Mussolini Caio Giulio Cesare… un chiamarsi modesto

di Riccardo Galli
Pubblicato il 9 aprile 2019 10:32 | Ultimo aggiornamento: 9 aprile 2019 10:32
Mussolini Caio Giulio Cesare, come dire... un chiamarsi modesto

Mussolini Caio Giulio Cesare… un chiamarsi modesto (nella foto, il pronipote del Duce con Giorgia Meloni)

ROMA – L’Italia non è la Germania. Né per indole, o carattere che dir si voglia, né per storia. Lì i discendenti dell’ultimo sanguinario dittatore si nascondono, qui si candidano. Lì trovare qualcuno che porti il nome Hitler è impresa impossibile: lo hanno tutti cambiato. Qui, invece, al cognome Mussolini, come se non fosse un già un cognome difficile da portare, si associa un nome per niente importante, persino modesto: Caio Giulio Cesare.

Il protagonista, almeno in parte involontario di questa storia è Caio Giulio Cesare Mussolini. Pronipote del Duce, suo padre era Guido, figlio del secondogenito del fondatore dei Fasci Vittorio. Ha scelto lui, insieme a Giorgia Meloni, di candidarsi. Ma non ha scelto lui né il cognome né il nome che porta. E a saltare agli occhi, forse perché di Mussolini in Parlamento già ne abbiamo visti, più che il cognome è il nome: Caio Giulio Cesare.

Chiamarsi Mussolini in Italia, anche dopo il ventennio, non è mai stato un problema. O almeno non lo è stato per i discendenti di Benito. In Germania, tanto per dare un’idea del diverso clima e anche del diverso modo nell’affrontare il passato, praticamente tutti quelli che portavano lo stesso cognome del Furher lo hanno cambiato.

“Nel villaggio austriaco di Waldviertel, del quale erano originari la nonna di Hitler, Anna Schicklgruber, il padre Alois e la madre Klara. (…) tutti gli abitanti con il cognome Hitler se lo erano fatto cambiare dall’anagrafe” raccontava un’inchiesta di qualche tempo fa. Mentre non più tardi di qualche mese fa è comparso Alexander Stuart-Houston: pronipote di Adolf Hitler anche lui con un nuovo cognome dopo che la famiglia decise di rifugiarsi a Long Island nello stato di New York.

Il 68enne Alexander è il più anziano discendente diretto del Fuhrer, insieme ai suoi due fratelli Brian e Louis vive nello stato di New York. Loro padre era William Patrick Hitler, figlio di Alois Hitler, il fratellastro di Adolf. Noi latini siamo però diversi dai rigidi teutonici e Mussolini era diverso da Hitler. O almeno questo è il pensiero cosiddetto ‘mainstream’ se anche il moderato Antonio Tajani, presidente dell’Europarlamento, si sente libero di dire che il regime fascista fece anche cose buone.

Siamo così diversi che papà Guido, insieme alla mamma immaginiamo, quando si trovò a dover scegliere il nome di nascituro non si lasciò incantare da nomi classici ma magari banali come Mario o Fabio. E nemmeno si lasciò tentare da nomi di vocazione patriottica, come magari anche quello del nonno Vittorio. No. A quel bambino che stava per nascere scelse di dare non uno ma tre nomi: Caio, Giulio e Cesare. Ovviamente senza virgole.

Forse pensando che così, a scuola, durante la lezione di storia l’attenzione non sarebbe stata portate sul dittatore che portò l’Italia nella II guerra mondiale, ma sul generale che conquistò la Gallia per Roma e gettò le basi per l’Impero. Un nome difficile, così difficile che persino Facebook l’ha bloccato, anche se il titolare del profilo annuncia cause. Ma mettetevi nei panni di un algoritmo per sua natura privo di fantasia o di un impiegato di Facebook che deve valutare profili e chiedetevi cosa può pensare di fronte ad un profilo ‘Caio Giulio Cesare Mussolini’.

Senza conoscere la storia del candidato di Fratelli d’Italia molti penseremmo ad un profilo falso. Gengis Khan Pinochet, Napoleone Robespierre, Leonida Washington. Il profilo ci auguriamo sarà presto riattivato ma non si può gettare la croce addosso a chi, di fronte ad un nome simile, ha avuto un dubbio. Per sua fortuna il nostro Caio Giulio ha passato molto tempo lontano da Roma e in Sudamerica in particolare.

Nato in Argentina e residente per quasi un decennio in Venezuela ha evitato le storpiature di un simile nome di cui solo nella Città Eterna saremmo capaci e risieduto in un posto dove non è difficile trovare nomi come Jesus Christ Da Luz, Luis Pereiro Gonzalez Madron bla bla passando, così, un po’ più inosservato. Almeno fino a che non ha deciso di candidarsi.