Esattori senza limiti alla porta, legge di onorevole esattore

di Riccardo Galli
Pubblicato il 22 Ottobre 2012 14:52 | Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre 2012 14:53
Mariarosaria Rossi vuole cambiare la legge sulla riscossione dei crediti. Suo marito, Antonio Persici, ha una società di riscossione crediti, di cui lei è azionista (LaPresse)

ROMA – Basta autorizzazioni, bolli e albi professionali. Per riscuotere crediti, per bussare cioè alle porte degli italiani per sollecitare e ottenere pagamenti di bollette, utenze, interessi su prestiti e rate dei muti non servirà tutto ciò. Potrà farlo chiunque. Questo è quello che si augura Mariarosaria Rossi, autrice di una proposta di legge (testo integrale in Pdf) in tal senso.

La legislazione in materia di riscossione crediti ha quasi cento anni, è datata infatti 1931, e non è quindi peccato dire che è ora di un aggiornamento. Dopo quasi un secolo saranno certamente intervenuti dei cambiamenti nella società e nella materia che il legislatore non può ignorare. Ma la quasi sconosciuta parlamentare pidiellina, nota alle cronache più per il suo ruolo di assistente personale (leggi: “L’inseparabile Mariarosaria Rossi“) del Cavaliere e per le sue apparizioni in compagnia di Berlusconi al processo Ruby che per le sue battaglie politiche, si può dire che abbia fatto della cosa una vera e propria questione personale. Così personale che suo marito, Antonio Persici, è stato sentito come esperto in materia dalla commissione competente.

Persici, il consorte, è infatti titolare indovinate un po’ di cosa? Di una società di riscossione. E la Rossi, la moglie che ha presentato la proposta di legge, è della società azionista. Circostanze che potrebbero, a voler pensar male, far sorgere qualche sospetto di conflitto d’interessi. Persici si difende: “Ma di quale conflitto parla? Dove starebbe il conflitto?”. E spiega che “presentare una regolamentazione simile è necessario, visto che le norme attuali risalgono al 1931”.

Risalgono all’epoca fascista, come ad onor del vero buona parte della nostra legislazione. Ma a parte dubbi e sospetti di conflitto d’interessi cosa propone la Rossi? Propone di abolire le licenze ministeriali e liberalizzare la riscossione del credito, portando il controllo del settore sotto il ministero della Giustizia. È questa, in sintesi, la proposta di legge depositata il 3 agosto scorso. Proposta che, nella traduzione pratica, vorrebbe dire che più o meno chiunque può costituire una società attraverso cui riscuotere i crediti di qualsiasi ente o società che gliene affidasse l’incarico.

La proposta però, oltre a dare a tutti la possibilità di bussare alle porte degli italiani per chiedere la remissione dei debiti, contiene un punto ancor più contestato: il quinto dei sei articoli che compongono il testo che recita “La vigilanza sull’organismo è esercitata dal Ministero della giustizia secondo modalità improntate a criteri di proporzionalità e di economicità dell’azione di controllo e regolazione e con la finalità di verificare l’adeguatezza delle procedure interne adottate dal medesimo organismo per lo svolgimento dei compiti a esso attribuiti”.

La maggior parte dei lettori non coglieranno al volo le conseguenze insite nel testo. Basti dire però che, sino ad oggi, il controllo delle licenze era esercitato dal ministero dell’Interno. Se le modifiche venissero approvate questo controllo passerebbe sotto la lente di via Arenula, con il rischio – denuncia ‘Adiconsum a La Stampa – di “abolire le licenze ottenute con la certificazione in questura” e aprire “la strada al riciclaggio e alle infiltrazioni mafiose nel settore“. Certo un bel rischio.

Persici però, l’esperto della materia, tranquillizza tutti: “Il ministero dell’Interno ha fatto sempre ben poco – dice – se ci fossero state centinaia di arresti lo capirei, ma se non ci sono vuol dire che l’attività di riscossione non è a rischio”. Una motivazione davvero inattaccabile la sua. Gli italiani possono stare sereni.
Guarda il video: Mariarosaria Rossi, show al processo Ruby: