La soap della (ricchissima) famiglia Le Pen: tutto iniziò con un peccato originale…

di Riccardo Galli
Pubblicato il 27 Aprile 2012 14:59 | Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2012 14:59

Marine Le Pen e Jean-Marie Le Pen (Ap-Lapresse)

PARIGI – Fare politica costa, lo vanno ripetendo i politici nostrani, impegnati nella difesa dei “rimborsi elettorali”, e lo sanno anche quelli francesi. Oltralpe le i budget sono più modesti, ma comunque multimilionari, 55 quelli a disposizione del Ps e 50 per l’Ump. E il Front National, terza forza nel paese con quasi il 20% di voti raccolti la settimana scorsa? Appena 4,5 milioni di euro di budget. Ma quella del partito di Le Pen è una storia diversa, una storia che comincia con una ricchissima eredità lasciata al partito da un sostenitore a dir poco facoltoso. Eredità però da sempre contestata dai familiari del defunto, a colpi di battaglie legali.

La storia del Front National e della famiglia Le Pen, tenutaria di fatto del partito, comincia così, con un lascito milionario degno della trama di un film. Il fondatore del partito di ultra destra Jean-Marie Le Pen era infatti povero in canna e sosteneva la sua giovane formazione politica con i proventi della sua casa discografica. Casa discografica che era specializzata nella pubblicazione dei discorsi di Hitler e Mussolini, ma anche di Stalin ha sempre tenuto a precisare Jean-Marie.

Era insomma all’epoca la storia di un piccolo partito, di un movimento che non aveva i mezzi per fare il “salto” La legge francese assegna il denaro pubblico alle forze politiche in base non ai voti ottenuti ma ai candidati eletti, e con il sistema maggioritario quindi il partito di Le Pen era costretto ad accontentarsi delle briciole. Un bel giorno però un ricchissimo militante muore, lasciando tutte le sue immense ricchezze al Front National. I parenti del caro estinto, comprensibilmente, non la presero bene. Impugnarono il testamento e fecero causa, adirono le vie legali come si suol dire, ma la magistratura francese gli diede torto.

Il ricco e munifico defunto rispondeva al nome di Hubert Lambert e con il suo lascito trasformò Jean-Marie Le Pen in un uomo ricchissimo, in grado di finanziare ampiamente e comodamente il suo partito. E mai aggettivo fu più consono perché il Front National è veramente “cosa loro”, della famiglia Le Pen. Jean-Marie lo ha guidato per 40 anni, dal 1972 al 2011, per poi consegnarlo nelle mani di Marine, terzogenita avuta dalla prima moglie.

Pierrette Le Pen, madre di Marine, nuda su Playboy

Come in ogni Dinasty che si rispetti, come in una versione francofona di Beautiful, con la ricchezza e il potere arrivano anche gli amori e i tradimenti. Dal patriarca discografico Jean-Marie si emana una progenie degna di Garcia Marquez, matrimoni, divorzi, fughe, rotture clamorose. Ma cerchiamo di seguire un ordine cronologico. Jean-Marie sposa in prime nozze Pierrette Lalanne, da cui ha tre figlie: Marie Caroline, Yann e appunto Marine. Un bel giorno, anzi brutto per la famiglia Le Pen, Pierrette decide che è stufa e che vuole lasciare il marito. I Le Pen però sono una famiglia ricca, vivono in un castello come in un romanzo e come in un romanzo Pierrette mette in atto la sua uscita di scena: fugge col biografo del marito e finisce sulla copertina di Playboy vestita solo di un grembiulino.

Era il 1984 e seguono 15 anni di rottura totale tra Pierrette e la famiglia Le Pen, anni in cui Jean-Marie trova una nuova compagna, una ricca ereditiera greco olandese, Jany Paschos. Sempre come in una telenovela la nuova moglie non può che vestire i panni della matrigna cattiva e infatti le cose, soprattutto con la terzogenita e focosa Marine, non vanno alla grande. “Troppo ambiziosa” la giudica Jany, “lei nella vita non ha mai fatto niente” risponde Marine.

Il tempo però, si sa, cancella qualsiasi ferita e a fine anni ’90 la fuggitiva Pierrette rientra nei ranghi e nella storia della famiglia Le Pen, diventando una nonna esemplare a detta di Marine. Già, nonna, negli anni infatti le tre figlie di Le Pen hanno messo su famiglia, ma sempre in grande stile naturalmente.

La primogenita Marie Caroline è stata presa in moglie da un dirigente, guarda caso, del partito di papà: Philippe Olivier. Ma la vita politica riserva sorprese e così l’ingrato Olivier, nel ’98, decide di seguire lo scissionista Bruno Megret fuori dal Front National. Da allora il patriarca si rifiuta pervicacemente di vedere figlia e genero, traditori del partito e quindi della famiglia.

La secondogenita Yann sposa anche lei un ex boss del Fn, da cui ha una figlia oggi ventiduenne candidata nelle liste del partito di famiglia, in pratica la prossima erede dopo la zia Marine. Ma anche la vita di Yann non può limitarsi a dare i natali alla leader del futuro. Il suo aitante marito infatti, dopo essere stato dirigente del partito di ultra destra di papà Le Pen, decide di mollare casa e lavoro, in realtà un tutt’uno, per risposarsi con una donna di colore. E’ facile immaginare come Jean-Marie possa aver digerito la cosa.

Così si arriva alla terzogenita, Marine, “il clone di papà” come la definisce la mamma. La preferita e la nuova leader che ha portato il Fn ad un passo dal 20% dei consensi. Per non essere da meno rispetto alle sorelle anche Marine, dopo due matrimoni falliti, oggi si accompagna con un dirigente, anzi il numero 2, del partito dal lei guidato. Luis Aliot, soprannominato amichevolmente “loulou la purga” perché ha avuto l’incarico, non si sa se dalla moglie o dalla dirigente, di cacciare i militanti un po’ sopra le righe, quelli che vanno in giro con la camicia bruna ad esempio.

Tutto cominciò quindi con l’eredità contestata, gli amori, i divorzi, le fughe, il castello di famiglia dove vive il patriarca Jean-Marie e il partito ne discendono direttamente. Origine da soap opera ma origini anche “poco chiare”, come le ha definite recentemente la candidata dei verdi francesi Eva Joly. Marine non l’ha presa bene e ha querelato l’avversaria politica, ma i giudici stavolta le hanno dato torto. Nella storia delle grandi famiglie il peccato originale ci vuole, altrimenti che storia è?