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Maturità 2013, drogarsi per gli esami: illusione di memoria con anti Alzheimer

di Riccardo Galli
Pubblicato il 18 Giugno 2013 15:08 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2013 15:08

study-drugROMA – C’erano una volta i thermos pieni di caffè, le notti in bianco e, per i più viziosi, pacchetti e pacchetti di sigarette. C’erano e non ci sono più. Spariti perché soppiantati e superati dagli energy drink e, soprattutto, dalle cosiddetta study-drug. Oggi, per prepararsi agli esami di maturità e per migliorare le proprie “prestazioni” cerebrali, o almeno sperare che questo avvenga, si usano infatti amfetamina, metilfenidato, modafinil e altri farmaci studiati per patologie come l’Alzheimer o la demenza senile e, un gradino sotto, le bibite a base di taurina, caffeina ed altri energizzanti. I primi illegali, o almeno usati impropriamente, e i secondi spesso abusati, ma tutti accomunati dalla dubbia efficacia e dalla pericolosità degli effetti collaterali.

Drogarsi per la maturità, secondo un’inchiesta di Skuola.net ripresa da Repubblica, uno studente su quattro ha fatto uso di integratori per la memoria e quasi altrettanti li vorrebbe provare. Il 3.7% degli studenti maturandi, cioè di 19 anni, è invece ricorso a farmaci per l’attenzione e quasi un ragazzo su due (44%) beve spesso Energy drink. Benefici in realtà pochi mentre molti di più sono i rischi. “Non esistono sostanze che aumentano le capacità cognitive – spiega Simona Pichini dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità – anzi l’assunzione da parte di soggetti sani di farmaci nati per specifiche patologie può comportare effetti collaterali a livello del sistema nervoso centrale e cardiocircolatorio”.

Gaetano Di Chiara dell’Università di Cagliari, scrive su Repubblica:

“I cognitive enhancers (CE) sono un gruppo eterogeneo di farmaci utilizzati per aumentare le normali capacità cognitive. (…) I CE più gettonati, le amfetamine, il metilfenidato e il modafinil, migliorano l’efficienza cognitiva indirettamente, agendo su processi non cognitivi, come il tono dell’umore, l’impulsività, la motivazione, lo stato di allerta. Per questo motivo, i CE non aumentano le facoltà cognitive individuali normali. Ne migliorano l’efficienza solo se ridotta da fattori estrinseci, come la fatica, la mancanza di sonno, la scarsa motivazione o il basso tono dell’umore. Questi CE sono prescrivibili per specifiche condizioni morbose (le amfetamine e il metilfenidato per l’ipercinesi del bambino; il modafinil per la narcolessia) e il loro uso come CE è illecito (amfetamine emetilfenidato), o fuori prescrizione (modafinil). (…) Sono psicostimolanti che condividono con la cocaina lo stesso meccanismo d’azione, la capacità di stimolare la dopamina cerebrale. (…) Gli psicostimolanti hanno quindi un elevato rapporto rischio /beneficio e questo, al di là degli aspetti legali, ne proscrive l’uso come CE. Ma nella categoria dei CE si trovano, a torto o, raramente, a ragione, una serie di altri farmaci, presenti in preparati ottenibili in farmacia senza prescrizione (OTC) o di vari energy drink. Tra questi, il più comune è la caffeina, con proprietà stimolanti distinte da quelle dei CE psicostimolanti e privo di proprietà assuefacenti (addictive) ma che può dare effetti collaterali ad alte dosi (tachicardia, extrasistolia, insonnia)”.

Un vero e proprio boom cominciato oltreoceano e che sta trovando terreno fertile anche da noi. La diffusione degli energy drink è ormai anche in Italia un fatto avvenuto. E se queste bevande non hanno in se nulla di pericoloso o nocivo, l’abusarne le rende invece potenzialmente dannose. Basti pensare che una singola lattina di un energy drink qualsiasi contiene l’equivalente di diverse tazzine di caffè e se, in una notte pre esame se ne bevono diverse, è facile intuire come l’organismo possa reagire.

Potenzialmente molto più pericolosi sono però i diversi farmaci assunti, in molti casi, senza alcun controllo medico. Farmaci pensati per precise patologie e usati invece per stare svegli sui libri, per memorizzare più velocemente e meglio concetti e nozioni. Farmaci che come tutti hanno effetti collaterali e che Di Chiara accosta alla cocaina, almeno per la tipologia d’assunzione e per la dipendenza almeno psicologica che danno. E farmaci che, nonostante questo, non sono vietati. Ne sarebbe vietata la vendita senza prescrizione medica ma nulla più.

Gli uni e gli altri, energy drink e farmaci, spesso usati anche in “cocktail”, sono ormai considerati dagli studenti una sorta di doping cerebrale utile anche quando in realtà utile non è. La maggior parte dei ragazzi, è vero, non ne ha mai usati, ma tutti o quasi conoscono qualcuno che li usa e oggi, trovare nelle scuole qualcuno che non ne abbia mai sentito parlare, è praticamente come trovare un ago in un pagliaio.