesse da Renzi, 76 euro in busta paga ogni mese, cioè 906 euro ogni anno.

Fin qui i redditi che si traducono, in pratica e nel netto, nei famosi 1.500 euro mensili chiamati in causa da Renzi a ‘Che tempo che fa’. I risparmi non si fermerebbero però qui, e il condizionale è d’obbligo visto che le novità sono per ora sola annunciate e anche la loro forma è poco più di una previsione informata.

Prendendo però per buona l’idea che i 10 miliardi annunciati andranno a ridurre l’imposizione Irpef, anche i redditi sino a 30 mila euro (poco più di 13 milioni) risparmieranno qualcosa. E per la precisione risparmieranno 753 euro annui, cioè 63 euro ogni mese.

Per chi invece dichiara un reddito sino a 35 mila euro (14 milioni e mezzo di italiani), il beneficio mensile sarà pari a 57 euro. Risparmio che, moltiplicato per le 12 mensilità, sarà di 631 euro.

Infine i redditi sino a 40 e 45 mila euro (15 e 16 milioni di contribuenti) che guadagneranno rispettivamente 54 e 51 euro mensili, cioè 651 e 614 euro annui.