Riccardo Galli

Italia-Svezia: si può perdere, ecco come. In ballo 100 milioni

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Italia-Svezia, uno spareggio che vale 100 milioni (foto Ansa)

STOCCOLMA – E se l’Italia perdesse, se in Russia la prossima estate ci andasse la Svezia invece degli azzurri di Ventura? L’ipotesi di uscire sconfitti dal doppio confronto di questo fine settimana con la nazionale di Stoccolma è considerata più o meno come la possibilità che un asteroide colpisca la Terra ponendo fine al mondo che conosciamo: potrebbe succedere, certo, ma nessuno di noi lo prende seriamente in considerazione.

Eppure cabala, precedenti e qualità attuale della nostra nazionale non dovrebbero produrre quella certezza granitica che ci portiamo dietro. E in ballo non c’è solo l’onore e la passione calcistica di un popolo, ma anche una bella fetta di soldi. A fare i conti di quanto costerebbe perdere il play off che comincia questa sera è ovviamente il quotidiano più attento agli aspetti economici del nostro Paese, vale a dire il Sole24Ore, che stima in 100 milioni il costo netto di una mancata partecipazione ai mondiali tra mancati incassi Fifa, sponsorizzazioni perdute e diritti tv più poveri.

Uno scenario che il presidente federale Carlo Tavecchio ha definito ‘apocalittico’, non tanto per i soldi in ballo quanto per lo sport e – anche – per la sua poltrona, che tradizionalmente è legata ai risultati della Nazionale. Sulla stessa lunghezza d’onda di Tavecchio anche il ct azzurro Ventura e i giocatori che, con una dose di comprensibile autoconvincimento e automotivazione, si sono avvicinati alla doppia sfida ostentando sicurezza.

Ma se essere convinti di poter vincere è fondamentale per poter affrontare un gara con lo spirito giusto, essere convinti di non poter perdere produce l’effetto opposto. Quante volte si sono viste squadre sicurissime perdere partite che non si potevano perdere, e questo perché è sottilissimo il confine tra la convinzione di poter vincere e quella di aver già vinto. Cabala, precedenti e rosa azzurra d’altra parte non giustificano l’approccio alle due partite con lo spirito della pratica da sbrigare velocemente. E le quote degli scommettitori lo raccontano in modo più esplicito e chiaro di qualsivoglia analisi tecnica: Italia favorita, sì, ma 55 a 45…

E poi come oggi ricordano gli almanacchi del calcio, l’ultima (e unica) vittoria azzurra in terra svedese risale addirittura ad un secolo fa, all’Olimpiade del 1912, quando l’Italia vinse a Stoccolma con un gol di Franco Bontadini. Da allora l’Italia ha collezionato 3 pareggi e 4 sconfitte contro una squadra che nel 1983 umiliò la Nazionale allora Campione del Mondo con un 2-0 in Svezia e addirittura 3-0 al San Paolo di Napoli. In tempi più recenti c’è poi il ‘doppio’ confronto agli Europei del 2004, quando in campo l’Italia non andò oltre il pareggio, raggiunto sul finale da un colpo di tacco di Ibrahimovic, e fu poi eliminata dal 2-2 tra Danimarca e Svezia che garantiva la qualificazione ad entrambe a scapito degli azzurri. Quello che è passato alla storia calcistica come ‘il biscotto’.

Oggi la squadra del ct Andersson arriva ai play off dopo aver eliminato l’Olanda e ‘pareggiato’ con la Francia (1-2, 2-1), chiudendo il suo girone con 19 punti, il migliore attacco (26 reti segnate) e con la seconda migliore difesa dietro ai transalpini (9 gol subiti). Nelle cinque gare giocate in casa ha chiuso senza sconfitte con 4 vittorie e 1 pareggio, 18 i gol fatti e 2 quelli subiti. Un risultato affatto scontato, ci si aspettava infatti ai primi due posti di quel girone di trovare proprio Francia e Olanda, non necessariamente in quest’ordine, e un cammino migliore di quello degli azzurri che ci si aspettava invece di trovare sì dietro la Spagna dopo la fase a gironi, e così è stato, ma oltre la batosta di Madrid (3-0 per gli iberici contro De Rossi e compagni), l’Italia di Ventura ha infilato molte altre prove opache e qualche risultato al di sotto delle attese, vedi il pareggio casalingo con la Macedonia. Tra poco sapremo come andrà a finire, se la Svezia sarà ancor più legata agli incubi calcistici degli italiani – non va dimenticato che l’unico mondiale per cui la nostra nazionale non si qualificò fu proprio quello che si giocò nel 1958 in Svezia – o se invece troveremo un differita rivincita sul ‘biscotto’.

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